Entra in vigore oggi, lunedì 28 settembre, il price cap introdotto da Eni sui carburanti venduti attraverso la propria rete di distribuzione. Il limite massimo è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, con applicazione sia al self service sia al servito.
La misura avrà inizialmente una durata di 30 giorni, ma potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Lo ha comunicato la stessa Eni, società della quale lo Stato è il principale azionista.
Anche Socar, gruppo energetico dell’Azerbaijan, ha annunciato un intervento sui prezzi della benzina e del gasolio attraverso la propria controllata italiana Ip. L’azienda intende inoltre studiare «le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip». I dettagli dell’operazione non sono ancora stati definiti.
Il tetto Eni e il risparmio di 17 centesimi
I prezzi massimi stabiliti da Eni corrispondono a un taglio di circa 17 centesimi al litro rispetto agli attuali valori medi rilevati sul mercato.
Il provvedimento arriva dopo il dimezzamento dello sconto sulle accise del gasolio, entrato in vigore sabato 26 settembre: la riduzione complessiva, comprensiva dell’Iva, è passata da 12 a 6 centesimi al litro.
Quanto costano oggi benzina e diesel
Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, riferiti alla giornata di domenica 27 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self era di 2,159 euro al litro per la benzina e di 2,377 euro per il gasolio.
Sulla rete autostradale i prezzi risultavano ancora più elevati. La benzina self si attestava mediamente a 2,254 euro al litro, mentre il diesel arrivava a 2,459 euro al litro.
Quanto possono risparmiare le famiglie
Secondo le stime del Centro Studi Unimpresa, per una famiglia con due automobili il tetto ai prezzi applicato da Eni può tradursi in un risparmio fino a 17,80 euro alla settimana, pari a circa 80 euro al mese.
Per le piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri, il risparmio stimato varia invece tra 12 e 37 euro alla settimana per ciascun mezzo, al netto dell’Iva. Su base mensile, il beneficio può quindi oscillare tra 50 e 160 euro.
Il risparmio su un pieno da 50 litri
Considerando un rifornimento settimanale di 50 litri, l’analisi di Unimpresa stima un risparmio di 8,45 euro per un’auto a benzina e di 9,35 euro per un’auto diesel.
Nell’arco dei 30 giorni iniziali della misura, il vantaggio complessivo sarebbe quindi compreso tra 36 e 40 euro per automobile. Nel caso di una proroga fino al 31 dicembre, il risparmio potrebbe arrivare a 115-127 euro per veicolo.
Più consistente l’effetto stimato per le micro e piccole imprese. Un artigiano che utilizza un furgone e consuma 80 litri alla settimana potrebbe risparmiare 12,26 euro a settimana al netto dell’Iva. Per un’attività di commercio e distribuzione locale, con un consumo di 120 litri, il risparmio salirebbe a 18,39 euro, mentre per un corriere dell’ultimo miglio, con 240 litri settimanali, arriverebbe a 36,79 euro.
Per una flotta composta da dieci furgoni, il beneficio stimato raggiungerebbe 245 euro alla settimana e potrebbe superare 3.300 euro fino alla fine dell’anno.
La rete Eni
La rete di distribuzione Eni conta 3.847 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, con una vendita media complessiva di circa 600 milioni di litri di carburante al mese.
Anche Ip introduce un limite ai prezzi
Da oggi entra inoltre in vigore il meccanismo annunciato da Socar per i distributori Ip.
Il gruppo ha spiegato di voler «rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia», con «l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti».
Il tetto «verrà applicato progressivamente», a partire dalla rete a marchio Ip. Successivamente il sistema potrebbe essere esteso alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip.
Circa 8.500 distributori interessati
Secondo i calcoli di Adnkronos, considerando le reti Eni/Enilive e Ip, il meccanismo di contenimento dei prezzi potrebbe arrivare a interessare circa 8.500 punti vendita in Italia.
Ai quasi 4.000 distributori Eni/Enilive si aggiungono infatti i circa 4.500 punti vendita Ip. Nel complesso, si tratta di una rete che rappresenta circa il 39% dei circa 22 mila distributori presenti in Italia.
Le preoccupazioni dei gestori
L’introduzione del price cap ha sollevato anche interrogativi tra gli operatori della distribuzione carburanti.
La Figisc, Federazione dei gestori di impianti di benzina aderente a Confcommercio, ha sottolineato che è il colosso energetico pubblico «a togliere le castagne dal fuoco al posto dello Stato».
Prima dell’annuncio di Socar relativo alla rete Ip, la decisione di Eni era stata indicata dagli operatori come potenzialmente capace di «sconvolgere il mercato della distribuzione», sottolineando che si tratta comunque di «un sistema economico che deve reggere».
Tra le ipotesi avanzate nel dibattito figura anche quella di un’operazione «attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale». Secondo questa impostazione, gli altri gestori potrebbero trovarsi «senza rete di protezione della loro compagnia, fuori mercato».
Gli stessi operatori pongono inoltre un interrogativo sulla sostenibilità della situazione per i distributori che applicheranno lo sconto: «Che faranno quando sarà difficile far fronte ai rifornimenti?».
Il precedente della Francia
Il dibattito guarda anche a quanto accaduto in Francia, dove TotalEnergies ha introdotto in primavera un tetto ai prezzi dei carburanti, successivamente prorogato più volte.
La decisione ha provocato la reazione dei gestori indipendenti, che nel mese di luglio hanno presentato un esposto all’Antitrust francese sostenendo che l’iniziativa avrebbe alterato le condizioni di concorrenza.
Il provvedimento avrebbe inoltre avuto ripercussioni sulle disponibilità di carburante, con alcuni distributori presi d’assalto e conseguenti difficoltà nelle giacenze.
Lo riporta tg24.sky.it.




Ma quale risparmio???
Da febbraio hanno effettuato manovre da 70 centesimi a litro, sembrerebbe una CONQUISTA la diminuzione provvisoria di 17 centesimi per un mese.
Non si possono sopportare piu’ questi ABUSI DI POTERE.
Se il popolo non si ribella, rischiamo di arrivare a pagare 5 euro al litro, con tutti i vari aumenti a catena di beni e servizi, mentre gli stipendi e pensioni sono diventati ASSEGNI DI SOPRAVVIVENZA per la prima settimana.