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“Nomine in casa UdC ? Questione finita. Anzi, mai cominciata”

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
28 Ottobre 2010
Manfredonia //

Elezioni, conferenza stampa - presentazione Dicembrino (image Stato)
DEDICATO ALLA VECCHIA GUARDA CHE NON DESISTE – “Lo dico senza falsità e perbenismo – dice Giovanni Caratù – Dicembrino ha avuto un ruolo ed una posizione rilevante nell’UdC a Manfredonia ma ora bisogna considerare le nuove situazioni emerse. Lo scorso sabato 23 ottobre al Cine-teatro Cicolella di Foggia i simpatizzanti ed elettori dell’UdC hanno riempito tutta la sala”, sala presieduta dal nuovo coordinatore provinciale Angelo Cera. “Se è vero che spetta alla gente portare innanzi le mire di un partito, la stessa ha già espresso la propria preferenza per Cera”. A livello personale: “Ho avuto la fortuna di essere stato investito nella carica direttamente dall’onorevole Lorenzo Cesa“, il quale ha ribadito che in provincia di Foggia “esiste un presidente del partito che è Giannicola De Leonardis ed un coordinatore provinciale che è Angelo Cera”. Cera e De Leonardis in rapporti non proprio idilliaci: “Ma in ogni modo Casini e Cesa supportano favorevolmente e in toto l’onorevole Cera. E lo comunicheranno ufficialmente il 6 novembre a Manfredonia (incontro nella sala Auditorium di Palazzo dei Celestini,ndR). A Manfredonia godo della fiducia dei vertici nazionali. Poi posso anche capire – dice Caratù – che ci possa essere chi sia stato sempre abituato a fare tutto da solo, perennemente avvinghiato al Deo potere. Ma la vita cambia – dice Caratù – il mondo va avanti”. Difatti, “l’incarico in una municipalizzata è assolutamente incompatibile con una carica direttiva all’interno del partito. Non penso proprio si possa parlare di morale con un partito commissariato da quasi 48 mesi e senza lo straccio di un direttivo. Per quanto mi riguarda – dice Caratù – ho un incarico a tempo fino alla prossima formazione del Partito della Nazione. Quattro anni di commissariamento – conclude Caratù – forse in Cina e in Russia ma non in una città dove vige la democrazia e dove c’è la possibilità delle elezioni, della partecipazione di tutti gli iscritti”.

DE LEONARDIS AGO DELLA BILANCIA: “SI’ MA A FINE MESE SI CHIUDE IL TESSERAMENTO. CHI C’E’ C’E’, CHI NON ESCE FUORI” – (Cera spinge per un accordo con il consigliere De Leonardis, anche per una futura nomina di 40 componenti ma in coppia. Ma De Leonardis per ora ha glissato, ndR). “Il regolamento del nuovo partito della nazione prevede un coordinatore provinciale ed un presidente”. Un presidente al quale spetterebbe “una figura di garanzia” ed un coordinatore “che opera per l’esecutività delle normative interne”. “Ora – riprende Caratù – siamo in una situazione per la quale dobbiamo spingere per un accordo. Allora Cera ha proposto cavallerescamente un coordinamento provinciale costituto da 40 persone. Ma personalmente – dice Caratù – l’ingerenza di Manfredonia la vedo perniciosa. Dobbiamo cercare di chiudere questa querelle. Ricordo a tutti che a fine mese si chiude il tesseramento. Chi c’è bene, gli altri escono fuori, auto-escludendosi. Comprendo De Leonardis che proviene da un altro percorso politico (Udeur, ndR) ma dobbiamo renderci fautori della costruzione di un polo di centro che si eriga ad alternartiva seria e concreta al bipartitismo messo in atto dai due poli vigenti. Ma con i personalismi non si andrà mai avanti”.

LA POSIZIONE DELL’ASSESSORE GIANDOLFI: “HA I TITOLI PER FARE L’ASSESSORE MA NON NELL’UDC. IL SINDACO RICCARDI HA PRIMA TEMPOREGGIATO E POI FATTO SILENZIO. POSSIBILE UNA VARIAZIONE DI RUOLO DA ARBITRO A PARTIGIANO NELLA CONTESA” – “Per la posizione dell’assessore Giandolfi voglio chiarire ( lo scorso 6 ottobre ci fu una lettera della sezione UdC di Manfredonia, con richiesta del coordinatore Caratù, su diktat di Cera e Cesa probabilmente, di chiedere al sindaco Riccardi la revoca assessorile a Nunzio Giandolfi, in quanto non più espressione del partito, dopo l’auto-sospensione – La richiesta di revoca dell’assessore Giandolfi, risponde seccato De Leonardis) che lo stesso assessore ha pieno titolo per ricoprire la sua carica ma va precisato che permanendo a tutt’oggi l’autosospensione dei precedenti eletti dell’UdC ed essendo l’assessore Giandolfi espressione politica del partito nella Giunta comunale di Manfredonia, ed essendosi lo stesso autosospeso, non è più espressione del partito. Ho chiesto al sindaco Riccardi – dice Caratù – di revocare l’incarico all’assessore all’ambiente per nome e per conto dell’UdC. Io ho sempre la presunzione indiretta di rappresentare circa 4mila voti dei nostri elettori. Poi il sindaco farà le sue scelte”. Scelte che finora non sarebbero state espresse (o forse sì, indirettamente). “Avrei preferito – dice Caratù – che di questa vicenda il sindaco si fosse eretto ad arbitro della partita. Ma ho avuto un’impressione errata. Da arbitri infatti c’è il rischio che si possa o si sia già diventati partigiani per una determinata parte politica. So solo che non stato più chiamato dal sindaco” che invece avrebbe continuato a convocare a Palazzo San Domenico “il vecchio coordinatore” che con il nuovo e attuale percorso “non c’entra un bel niente”. “Mi auguro che il sindaco non rappresenti un ostacolo per la crescita e i piani futuri del partito”. Per Giandolfi: “Continui pure a fare l’assessore ma non per l’UdC. Se poi ritira l’autosospensione potremmo sempre valutare la sua posizione” .

POLEMICHE DA MESI, SITUAZIONE EVITABILE ? – “Dico solo che a Manfredonia ci fu un accordo pre-elettorale ben preciso” un accordo “siglato e firmato” e con il quale “l’Udc ha spianato la strada per l’elezione a sindaco di Angelo Riccardi. Ricordo che l’attuale sindaco venne nella nostra sezione proponendoci il suo programma. Ci convinse. Ed io ritirai la mia candidatura. Riccardi ha avuto un consenso stratosferico. Ma ora ha il dovere di portare a casa i risultati che si aspettano coloro che lo hanno votati. Compreso il sottoscritto che si attende ora che il suo voto venga ripagato con atti concreti, espressione di un cambiamento che finora non c’è stato”.

PARENTOPOLI IN SALSA UDC – Come spesso capita in tutte le querelle fra terzi (altro che dizionari che s’incontrano e rortiani) ad essere stati tirati in ballo durante le polemiche di questi giorni anche parenti, amici, lavoro, concorsi e voti espressi parentopolamente.”Non sono al corrente di queste situazioni – dice Caratù – perché se davvero avessi o avessi avuto contezza della situazione emersa avrei agito di conseguenza”. Per quanto riguarda Manfredonia: “Forse le cose che ho sentito non dovrebbero avere rilevanza penale ma sicuramente morale e dunque politicamente deprecabili”. A livello provinciale: “Per il partito dela nazione: una persona vale un voto. Il parente, l’amico, la moglie che vota per il partito della nazione ha le stesse facoltà, prerogative e diritti di Pierferdinando Casini. Se la presunta parentopoli di cui si parla ha commistione con le varie amministrazioni locali la situazione è invece penalmente rilevante e moralmente deprecabile. Ma per il partito il voto di ics ha valenza esattamente come quello di ypsilon”.

POLEMICHE E PREVISIONI PER IL FUTURO: “COME FINIRA’ ? MA LA VICENDA SI E’ GIA’ CONCLUSA – “In ogni modo la polemica era evitabile. Ma continuo a pensare che attualmente l’unico obiettivo per i simpatizzati, iscritti e rappresentanti dell’UdC sia quello di un nuovo polo che possa disgregare il blocco a due teste attualmente vigente nella politica nazionale. Dico: accettiamo per il bene del partito di perdere anche una precedente posizione di comando. Un discorso che riguarda tutti”. In ogni caso: “La vicenda non avrà strascichi. E’ già finita. Anzi forse non è mai cominciata, tranne qualche comunicato sporadico. Noi restiamo aperti comunque a tutti.”


g.defilippo@statoquotidiano.it

3 commenti su "“Nomine in casa UdC ? Questione finita. Anzi, mai cominciata”"

  1. Angelo Cera, risponde con una lettera aperta sul suo profilo Facebook ad alcuni amici che li ponevano delle domande sull’attuale situazione politica del suo partito:

    “Cari amici,
    leggo con interesse tutto quello che viene scritto sulla bacheca del mio profilo Facebook, anche perché contribuisce ad incrementare il livello di conoscenza su alcune questioni.

    La cosa che mi sorprende di più è la volontà di qualcuno di sapere, addirittura, la mia agenda personale e mi fa piacere che, quando si parla del sottoscritto si pensa anche al tempo che potrò dedicare ai miei incarichi.

    Devo ricordare che le mie elezioni sono sempre avvenute sul campo, in maniera diretta, votato direttamente dai cittadini ed ho sempre raccolto un larghissimo consenso.

    Sulla questione del partito provinciale di Foggia devo ricordare che la nomina a coordinatore è avvenuta perché c’è un regolamento nazionale che prevede il conferimento degli incarichi di segretario e presidente alle figure istituzionalmente più “alte” sul territorio (in questo caso l’onorevole e il consigliere regionale). Il tutto è iniziato dalle dimissioni dell’ex segretario Di Giuseppe passando dalla nomina a commissario di Renzo Lusetti. C’è chi ha voluto farmi passare anche come “voltagabbana”, pronto a passare con qualche altro partito se in cambio non ricevevo la nomina di commissario provinciale. Tutto questo solo per screditare la mia figura nei confronti del partito nazionale. Certo, come anche sottolineato su alcuni giornali, io ero molto arrabbiato con gli organi nazionali perché non accettavo il fatto che il partito di Foggia poteva essere gestito da un commissario, tra l’altro mio amico e collega, che non conosceva il territorio ma che qualcuno preferiva per continuare a fare del partito una “bottega”.

    A quel punto la segreteria nazionale ha deciso secondo regolamento, come ha fatto nel resto del territorio nazionale.

    Perché, allora, mi dovrei tirare indietro?

    Ho dall’inizio cercato di dialogare con tutti facendo capire che le cose sarebbero cambiate in positivo, senza fare a meno di nessuno. Ho lasciato aperto un ponte anche con chi era contrario. Ma mi sono accorto che parlavo solo con degli specchi. Non c’era nessuno autonomo che poteva decidere con serenità e lucidità.

    A quel punto ho dovuto fare delle scelte: tenere il partito a marcire o allargarlo il più possibile?

    Da lì la scelta di nominare i coordinatori per alcune sezioni della provincia di Foggia.

    Anche in questo caso non mi aspettavo di certo dei complimenti, ma ho dimostrato che c’è un vero motore che va oltre gli interessi personalistici. Interessi che non fanno altro che unire solo per il raggiungimento di pezzi di potere.

    E mi fa piacere quando qualcuno che non ha neanche il coraggio di firmarsi, attende da me risposte su quelle nomine. Camilla Tavaglione è amica di mio figlio, ma nessuno può contraddirmi del fatto che ha alle spalle una storia che è legata a suo padre Franco (ex Sindaco di Peschici). Vogliamo parlare anche di Domenico Afferrante, zio di Costanzo Di Iorio? Qual è il suo peccato? E’ quello di essere legato ad un mio amico? Ma questo non potrà essere di certo un motivo valido in grado di poter distruggere una sua storia politica personale di spessore. Tutte le personalità che stanno aderendo al progetto non provengono da un elettorato UDC. Questo è il Partito della Nazione. Un partito allargato a tutte quelle forze che vogliono risolvere i problemi dell’Italia mettendo da parte gli odi personali esaltando le idee e i programmi.

    Certo se poi dobbiamo dirla tutta, non è neanche possibile immaginare assessori solo perché hanno avuto il merito di fare da autisti a ex segretari di partito.

    Fino ad oggi nessuna risposta solo squallide sceneggiate che vanno a nuocere solo la figura del partito.

    Per chiudere voglio parlare dell’ingresso dei giovani nel nuovo progetto. Molti dei nuovi coordinatori hanno un’età inferiore ai 35 anni. Molti altri si stanno avvicinando perché affascinati da questo nuovo modello, lo testimoniano i tanti giovani presenti sabato scorso al teatro Cicolella a Foggia. Allora di cosa devo rimproverarmi? Perché ho avuto il coraggio di scalfire quella struttura che non andava più? Saldata da quel vincolo che era il potere? Beh, di certo lo rifarei altre mille volte. I nostri elettori devono essere il volano di questa nuova rinascita.

    P.S. Per Pasquale: Mi dici che sono vecchio… ma io ho ancora 58 anni! Vuol dire che li porto male?”

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