Edizione n° 6125

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

Manfredonia, presentazione a Roma Zfu: l’occasione persa dal Comune

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
28 Ottobre 2009
Manfredonia //

manfredonia-foto-aereaRoma – RIVOLTO alle piccole e micro imprese italiane, disponibili ad “osare” sul mercato, il progetto del Governo “Zone Franche Urbane”, piano che sarà lanciato ufficialmente stamane dal ministero allo Sviluppo economico italiano, del responsabile Claudio Scajola. Se infatti  riusciranno a sostenere il progetto di sviluppo economico del Governo, le imprese italiane potranno beneficiare di un “consistente alleggerimento” nel bilancio annuale, grazie ad agevolazioni fiscali e di tipo previdenziali.

Sono complessivamente 22 le Zfu individuate nello Stivale, che beneficieranno pertanto del piano di aiuti approvato dall’Unione Europea. Il progetto rientra come prima parte del Piano Sud, in realtà già partito con il governo Prodi in seno alla Finanziaria del 2007. Un progetto che si è basato sin dall’inizio sul modello di riferimento francese: una determinata area urbana delimitata all’interno di un comune.

Diversi le zone soggette in Italia “a disagio urbano”: svetta Catania con il quartiere Librino, seguita anche dalle zone del napoletano (Torre Annunziata e Napoli Est), dal resto della Campania, dalla Calabria e dalla Puglia.

Le Zfu italiane  sono diventate nel tempo 22, dalle iniziali 18, per garantire a tutte i territori almeno un’area di riferimento: nel tempo si sono pertanto aggiunte, nell’area esposte a criticità territoriale, anche la Regione Abruzzo (con Pescara), la Toscana (Massa Carrara), la Liguria (Ventimiglia) e la Basilicata (Matera).

Queste pertanto le ufficiale 22 Zfu italiane, selezionate tra 64 proposte sulla base di una serie di indicatori di disagio socioeconomico da un Gruppo tecnico di esperti del Dipartimento: Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora in Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria.

Il provvedimento sulle zone franche verrà sottoposto ora alla valutazione del Cipe e successivamente verrà notificato alla Commissione europea. Si prevede che gli incentivi e le agevolazioni potranno essere concretamente erogati entro la prossima primavera.

Il finanziamento a disposizione, inizialmente limitato in 50 milioni all’anno per un biennio, è stato arricchito grazie ad una norma contenuta nella legge Sviluppo che dispone la possibilità di “attingere in via strutturale”, sempre con 50 milioni annui, alle risorse Fas gestite da Palazzo Chigi (ieri la notizia dei 16 miliardi di euro di fondi Fas sbloccati dal Governo, per otto regioni italiane: Campania, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna, Lazio e Veneto. In particolare: al Cipe otto piani regionali: il 90% dei quali destinati al Meridione, al via anche 776 milioni per le piccole opere: per la Puglia previsto un “megapiano” di 3271 milioni di euro, il secondo in termini numerici dopo la Campania (4.105.504 mln euro).

In particolare, chi aprirà una nuova attività economica nelle zone franche urbane avrà diritto all’esenzione totale dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni d’imposta, dal sesto al decimo anno a un’esenzione del 60%, per l’undicesimo e dodicesimo anno del 40% e del 20% per i successivi due anni. L’esenzione riguarderà anche l’Irap per i primi cinque periodi d’imposta, fino al raggiungimento della somma di 300mila euro del valore della produzione netta per ciascun anno. Anche per l’Ici l’esenzione è per i primi cinque anni e riguarderà gli immobili situati nella Zfu di proprietà dell’impresa e utilizzati per l’esercizio della nuova attività. Dal punto di vista previdenziale, l’esonero segue gli stessi criteri delle imposte sui redditi e si applicherà ai contratti a tempo indeterminato e a quelli a tempo determinato di durata come minimo annuale. Inoltre, almeno il 30% dei lavoratori deve risiedere nel Sistema locale di lavoro in cui è situata la Zfu.

I criteri di selezione per le Zfu sono stati dettati dalla delibera Cipe del 30 gennaio 2008. I Comuni interessati sono stati quelli con una dimensione demografica minima di 25mila abitanti, mentre per le zone franche urbane una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, fermo restando la soglia massima individuata dalla legge in 30mila abitanti. Per calcolarla si sono utilizzati i dati Istat sulla popolazione residente del 2006. Importante anche il tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nel 2005 (dunque superiore al 7,7% della media nazionale).

Questi i comuni originariamente in lizza per la Puglia: Andria, Santeramo in Colle, Molfetta, Barletta, Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera, Lecce, Mandria e Taranto, dei quali hanno beneficieranno dei provvedimenti governativi le sole comunità di Lecce (in migliaia di euro: 1.951/1.949); Andria (2.452/2.450) e Taranto (3.100/3.096).

Nel maggio del 2009 l’esclusione di Manfredonia e degli altri comuni interessati, preliminariamente, al provvedimento. Per il segretario generale Ugl di Foggia, Gabriele Taranto, l’esclusione dei comuni foggiani ha rappresentato in un certo “una occasione perduta per lo sviluppo economico della Capitanata”, anche a causa della “mancata capacità di progettazione delle amministrazioni comunali dei più grandi centri della provincia e della stessa città di Foggia”. Al tempo, l’Ugl si auspicò che “il rinnovo dei consigli comunali a Foggia e in altri comuni della Capitanata riuscisse a porre fine alla approssimazione programmatica” a cui il territorio “ha assistito in questi ultimi anni” per favorire ” un rinnovo di politica territoriale, basato essenzialmente sulla centralità del lavoro e della famiglia”.

Lascia un commento

"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO