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Redditi. Istat: scende la propensione al risparmio delle famiglie al 15,2% nel II trimestre 2009

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
28 Ottobre 2009
Economia //

spesaRoma – INDICATORI trimestrali Istat per le famiglie e le società non finanziarie, calcolati sulla base dei conti trimestrali per settore istituzionale relativi al secondo trimestre 2009.

Il prossimo 29 ottobre, in occasione della diffusione dei conti europei del secondo trimestre 2009, Eurostat pubblicherà anche alcuni indicatori nazionali per i settori delle famiglie e delle società non finanziarie coerenti, per l’Italia, con i dati presentati.

I conti trimestrali per settore istituzionale seguono i concetti e le definizioni dei corrispondenti conti annuali diffusi a luglio 2009 con riferimento agli anni 1990-20083. Tuttavia, le informazioni disponibili a cadenza trimestrale non presentano lo stesso grado di completezza di quelle utilizzate per le stime annuali e richiedono pertanto il ricorso a metodi statistici per la stima dei dati mancanti.

Nell’interpretazione dei dati va inoltre tenuto presente che, secondo quanto stabilito in sede comunitaria, le serie trimestrali sono di tipo grezzo, cioè non depurate della componente stagionale. È attualmente in corso un progetto per la destagionalizzazione degli indicatori in questione e si prevede di pubblicare alcuni risultati nel corso del 2010.

Quindi, il dato riferito al secondo trimestre 2009 si riferisce in realtà al periodo luglio 2008-giugno 2009,  cosicché le variazioni tendenziali sono calcolate rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (luglio 2007-giugno 2008), mentre quelle congiunturali al periodo aprile 2008-marzo 2009.

Si fa presente che, il settore delle famiglie comprende le famiglie consumatrici, le famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici fino a cinque addetti e liberi professionisti) e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.

Il risparmio ed il reddito disponibile lordo delle famiglie sono influenzati dai risultati economici delle piccole imprese, mentre la spesa per consumi finali delle famiglie include anche i beni e servizi offerti gratuitamente, o a basso prezzo, dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Il settore delle società non finanziarie comprende tutte le società di persone e di capitale e le imprese individuali con oltre 5 addetti, che svolgono la loro attività nei settori diversi da quelli finanziari.

Principali risultati

La propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito lordo disponibile) nel secondo trimestre del 2009 è stata pari al 15,2 per cento. Tale risultato, pur superiore a quello del corrispondente trimestre del 2008 (14,8 per cento), è inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2009. Nel secondo trimestre 2009, infatti, il reddito lordo disponibile delle famiglie è diminuito dell’1 per cento in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa delle famiglie per consumi finali si è ridotta appena dello 0,5 per cento. Nel periodo luglio 2008-giugno 2009, il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dell’1 per cento rispetto al trimestre precedente (aprile 2008-marzo 2009) e dell’1,2 per cento rispetto a quello corrispondente (luglio 2007-giugno 2008).

Il tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, ed il loro reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre 2009 si è attestato al 9,3 per cento, 0,5 punti percentuali in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2008.

Rispetto all’indicatore calcolato al primo trimestre 2009, si registra invece una lieve flessione (meno 0,1 punti percentuali), conseguenza di una diminuzione degli investimenti (meno 3 per cento) più accentuata di quella del reddito disponibile (meno 1 per cento).

La quota di profitto delle società non finanziarie (data dal rapporto tra il risultato lordo di gestione ed il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si è attestata, nel secondo trimestre 2009, al 41,3 per cento, 1,8 punti percentuali in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2008. Rispetto al primo trimestre del 2009, la quota di profitto si è ridotta di 0,6 punti percentuali. Infatti, la riduzione del risultato lordo di gestione in valori correnti delle società non finanziarie, pari a meno 2,9 per cento, è stata più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto (meno 1,4 per cento).

Infine, il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi ed il valore aggiunto lordo ai prezzi base) è stato, nel secondo trimestre 2009, pari al 23,3 per cento, due punti percentuali in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2008.

Rispetto al primo trimestre del 2009, il tasso d’investimento si è ridotto di un punto percentuale risentendo di una caduta del 5,5 per cento degli investimenti fissi lordi in valori correnti delle non finanziarie, più marcata della contrazione registrata dal valore aggiunto .

(immagine tratta da: gingerandtomato.com)

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