Roseto Valfortore amplia il proprio museo a cielo aperto con il completamento dei murales “La tessitrice” e “Il fornaio”, due opere che danno vita al primo tratto della futura Via degli Antichi Mestieri. Si è così conclusa la fase operativa della seconda edizione di Roseto Rosae – “Il borgo dove le rose non sfioriscono mai”, progetto che punta a valorizzare il centro storico attraverso l’arte contemporanea e il recupero della memoria delle antiche professioni.
L’iniziativa, ideata da Maria Guglielmi e promossa dall’Associazione Terre Vive Cultura, ha arricchito il 4° Vico Piazza Vecchia, uno degli angoli più caratteristici del paese, con due opere permanenti realizzate dagli artisti Vito Moreno e don Sebastiano Iervolino.
I murales rappresentano il primo nucleo della Via degli Antichi Mestieri, un percorso artistico pensato per raccontare il lavoro, le tradizioni e la quotidianità della comunità rosetana. La scelta dell’area non è casuale: nelle vicinanze sorge infatti la Casa dell’Artigiano, piccolo museo dedicato alla civiltà contadina che custodisce attrezzi e testimonianze delle antiche attività manuali.
Nonostante il caldo intenso delle ultime settimane, i due artisti hanno lavorato quotidianamente all’aperto, trasformando il vicolo in un laboratorio creativo. L’opera ha attirato numerosi visitatori, anche provenienti dai paesi vicini, mentre diversi proprietari di immobili hanno manifestato la disponibilità a mettere a disposizione nuove pareti per ampliare il percorso artistico.




A testimoniare il sostegno dell’Amministrazione comunale è stata la visita della sindaca Lucilla Parisi, che ha raggiunto gli artisti davanti ai murales esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto e confermando la volontà del Comune di proseguire nel sostegno all’iniziativa.
Successivamente, nella sede municipale, Vito Moreno e don Sebastiano Iervolino hanno ricevuto un attestato di riconoscimento firmato dal Comune di Roseto Valfortore e dall’Associazione Terre Vive Cultura, oltre a un cavalletto da pittura donato come simbolo dell’esperienza condivisa.
«L’arte assume un valore ancora più importante quando diventa uno strumento capace di risvegliare le tradizioni e l’unicità di un paese», ha dichiarato Vito Moreno. «Lavorare nei vicoli di Roseto, respirarne la vita quotidiana e incontrare l’interesse delle persone ha reso questa esperienza particolarmente significativa».
Anche don Sebastiano Iervolino ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Per me è stata un’esperienza nuova, positiva e arricchente. Mi hanno coinvolto sia la dimensione artistica sia le motivazioni di un progetto nato per contribuire alla valorizzazione di un borgo che merita attenzione. Lavorare all’aperto e percepire il sostegno delle persone ha reso questa esperienza ancora più bella».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’ideatrice del progetto, Maria Guglielmi, presidente dell’Associazione Terre Vive Cultura. «Questa seconda edizione ha superato le nostre aspettative e ha segnato un importante salto di qualità artistica e progettuale. Vito Moreno e don Sebastiano Iervolino hanno creduto nel progetto e lo hanno interpretato con talento, professionalità e sensibilità. Le loro opere dialogano con la pietra, con l’architettura e con la storia del borgo».
Le nuove realizzazioni rispettano la Carta Artistica del Borgo, documento elaborato da Terre Vive Cultura per garantire che ogni intervento permanente sia in armonia con i colori, i materiali e l’identità del centro storico.
«La Via degli Antichi Mestieri nasce per valorizzare la Casa dell’Artigiano e creare un percorso capace di raccontare il lavoro e la memoria di Roseto», ha aggiunto Maria Guglielmi. «Vogliamo che l’arte accompagni le persone dentro il borgo e le inviti a scoprirne anche gli angoli più raccolti. Roseto Valfortore è il nostro progetto pilota: l’obiettivo è trasformare l’interesse suscitato dalle opere in un turismo culturale stabile e destagionalizzato, capace di sostenere la crescita di Roseto e di produrre ricadute positive anche sugli altri borghi dei Monti Dauni».
Il successo della seconda edizione apre già la strada ai prossimi sviluppi di Roseto Rosae, che continuerà ad arricchire il borgo con nuove opere dedicate alla storia, ai mestieri e all’identità del territorio. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Terre Vive Cultura, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Roseto Valfortore, grazie al contributo di associazioni, imprese, partner privati e cittadini.


