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"TRITONE PELOSO" Manfredonia, scambia un “tritone peloso” per un “caperrone” e si sente male: «L’ho sputato, poteva finire peggio»

L’episodio nei pressi del porto. Il racconto di Raffaele: «Si somigliano molto, voglio mettere in guardia chi raccoglie molluschi».

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
28 Agosto 2026
Cronaca // Manfredonia //

MANFREDONIA – Una forte irritazione alla gola, conati e vomito dopo aver portato alla bocca un mollusco raccolto nelle acque del golfo di Manfredonia, nei pressi del porto. A raccontare l’accaduto è Raffaele, convinto inizialmente di avere trovato un “caperrone”, nome locale con il quale vengono indicati alcuni murici consumati nella tradizione marinara.

Solo in seguito, confrontando fotografie e risultati trovati online, Raffaele ha ipotizzato che potesse trattarsi di un altro gasteropode marino, forse il cosiddetto “tritone peloso”, molto simile a prima vista ad alcune specie commestibili.

«Mi ha ingannato proprio la somiglianza», racconta. «Per fortuna non l’ho ingerito: l’ho sputato e poi ho vomitato. Ho avvertito anche problemi alla gola. Sono stato incosciente a non andare subito al pronto soccorso».

«Lo racconto soltanto per mettere in guardia gli altri. Qualcuno potrebbe trovarsi nella mia stessa situazione, scambiarlo per un caperrone e mangiarlo. Io sono stato fortunato».

Le immagini condivise mostrano, a scopo di confronto, alcune conchiglie comunemente chiamate murici e schermate di una ricerca effettuata tramite riconoscimento fotografico. Una fotografia, però, non è sufficiente per stabilire con certezza la specie, né per determinare se un esemplare sia commestibile o responsabile dei sintomi denunciati. Il nome “tritone peloso” viene generalmente associato a Monoplex parthenopeus, gasteropode marino predatore della famiglia Cymatiidae, caratterizzato da una conchiglia ricoperta da un evidente rivestimento filamentoso. La presenza della specie nel Mediterraneo è documentata, ma l’identificazione dell’animale raccolto a Manfredonia richiederebbe l’esame di un biologo marino o degli organismi sanitari competenti. La classificazione tassonomica di Monoplex parthenopeus è riportata anche dal portale internazionale GBIF.

Non è quindi possibile affermare, sulla sola base delle immagini o di una risposta automatica di Google, che il mollusco fosse proprio un tritone peloso, che contenesse una determinata tossina o che l’uomo abbia rischiato concretamente la morte. Anche il malessere potrebbe avere cause diverse, dall’irritazione locale a una reazione individuale o a una contaminazione dell’alimento.

In presenza di vomito persistente, difficoltà a deglutire o respirare, debolezza, alterazioni neurologiche o perdita di coscienza bisogna chiamare immediatamente il 112. In caso di sospetta intossicazione è inoltre opportuno contattare un Centro antiveleni e non provocare autonomamente il vomito. Il Centro antiveleni dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, operativo 24 ore su 24 al numero 055 7947819, raccomanda espressamente di non aspettare in caso di esposizione sospetta; indicazioni analoghe sono fornite dalla Croce Rossa Italiana.

1 commento su "Manfredonia, scambia un “tritone peloso” per un “caperrone” e si sente male: «L’ho sputato, poteva finire peggio»"

  1. Dunque, se come sembra, Raffaele ha “…. portato alla bocca un mollusco raccolto nelle acque del golfo di Manfredonia, nei pressi del porto” – il problema non è aver confuso un “tritone” con un “caperrone”, ma è di ben alta natura….almeno credo!

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