Casi e Sentenze

Approvata la legge che equipara i figli naturali ai figli legittimi


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(fonte image: btinf)

Il Parlamento ha definitivamente approvato la legge che elimina ogni residua distinzione tra figlio legittimo e figlio naturale; in sintesi, la riforma prevede che, in tutti gli articoli del codice civile, le parole “figli legittimi” e “figli naturali” siano sostituite semplicemente dalle parole “figli”.

A partire da oggi, anche i figli naturali saranno considerati “parenti”. Infatti la nuova legge stabilisce che “la parentela è il vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo”. La conseguenza è che i figli naturali avranno un vincolo di parentela non solo con i genitori, ma anche con le famiglie di questi (nonni, zii, cugini).Tutto ciò, ovviamente, avrà ripercussioni anche sulle regole dell’eredità!

Non saranno ancora considerati parenti gli adottati che siano maggiorenni.

Il figlio “nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre “anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento” e il riconoscimento “può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente”. In caso di riconoscimento postumo da parte del padre, il cognome della madre non sarà mai cancellato, ma il figlio potrà affiancargli quello paterno.

Si riduce da 16 a 14 anni l’età a partire dalla quale il riconoscimento del figlio natura non produce effetto senza il suo assenso e l’età al di sotto della quale il riconoscimento non può avere effetto senza il consenso dell’altro genitore che abbia già effettuato il riconoscimento.

Come il figlio legittimo, anche quello naturale “ha diritto di essere mantenuto, educato,istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”. Inoltre il figlio “ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti”. Il genitore, a garanzia del rispetto dei suoi obblighi in materia di alimenti e mantenimento della prole, può essere obbligato dal giudice a prestare garanzie personali o reali se esiste il pericolo che possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi suddetti. Si può arrivare sino a disporre il sequestro del bene dell’obbligato. Il figlio minore (che ha compiuto dodici anni, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) “ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano”.

Il figlio “deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa”. Nel caso però in cui sia stata pronunciata la decadenza della potestà genitoriale, il figlio può sottrarsi all’obbligo di prestare gli alimenti a quel genitore.

Il nome del bambino deve corrispondere al sesso e può essere costituito da un solo nome o da più nomi, anche separati, non superiori a tre. Nel caso siano imposti due o più nomi separati da virgola, negli estratti e nei certificati rilasciati dall’ufficiale dello stato civile e dall’ufficiale dell’anagrafe, deve essere riportato solo il primo dei nomi. Sarà possibile il riconoscimento dei figli nati da incesto, previa autorizzazione del giudice che dovrà valutare prima l’interesse del minore.

(A cura dell’avvocato Eugenio Gargiulo)

Approvata la legge che equipara i figli naturali ai figli legittimi ultima modifica: 2012-11-28T19:33:04+00:00 da Redazione



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