
“Tre le Zone Franche in Puglia inserite nell’elenco delle 22 autorizzate in Italia dal Ministro dello Sviluppo Economico dell’attuale Governo Berlusconi, -precisa la Vicepresidente- tre sole al momento approvate dal Ministero rispetto alle 18 ritenute ammissibili dalla Regione Puglia. 3 milioni e 900 mila 508 euro per Lecce; 4 milioni 903 mila euro per Andria e 6 milioni 463 per Taranto. Risorse ripartite in due anni.
“Le zone franche urbane possono costituire un’ opportunità significativa per le aziende che intendono insediarsi nel territorio. Le piccole e micro imprese che iniziano nel periodo compreso tra il primo Gennaio 2008 e 31 Dicembre 2012 una nuova attività economica nelle z.f.u, possono fruire di agevolazioni fiscali quali esenzione dalle imposte sui redditi, esenzione dall’Irap ed esenzione dall’Ici; esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Per le imprese esistenti al primo Gennaio 2008 sono concesse agevolazioni, che corrispondono al limite del de minimis.
“I fondi stanziati – per la Capone – non sono tuttavia sufficienti per coprire le numerose esigenze delle zone periferiche”, ma si aggiungono in ogni modo “ad altri importanti provvedimenti assunti dalla Regione Puglia”, come “gli incentivi per lo start up di imprese commerciali specificamente destinati a quelle attività che nascano nelle zone franche di cui possono costituire la cerniera di relazione tra le residenze e le attività produttive”.
“Certo – conclude Capone – la Regione aveva ritenuto ammissibili 18 zone franche in Puglia, il Ministro ne ha approvate 3 ma si è impegnato a ad estendere il beneficio anche ad altre aree per futuro oltre che a rafforzare il contributo economico per quelle già approvate. Ci auguriamo ora si passi nel più breve tempo possibile alla fase attuativa”.
Per Guglielmo Loy, segretario confederale UIL, il via libera del Governo all’attuazione delle Zone Franche Urbane è solo “il primissimo tassello al piano di rilancio del Mezzogiorno, che passa attraverso una completa attuazione del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 e lo sblocco immediato dei fondi FAS”.
Tra l’altro l’istituzione delle “FREE ZONE” è un provvedimento nato tre anni fa come una fase sperimentale di fiscalità di vantaggio per il Sud.
“Adesso speriamo che a ritardi non si aggiungano ulteriori ritardi nell’emanazione dei Decreti attuativi necessari per l’avvio concreto, con cui si individueranno le diverse agevolazioni fiscali per le imprese. Occorre celerità, ma anche certezza dei tempi e delle risorse, perché lo sviluppo del Mezzogiorno deve partire dai temi del lavoro”.
Per questo la UIL ritiene importante, che nelle “free zone”, gli incentivi fiscali alle imprese siano mirati a premiare la qualità del lavoro, ricompensando tutte quelle aziende “virtuose” che hanno alle loro dipendenze, o, assumano, lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato.
Così come è necessario dare risposte immediate alle zone dell’Abruzzo colpite dal sisma, sbloccando, anche se insufficienti, i 45 milioni stanziati per le Zone Franche Urbane per il rilancio economico de L’Aquila.
“Chiediamo, quindi, al Ministro dello Sviluppo Economico di aprire un tavolo di confronto con tutte le forze sociali per condividere insieme metodo e merito delle azioni da mettere in campo per dare una risposta alla crisi e per sostenere lo sviluppo con una positiva gestione delle risorse finanziarie”.


