Dal lavoro preparatorio condotto in vista della sua Relazione sul tema “La Conversazione femminile nel Romanticismo tedesco”, nel terzo “Seminario Internacional del grupo de Investigación Escritoras y Escrituras” di Siviglia del 2006, è nato il progetto che ha portato alla pubblicazione del volume “Elettra. Ricezione e fortuna nella cultura tedesca”, apparso a marzo tra le novità della casa editrice barese Levante (280 pag. 35 euro).
Il mito di Elettra, eroina forte ma anche fragile e capace di grandi sentimenti, ha trovato ampio spazio nella letteratura tedesca, dal Settecento ai nostri giorni. Questo viaggio nella ricezione del mito di Elettra percorre modalità differenti, sia quando Elettra è protagonista della storia narrata, sia quando divide la scena con altre figure. Le differenze vanno ascritte ai diversi generi letterari o alle diverse epoche, ma anche e soprattutto alla volontà di Sofocle, all’immagine che ha voluto dare di questo mito e, con essa, di una situazione sociale o politica, di una nuova idea letteraria o di una sperimentazione linguistica. Tra le opere in lingua tedesca su Elettra prese in considerazione nel volume, sono numerose quelle poco note e trascurate negli studi e nella ricerca.
“La ricezione di questo mito ha trovato un terreno particolarmente fertile nel Novecento tedesco, inaugurato dall’Elektra di Hofmannsthal del 1903, che ha espresso nella forma più compiuta il terrore arcaico, la crisi esistenziale dell’uomo moderno che la figura di Elettra ben incarna, consapevole delle proprie colpe e senza l’aiuto di un deus ex machina che la salvi dal suo destino”. Maria Evelina è tra gli autori riconosciuti nel sito spagnolo www.escritorasypensadoras.com, come Laura Monrós Gaspar, che sempre per Levante e sempre in materia letteraria internazionale, sull’asse della fertile collaborazione tra l’Università di Foggia e il mondo letterario e accademico spagnolo, ha firmato il saggio totalmente in lingua inglese “Cassandra the fortune-teller. Prophets, gipsies and victorian burlesque” (Cassandra, la chiromante. Profeti, zingari e burlesque vittoriano), febbraio 2011, 330 pag. 35 euro. Il mito della principessa troiana, figlia di Priamo e preda di Agamennone dopo la caduta di Troia, entra nel mondo anglosassone del 19 esimo secolo in equilibrio tra malvagità e fascino. Una icona sociale – ambigua come le streghe – di profetessa, indovina, zingara.
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