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Elezione Presidente Regione: dare priorità alle norme


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Consiglio Regionale

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Bari – “LE elezioni sono indette con decreto del presidente della Regione”. E’ la previsione del quarto comma (e non secondo come indicato nel comunicato della Regione, come non è il 2007 l’anno di riferimento) dell’articolo 3 della legge n. 108 del 1968 sostituito dalla frase in epigrafe, relativa alla legge regionale 2 del 28 gennaio 2005, ‘Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale”. La norma in questione fa riferimento alla legge che regola in Puglia l’elezione del Consiglio regionale e del presidente della Giunta relativa. In base a quanto recita l’articolo 5 della legge in questione (2/28 gennaio 2005, Convocazione dei comizi per la rinnovazione del Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Giunta regionale), “le elezioni del nuovo Consiglio possono essere effettuate a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del quinquennio. Nei casi di scioglimento del Consiglio regionale, previsti dallo Statuto, si procede all’indizione delle nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione entro tre mesi.”. Questa la nota comunicata stamane nel corso della consueta seduta in Consiglio regionale, relativa all’elezione del nuovo consiglio di giunta della sede di via Capruzzi. Il presidente del gruppo FI-Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese, ha inviato una lettera al presidente della Giunta, Nichi Vendola, nella quale invita il governatore a rispettare la norma in questione. “l’art. 5 della legge regionale n. 2 del 28 gennaio 2005 – dice Palese – dspone adempimenti e modalità per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta Regionale per la IX Legislatura. Pertanto, in assenza, ad oggi, dell’adozione di atti formali da parte del Governo nazionale in merito e considerando che in data 23 u.s. il Consiglio Regionale ha approvato il DDL ‘Bilancio di previsione 2010’ che prevede lo stanziamento delle risorse necessarie per lo svolgimento della consultazione elettorale in parola, la invito a voler procedere all’adozione degli adempimenti e degli atti previsti dalla norma richiamata in oggetto”: Anche Nino Marmo (An-Pdl) ha aggiunto un’altra considerazione in merito alla norma citata, ed alla situazione di dissidio che si è venuta a creare, in seguito alle decisione di Emiliano di scendere in campo per la corsa alla presidenza regionale, così venendo meno alle norme stabilite in precedenza per l’ineleggibilità tra sindaco (l’attuale carica di Emiliano nel Comune di Bari) e quella di governatore (alla quale lo stesso Emiliano aspira, venendo meno ad un accordo precedente stabilito ‘a parola’ con l’attuale presidente Vendola). “Appena sei mesi fa Michele Emiliano si riproponeva come sindaco di Bari con grande dispendio di mezzi economici e soprattutto con un programma faraonico, comprensivo anche di 30 mila nuovi posti di lavoro, per il quale anche un nuovo quinquennio sarebbe stato del tutto insufficiente. Infatti non ci credeva nemmeno lui, tant’è in questi sei mesi di tutto si è occupato tranne che di Bari e delle promesse sulle quali era stato rieletto – dice Marmo – Appena poche settimane fa Michele Emiliano si proponeva al ‘popolo del PD’ come il garante più incrollabile della ricandidatura del ‘fratello’ Vendola alla guida della Regione. D’altronde non poteva essere diversamente, visto che la Regione in questi anni è stata in realtà governata assieme dal presidente e dal più grande partito di maggioranza, di cui Emiliano è stato il primo, onnipotente segretario, condividendo ed addirittura ispirando scelte e politiche, comprese le più opache e disastrose. Appena pochi giorni fa Emiliano giurava e spergiurava, alternativamente, che mai e poi mai si sarebbe candidato senza l’avallo del suddetto ‘fratello’ o che mai e poi mai avrebbe tradito i Baresi che lo avevano rieletto. Come stia andando a finire lo stiamo vedendo. Non una di queste solenni promesse Emiliano sta mantenendo. Per i pugliesi valga come lezione per i prossimi appuntamenti. Mai fidarsi di Emiliano”, conclude Marmo. Inoltre lo stesso consigliere di An/Pdl ha anche aggiunto che allo stadio attuale delle cose si attende “le  immediate dimissioni di Emiliano dalle presidenze che già occupa, dalla Fondazione Petruzzelli all’Asi di Bari, senza peraltro degnarsi di farci avere risposte alle interrogazioni che abbiamo presentato sui suoi metodi spregiudicati di governo, sia pur con la complicità degli sssessori interrogati, da Frisullo alla Godelli ed alla Capone, e dello stesso Vendola. Quanto al PD, oltre a tentare truffaldinamente di occultare le sue corresponsabilità primarie nel fallimento del governo-Vendola, non può inventarsi soltanto adesso – trattando l’Istituzione come un proprio zerbino – una inesistente ‘anti-costituzionalità’ di una ineleggibilità che vale addirittura per il Parlamento nazionale, e che cinque anni fa i suoi uomini hanno unanimemente condiviso, all’interno di un patto tra galantuomini che valeva anche per questa legislatura e nel quale in realtà gli unici ad essere galantuomini eravamo noi”.

Elezione Presidente Regione: dare priorità alle norme ultima modifica: 2009-12-28T15:49:32+00:00 da Redazione



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