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Nunzio Ragno: il risvglio dei ‘Compro oro’

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Gennaio 2015
Lavoro // Manfredonia //

Roma – E’ notizia di questi giorni, riportata su diverse riviste specialistiche, quella che registra un nuovo trend rialzista per l’oro che ha ripreso a “correre” riportando nuovi massimi storici ed arrivando a superare la quotazione record di 1.300 dollari l’oncia. La tendenza al rialzo, registrata già a partire da metà del mese di ottobre dello scorso anno, è senza dubbio, conseguenza di una serie di fattori, economici e politici, che hanno concretizzato l’attuale scenario mondiale: listini azionari deboli, un basso rendimento delle obbligazioni, tassi negativi, timore dell’aumento dell’inflazione, sono tutti elementi che hanno svolto un ruolo concomitante nell a determinazione di questo cospicuo rialzo delle quotazioni.

Ruolo predominante in questo precipuo contesto è stato svolto dalla Banca Centrale Svizzera (BNS) che, in conseguenza di un referendum, potrebbe essere costretta a detenere il 20% dei suoi asset in lingotti, i quali restando di fatto “bloccati” e invendibili sul mercato, innescherebbero un forte aumento della domanda. L’elemento che, però, ha fatto impennare “istantaneamente” la quotazione dell’oro è stata, certamente, l’annuncio da parte della BNS dello sganciamento del franco svizzero dall’euro, rompendo così di fatto l’obbligo di cambio entro il tetto degli 1.20. Concause di ciò vengono, altresì, identificate con la decisione della Federal Reserve FED (Banca Centrale USA) a tenere basso il costo del denaro (0.00 – 0.25%) finché la disoccupazione non cali almeno dello 6.5%, unitamente all’ingente aumento della domanda di oro da parte della Russia che in tal modo intende sostenere la propria moneta.

Si aggiunga a questi fattori puramente legati a strategie economiche, anche quelli di natura politica: contribuisce a estabilizzare il panorama europeo anche l’elezione in Grecia del neo presidente Tsipras che, con il suo annuncio di “voler rinegoziare il debito pubblico”, ha determinato una forte incertezza nell’eurozona.
L’analisi dell’attuale scenario economico connesso al rialzo delle quotazioni del metallo giallo, non può, però non tener conto di un ulteriore fattore che è quello legato alla “paura del ritorno alla recessione” e alla consapevolezza, oggettiva, che l’oro ha sempre rappresentato una delle migliori opportunità di investimento, bene rifugio per eccellenza, verso cui gli investitori rivolgono attenzioni in un momento di sfiducia nel mercato.

Sfiducia alimentata anche dalla decisione della BCE (Banca Centrale Europea) di procedere con il “Qe -Quantitative Easing”, ossia la creazione di moneta al di fuori dell’ordinaria amministrazione. Questa scelta porta con sé una serie di vantaggi, ma anche di rischi oggettivi che creano agitazione all’interno dell’intero mercato finanziario e negli investitori stessi, così, laddove l’economia perde slancio e i tassi sui titoli di Stato si approssimano allo zero, il metallo prezioso diventa nuovamente interessante per chi vuole investire.

Questa situazione “strizza l’occhio”, dal punto di vista microeconomico, a tutti quei soggetti che per necessità impellenti vedrebbero super valutato il loro metallo nella potenziale vendita di gioielleria ai compro oro, i quali tornerebbero a svolgere una funzione di “ammortizzatore sociale”.

L’A.N.T.I.C.O., infatti, registra un cospicuo ritorno al compro oro da parte dei cittadini/consumatori, interessati dalla possibilità di monetizzare somme di denaro di tutto rispetto dalla vendita dei propri monili, approfittando di quotazioni allettanti che non si registravano da tempo e considerando, inoltre, che da studi dell’associazione risulterebbe in possesso dei cittadini una percentuale di gioielli pari, ancora, al 60-65%. Il calo delle quotazioni, dunque, che aveva, di fatto, penalizzato il comparto, sembra, al momento soppiantato da una nuova potenzialità che, parrebbe, destinata a durare a lungo, in considerazione delle previsioni degli analisti i quali ritengono che gli attuali prezzi dell’oro resteranno invariati per un periodo medio-lungo.

(comunicato stampa, Dott. Nunzio Ragno – Presidente A.N.T.I.C.O.)

Redazione Stato

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