FoggiaSpettacoli
In scena la storia del cantante di Polignano che lascia il mare e poi ritorna nella sua terra

“Nel blu dipinto di blu”, Modugno fa sognare il pubblico del Santa Chiara

Cristian Levantaci con l’orchestra “Suoni del sud” nel cartellone estivo del Comune di Foggia.


Di:

Foggia, 28 agosto 2018. Una voce calda e avvolgente si diffonde nel chiostro di Santa Chiara. Sono le note di Domenico Modugno cantate da Cristian Levantaci con l’orchestra “Suoni del sud”, omaggio al cantante di Polignano. Foggia, nel cartellone estivo organizzato dall’amministrazione comunale, propone il racconto della sua storia costellata di musica. Apre “Amara terra mia”, mani incallite dalla fatica, luogo da cui andar via, chiude “La lontananza è come il vento”.  Uno spettacolo ideato da Angelo De Cosimo, prodotto da Gianni Cuciniello e messo in scena da un Levantaci che chiede: “Quale canzone volete ascoltare?”, esaurita gran parte della ricca scaletta. Le richieste si sprecano, lui propone qualcosa di meno noto, un’altra faccia di Modugno, quella che fotografa le piccole cose, i tipi umani: “Pasqualino o maraja” la canta con quel piglio beffardo e canzonatorio che deriva direttamente dal cuore artistico di una autore mai dimenticato. “Sì certo, i Negramaro l’hanno rilanciato- dice Gianni Cuciniello prima che cominci la serata- ma lui, che parte dal mare e ritorna al mare, è un innovatore di suo”.

Il viaggio comincia con un distacco, triste, sofferto: “Nel mio paese mi sentivo soffocare, dovevo andare via. C’era la fame, ero contento di suonare la chitarra, ero contento che mio padre mi avesse dato questa possibilità”. Va via, Modugno, e si ricorda la piazza del paese, il cinema, la gente. Va al centro sperimentale di Roma: “Ero libero in una grande città ma dormivo nei tram e mangiavo quando potevo”. L’incontro con la futura moglie Franca cambia la sua vita. Ma erano altri tempi, dunque una storia non semplice per coronare questo sogno di vita comune, tanto comune, da fidanzati, che si può intonare  con “Io mammeta e tu”. La lite sul taglio dei capelli, come fosse un maschietto, la ribellione di lei di fronte al disappunto di lui per il nuovo look: si apre la lunga parentesi del’addio mentre Modugno scrive canzoni per riconquistarla. Non basta “Meraviglioso” a  fare il miracolo, che pure con i Negramaro è arrivata alle stelle, nemmeno “Tu si ‘na cosa grande”, sigillata dalle più grandi voci napoletan

  1. Ci vuole “Resta cu’ mme” per ricominciare la vita con Franca. La svolta arriva, oltre che con il progressivo successo nella vita di artista, con la conoscenza di un nobile della società romana e le note, tristissime, di ‘Vecchio Frac”. C’è un pubblico in visibilio, si fanno domande come fosse una radio cui giungono dediche e pensieri, la più gettonata sembra “La lontananza”. “Nel blu dipinto di blu”, per tutti, è “Volare”: “Ma allora non lo conoscete Modugno se date questo titolo!”. Levantaci cammina  tra il pubblico con la leggerezza del cantastorie di un’altra Italia, quella che usciva dalla guerra. E quel gesto delle braccia spalancate ad accogliere l’infinito,  immortalato nella statua di Polignano, stemma della kermesse, impressa nella mente dei suoi fan, accompagna le storie di ciascuno. Varia è l’età di chi ascolta, giovani e meno giovani.  Alla sua terra non ha mai rinunciato, dopo la leggenda che venisse da una grande e famosa isola, con Polignano e con il suono delle sue onde, si riconcilia.

“Piove”: “Lo sapete che con questa ha vinto un altro San Remo?”. Certo che lo sanno, magari titolano “Ciao, ciao bambina”, in fondo le canzoni dei grandi possono prendere il titolo che tu gli dai, e tutti le riconoscono.

 

Un bel successo, dopo i concerti di piazza con i Pooh, della rassegna “Non soli, ma ben accompagnati”, che ha visto esibirsi nel cortile con le arcate musicisti e cantanti per Mina, Califano, Tenco. Una canzone italiana, per Modugno uno spicchio del mare di Puglia che, da se stessa e dalla sua tradizione di piazze e di sole, di scorci di paese e abitudini ataviche, trae il suo passato e il suo futuro. Sulle ali di “Volare”.

A cura di Paola Lucino,

Foggia 28 agosto 2018

Fotogallery Paola Lucino

“Nel blu dipinto di blu”, Modugno fa sognare il pubblico del Santa Chiara ultima modifica: 2018-08-28T12:22:28+00:00 da Paola Lucino



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This