CERIGNOLA – La linea dell’amministrazione Bonito sulla gestione dei rifiuti esce rafforzata dal parere dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha confermato l’illegittimità del Consorzio di Igiene Ambientale bacino FG/4 nella gestione dei servizi sul territorio. Un passaggio cruciale, che segna una netta discontinuità con il passato e apre una nuova fase amministrativa sul fronte dell’igiene urbana.
Secondo quanto evidenziato dall’ANAC, il Consorzio non è legittimato a gestire il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Cerignola e per i Cinque Reali Siti, ossia i Comuni dell’Ambito di raccolta ottimale (ARO) FG/2. Allo stesso modo, in prospettiva, il Consorzio non potrà occuparsi della gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti di contrada Forcone-Cafiero, né farsi carico dell’organizzazione di nuove gare d’appalto per i servizi connessi.
Il parere conferma in sostanza la posizione sostenuta da tempo dal Comune di Cerignola e da diversi esperti del settore, riconoscendo le criticità giuridiche della struttura consortile e indicando la necessità di una sua liquidazione. L’ANAC, inoltre, fornisce indicazioni sul percorso da seguire per la regolamentazione dei rapporti attualmente in essere tra il Consorzio e le società coinvolte, così da traghettare il sistema verso un assetto coerente con la normativa vigente.
Uno dei punti più delicati riguarda il contratto con Teknoservice, la società che oggi gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Cerignola. Su questo fronte l’amministrazione comunale chiarisce che è «strumentale» sostenere l’invalidità del contratto o ipotizzare un annullamento della gara espletata negli anni scorsi. Teknoservice – viene ribadito – continuerà regolarmente a svolgere il servizio fino alla naturale scadenza del contratto, fissata al 2032, con piena validità degli atti di gara e delle condizioni pattuite.
Ora la palla passa ai Comuni interessati – Cerignola e i Cinque Reali Siti – chiamati ad adeguare la gestione dei rifiuti al quadro normativo, valutando eventuali azioni di autotutela laddove ritenute opportune. Il nuovo assetto dovrà garantire, da un lato, legalità e trasparenza, dall’altro efficienza ed economicità del servizio per i cittadini.
«Come amministrazione – afferma il sindaco Francesco Bonito – abbiamo iniziato un’autentica rivoluzione per riportare alla legalità l’intero sistema della gestione dei rifiuti, per legittimarlo e per renderlo più efficiente ed efficace. Faremo ciò che ci suggerisce l’ANAC per raggiungere la piena conformità alla legge». La liquidazione del Consorzio, sottolinea il primo cittadino, produrrà «vantaggi economici in favore della collettività», anche in termini di razionalizzazione dei costi e di maggiore controllo pubblico sulla filiera.
La decisione dell’ANAC rappresenta dunque un passaggio decisivo in un percorso complesso, in cui l’amministrazione rivendica la scelta di aver interrotto prassi consolidate e poco trasparenti. Sullo sfondo, la sfida di trasformare un settore storicamente problematico in un ambito governato da regole certe, responsabilità chiare e servizi adeguati alle aspettative della comunità.



