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Come stabilito con recente atto

Accesso agli atti, Tar dice sì al Comitato contro l’inceneritore di Borgo Tressanti


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Bari. ”(..) sebbene l’accesso all’informazione ambientale possa essere esercitato da chiunque, senza la necessità di dimostrare uno specifico interesse, ciò non toglie che la richiesta di accesso:– non debba essere formulata in termini eccessivamente generici (cfr Consiglio di Stato, sez. VI, 16 febbraio 2011, n. 996);– sia specificamente individuata con riferimento alle matrici ambientali (…)”.

Con recente sentenza, il Tar Puglia ha accolto il ricorso del 2017 proposto dal Comitato Contro L’Inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti-Cerignola, in persona del legale rappresentante p.t. sig. Matteo Loguercio, contro la Provincia di Foggia, Comuni di Manfredonia e Cerignola, Regione Puglia, ASL Foggia, non costituiti in giudizio; ARPA Puglia, nei confronti della Eta Srl, non costituita in giudizio; per l’annullamento del silenzio serbato in relazione alle istanze di accesso presentate dal Comitato ricorrente in data 12.05.2017 rispettivamente alla Provincia di Foggia e all’ARPA, relativamente al riesame della Autorizzazione Integrata Ambientale di cui alla D.D. Regione Puglia n. 437/2010 riferita all’inceneritore in località “Paglia” in agro di Manfredonia (FG), e con riguardo ai procedimenti e agli atti e provvedimenti assunti in adeguamento alle prescrizioni dettate con Determinazione del Responsabile del Settore Ambiente – Provincia di Foggia del 23.12.2016.

Inoltre con il ricorso, il citato Comitato si era opposto “al silenzio serbato dalle Amministrazioni in epigrafe rispetto alla richiesta di accedere alle informazioni strettamente connesse alla documentazione ambientale di cui innanzi riguardanti: 1) l’unità organizzativa responsabile, 2) il responsabile del procedimento, 3) la fase attuale, 4) il termine di conclusione, 5) l’organo competente ad adottare il provvedimento finale, 6) la normativa applicabile;- di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziali”.

Infine, con il ricorso è stato chiesto “l’accertamento del diritto del Comitato ricorrente, in persona del legale rappresentante Presidente p.t., e di questi in proprio, di partecipare ai procedimenti posti in essere in adempimento alle prescrizioni di cui alla D.D. Provincia Foggia n. n. 2334 del 23.12.2016 e di accedere ad atti e documenti richiesti con le dette istanze.Visti il ricorso e i relativi allegati”.

In linea generale – osserva tra l’altro il TAR – si deve ricordare che la disciplina dell’accesso in materia ambientale è specificamente contenuta nel D. Lgs. 19 ottobre 2005, n. 195, che prevede un regime di pubblicità tendenzialmente integrale dell’informativa ambientale, sia per ciò che concerne la legittimazione attiva (ampliando notevolmente il novero dei soggetti legittimati all’accesso in materia ambientale) e sia per quello che riguarda il profilo oggettivo (prevedendosi un’area di accessibilità alle informazioni ambientali svincolata dai più restrittivi presupposti di cui agli artt. 22 e segg. della L. n.241)”.

Le informazioni cui fa riferimento la citata normativa concernono in ogni caso esclusivamente lo stato dell’ambiente (aria, sottosuolo, siti naturali etc.) ed i fattori che possono incidere sull’ambiente (sostanze, energie, rumore, radiazioni, emissioni), sulla salute e sulla sicurezza umana, con esclusione quindi di tutti i fatti ed i documenti che non abbiano un rilievo ambientale.L’art. 5 del cit. d.lgs. prevede comunque anche le ipotesi di esclusione dell’accesso all’informazione ambientale, che, tra l’altro può essere negato nei casi di richieste manifestamente irragionevoli avuto riguardo alle finalità di garantire il diritto d’accesso all’informazione ambientale (lett. b) del primo co.), ovvero espresse in termini eccessivamente generici (di cui alla c.)”.

In base alla predetta disciplina, sebbene l’accesso all’informazione ambientale possa essere esercitato da chiunque, senza la necessità di dimostrare uno specifico interesse, ciò non toglie che la richiesta di accesso:– non debba essere formulata in termini eccessivamente generici (cfr Consiglio di Stato, sez. VI, 16 febbraio 2011, n. 996);– sia specificamente individuata con riferimento alle matrici ambientali ovvero ai fattori di cui ai nn. 2 e 3 dell’ articolo 2 del D. Lgs. 19 ottobre 2005, n. 195 (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 15 ottobre 2009, n. 6339).In senso decisamente conforme si veda anche Cons. St. 4636 e 4637/15: 5289/2014.5.3.- Trasponendo le riferite acquisizioni giurisprudenziali al caso in esame, deve convenirsi che il ricorso è fondato atteso che l’istanza ostensiva risulta proposta da un’associazione di volontariato e cioè da un soggetto legittimato che ha come scopo – giusta documentazione statutaria in atti – la tutela della salubrità dell’ambiente e segue specificamente le vicende connesse all’inceneritore sito in località “Paglia”; non ha scopo di lucro e svolge attività di utilità sociale; l’istanza formulata non risulta eccessivamente generica essendo pertinente ai procedimenti specificati nella determina provinciale (installazione di un idoneo impianto abbattimento odori; aggiornamento piano di monitoraggio e controllo sulla nuova configurazione dell’impianto; controlli sulle emissioni odorigene, verifica della validità delle condizioni indicate dal Gestore) con riferimento ad attività non estranee alla competenza dell’ente provinciale”.

Da qui, ”la Provincia di Foggia è onerata a consentire l’accesso alle informazioni ambientali richieste dal Comitato con l’istanza ostensiva del 12.5.2017, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della presente”, riportano i magistrati del TAR nella sentenza.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Accesso agli atti, Tar dice sì al Comitato contro l’inceneritore di Borgo Tressanti ultima modifica: 2018-01-29T20:11:30+00:00 da Redazione



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