Oltre 10 milioni di euro di danni stimati per le attività economiche colpite dagli incendi, mentre sul fronte degli aiuti la Regione Puglia annuncia interventi destinati principalmente alla tutela ambientale e al ripristino delle aree verdi devastate dalle fiamme. Restano invece esclusi, almeno al momento, i rimborsi diretti per strutture turistiche e imprese private danneggiate.
L’emergenza incendi ha colpito diverse zone della Puglia, dal Gargano al Salento, causando la distruzione di circa 150 ettari di macchia mediterranea e pinete nella zona di Peschici e oltre sei ettari nell’area di Gallipoli. Un bilancio pesante che riguarda non solo il patrimonio naturale, ma anche il tessuto economico legato al turismo.
La quantificazione precisa dei danni è ancora in corso, ma secondo le prime stime gli imprenditori del settore avrebbero subito perdite superiori ai dieci milioni di euro. Per questo motivo Assoturismo Capitanata ha chiesto un intervento straordinario alla Regione, sollecitando un piano strutturale antincendio per il Gargano.
«Ad essere colpiti dall’evento non solo alberghi, ma anche villaggi turistici, campeggi, ma l’intero indotto costituito da stabilimenti balneari, ristoranti, guide turistiche, agenzie di viaggio, attività commerciali che costituiscono l’intero polmone economico del territorio», ha evidenziato l’associazione.
La Regione Puglia, però, al momento ritiene percorribile soltanto la strada dei ristori ambientali, attraverso interventi di riforestazione e recupero delle zone colpite. Il presidente della Regione Antonio Decaro intende confermare l’impegno già annunciato dopo l’incendio di Rivabella, nel territorio di Gallipoli, con un piano di rimboschimento che riguarderà anche Gargano e Alta Murgia.
A coordinare le attività sarà l’assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Francesco Paolicelli, in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente, la Presidenza della Regione e i commissari dei parchi naturali coinvolti dagli incendi.
Il punto di riferimento normativo resta la legge quadro sugli incendi boschivi del 2000, che prevede il divieto di trasformazione dei terreni percorsi dal fuoco per cinque anni. La Regione valuta ora la possibilità di chiedere una deroga al Ministero competente e individuare l’ente incaricato di avanzare la richiesta per gli interventi di ripristino.
Sul Gargano continua intanto la conta dei danni. Il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo, ha ribadito la convinzione che il rogo sia stato di origine dolosa: «Gli incendi sono stati appiccati in più punti».
Saranno le indagini coordinate dalla Procura di Foggia, guidata dal procuratore Enrico Infante, a stabilire le cause dell’incendio che ha devastato il territorio garganico.
Dopo quasi trenta ore di interventi, l’emergenza è rientrata e restano attivi soltanto alcuni focolai nelle zone più difficili da raggiungere, dove sono proseguite le operazioni con Canadair e squadre impegnate nella bonifica.
Durante le fasi più critiche dell’incendio, nove persone, tra cui alcuni bambini, sono state messe in salvo dalla Guardia di Finanza, mentre circa 400 turisti evacuati via mare dalla Guardia Costiera hanno potuto fare ritorno nelle strutture ricettive.
«La situazione è totalmente sotto controllo», ha assicurato il sindaco D’Arenzo, ringraziando operatori, volontari e istituzioni per il lavoro svolto nella gestione dell’emergenza.
Lo riporta retegargano.it, fonte corrieredelmezzogiorno.it.




NON A PREVENIRE
E POI COME SIAMO PRONTI A FARE I CONTI……..