Il talento nato e cresciuto in Capitanata approda nei principali circuiti dell’arte contemporanea internazionale. Il regista e scrittore foggiano Giuseppe Sciarra, insieme alla fotografa Priscilla Nutshell, conosciuti artisticamente come Punk Autopsy, hanno ottenuto un importante riconoscimento entrando nei database di riferimento del settore come ArtFacts e HENI News, piattaforma londinese dedicata all’arte contemporanea.
Un risultato che porta il nome di Foggia al centro della scena artistica globale e che accompagna il debutto romano del loro manifesto culturale nell’ambito delle iniziative promosse da ReWriters.
Al centro del progetto c’è “Against the Digital Narcissus”, un’opera multimediale che affronta in modo critico il rapporto tra individuo e mondo digitale, analizzando le dinamiche del narcisismo alimentato dai social network e dalla continua ricerca di approvazione online.
Il lavoro di Sciarra e Nutshell nasce dall’unione di due linguaggi artistici differenti ma profondamente connessi: la scrittura e la fotografia diventano strumenti complementari per raccontare le fragilità e le contraddizioni dell’epoca contemporanea.
Giuseppe Sciarra, autore e regista pugliese, attraverso la scrittura indaga le trasformazioni della società moderna e le nuove forme di identità individuale. Nel suo memoir “Rododendro” (Edizioni Il Viandante), presentato anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, affronta il tema del narcisismo contemporaneo con uno sguardo personale e analitico.
Sciarra ha vissuto a Foggia dai 14 ai 21 anni, frequentando l’Istituto “Luigi Einaudi” prima di trasferirsi a Roma per gli studi universitari in Lettere Moderne. Proprio il legame con la Capitanata rappresenta una parte importante della sua formazione artistica.
Priscilla Nutshell, attraverso la fotografia fine art, traduce invece queste riflessioni in immagini dal forte impatto simbolico, utilizzando il corpo umano come spazio di espressione, denuncia e resistenza visiva.
La forza del progetto è stata riconosciuta anche a livello internazionale, con l’interesse degli archivi del Palais de Tokyo di Parigi e l’attenzione della rivista specializzata L’Œil de la Photographie. Secondo gli osservatori del settore, il valore del duo risiede nella capacità di creare un’opera totale in cui immagini e parole si fondono in un unico linguaggio critico.



