Manfredonia

Fallimento CdA, fugge la Comemsud, silenzio della dirigenza


Di:

ComemSud-Manfredonia

ComemSud-Manfredonia

Manfredonia – A pochi giorni dalla Festa del Primo Maggio (festa, eufemismo, se ancora così infatti è possibile chiamarla) un’ennesima vicenda scuote il mondo dei lavoratori. Letto così, sembrebbe il copione di un film visto e rivisto, di cui però non si intravedono ancora i titoli di coda, figuriamoci un lieto finale. Una festa diventata ormai l’occasione per rivendicare i diritti dei lavoratori, spesso calpestati a tavolino dal politico di turno, mentre fuori si lotta per far valere le proprie ragioni. La sensazione è che quest’anno questo giorno sarà particolarmente sentito, ma più che una festa, il primo Maggio ha assunto quasi le sembianze di una vetrina gigantesca sulle quali dipingere storie quotidiane di difficoltà ad arrivare a fine mese, quando il posto di lavoro lo si ha. E con la triste consapevolezza che il prossimo anno ci si troverà dell’identica situazione, o quasi. (nd N.Saracino)

CRISI COMEMSUD SRL – Gli operai della Comemsud di Manfredonia (Strada Statale 89) sono in sciopero dallo scorso martedì, in segno di protesta dopo aver appreso della probabile chiusura dello stabilimento. Cancelli chiusi, braccia incrociate, striscioni di protesta per gridare un no secco alla decisione della ABB, multinazionale svizzera leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, di cancellare lo stabilimento di Manfredonia dal piano di riorganizzazione dell’intero gruppo.

LUCE SULLA COMEMSUD – La Comemsud nasce nel centro sipontino nel 2000 (fra le prime del Contratto d’Area) con il contributo pubblico del patto imprenditoriale sottoscritto durante il Governo Prodi. La ditta si avvale di fondi CIPE ed ha goduto di investimenti per 3.886 (in migliaia di lire), 2.740 di contributi 14 occupati, 24 mesi a regime Investimenti 2° Protocollo aggiuntivo ; Il Contratto d’Area di Manfredonia-Monte Sant’Angelo-Mattinata la Comem produce essenzialmente apparecchiature elettroniche, oltre a impianti elettrici, commutatori fuori carico, isolatori non a condensatore e altri dispositivi di sicurezza e monitoraggio progettati per trasformatori di distribuzione e di potenza a basso voltaggio. L’attività del gruppo Comem si sviluppa nella progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per trasformatori elettrici, sezionatori ed interruttori (isolati in olio, aria o gas). Le linee di prodotto indirizzate verso il settore trasformatori sono: gli isolatori in porcellana, isolatori in resina ed isolatori in gomma silicone, commutatori, nonché sistemi di sicurezza e monitoraggio quali essiccatori.

IL GRUPPO – Comem Spa nasce come piccola compagnia privata nel 1962. In 40 anni si è affermata come leader mondiale nella produzione di accessori e isolatori per trasformatori isolati in olio e componenti isolanti in resina epossidica per sezionatori ed interruttori. Il tutto per applicazioni a medio e alto voltaggio. Lo stabilimento di Montebello Vic.no si sviluppa su un’area coperta di 13.700 mq. che assieme a quella scoperta conta complessivi 35.500 mq. La ditta, come recita il sito istituzionale, recita una crescita annuale nelle esportazioni, che rappresentano ormai il 70% del fatturato totale. Il gruppo è presente in tutti i continenti del mondo vale a dire Europa, Indonesia, Africa, Australia, America e Asia: con Comem SpA, Veneta Isolatori srl, Comem do Brasil LTDA, Comemsud srl, Comem Hefei LTD, Comemsud srl di Manfredonia (in 1.850 mq di stabilimento ed uffici, strada statale 89 Località Pairi, Area Pip, progetta e fabbrica: Commutatori a vuoto per trasformatori di distribuzione e di potenza isolati in olio, con tensioni di esercizio fino a 245 KV ed intensità di corrente sino a 1600 A; Isolatori portanti e passanti in gomma silicone sia per trasformatori che per sezionatori isolati in olio, aria o gas. Società soggetta alla direzione e coordinamento di ABB S.p.A). Solo lo stabilimento di Manfredonia è destinato alla chiusura.

ABB SPA – ABB è leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione che consentono alle utility ed alle industrie di migliorare le loro performance riducendo al contempo l’impatto ambientale. In Italia
Direzione e Uffici: ABB S.p.A, Via L. Lama, 33, Sesto San Giovanni (MI). Sede legale: Via Vittor Pisani, 16, Milano. ABB opera in più di 100 paesi ed ha uffici in 87.

L’INCONTRO DI QUESTO POMERIGGIO: VERSO LA CHIUSURA – Ieri era in programma l’incontro presso il ministero per lo sviluppo economico di Roma al quale partecipavano, oltre alle rsu e al responsabile dello stabilimento di Manfredonia, i vertici della Comem Sud, la Confindustria di Foggia, gli assessori comunale, provinciale (Lallo) e regionale alle attività produttive, le organizzazioni sindacali di Cisl e Cgil. Le rappresentanze sindacali (Rsu) della Fim Cisl.


LA DAGA (FIOM CGIL FOGGIA): “DECISIONE INACCETTABILE” – Non ci stanno i rappresentanti sindacali, sul piede di guerra dopo la decisione del colosso svizzero che sta per mandare in fumo il posto di lavoro di 25 dipendenti e insieme a loro il futuro delle proprie famiglie. “La ABB venne a Foggia dieci mesi fa per presentare il proprio piano industriale, fece tante promesse poi andate in fumo”, denuncia il segretario generale della FIOM CGIL di Foggia, Antonio La Daga. “Oggi ci troviamo dinanzi ad una situazione inaccettabile, che porterà la produzione dello stabilimento di Manfredonia a Vicenza, con uno spostamento di quest’ultima a Venezia”. Insomma, un vero “piano” a tavolino a discapito dell’azienda sipontina. Tra le violazioni denunciate dalla FIOM CGIL vi è “il ricorso a straordinario settimanale superiore al tetto delle 8 ore previste dal contratto. Inoltre non esiste una organizzazione del lavoro, i turni variano di continuo e sono comunicati con scarso preavviso. Ancora, l’azienda pretende che le segnalazioni al responsabile dei lavoratori per la sicurezza avvengano per iscritte, verbalizzate con nome e cognome, in modo da conoscere l’identità di chi segnala violazioni o pericoli e penalizzando la figura del RLS”. Ma non è tutto. A suscitare scalpore c’è anche l’iniziale atteggiamento della ABB che aveva puntato sullo stabilimento di Manfredonia, per poi decidere di escluderlo dal piano di riordino delle strutture. In attesa della trattativa con il gruppo svizzero, che si terrà la prossima settimana all’ Assindustria di Foggia, la FIOLM CGIL denuncia altre stranezze nella conduzione, definita “padronale” della dita svizzera. Il riferimento è a un episodio verificatosi a Natale, “quando su autonoma scelta dell’azienda 15 dei 19 dipendenti sono stati fatti oggetto di un premio discrezionale, e altri quattro no, tra questi “guarda caso” tre iscritti alla FIOM CGIL”, denuncia ancora La Daga. A fronte di questo atteggiamento, “abbiamo chiesto all’inizio di gennaio tramite Assindustria un incontro con l’amministrazione delegato della ComemSud. Ci è stato detto che sarebbe stato impossibile ottenerlo prima del 5 febbraio, perché l’amministratore era all’estero. Comunicazione che abbiamo girato ai lavoratori, che però ci hanno segnalato in questi giorni la presenza dello stesso in azienda a Manfredonia. Una evidente presa in giro del sindacato e delle stesse maestranze”, continua Antonio La Daga. Il segretario lancia poi un campanello d’allarme “sulla indisponibilità di troppe aziende che pur avendo beneficiato di fondi pubblici si rifiutano di instaurare relazioni positive con il sindacato e il territorio. Atteggiamenti che purtroppo abbiamo registrato in altre aziende in passato, che alla fine hanno fallito nel loro progetto industriale e occupazionale. Speriamo davvero che la stessa sorte non accada ai lavoratori della ComemSud, e ribadiamo la massima disponibilità a normali relazioni utili a rafforzare e migliorare l’organizzazione del lavoro, a vantaggio anche della stessa azienda”.

L’ESITO DELL’INCONTRO DI ROMA, CAMPODIPIETRO: VERSO LA CHIUSURA – “Durante l’incontro con gli assessori provinciali, le rappresentanze sindacali e i vertici della società (dr Bona ndR) la Abb ha evidenziato la concreta possibilità di chiusura entro il dicembre del 2010”. Probabile a questo punto un’acquisizione dello stabilimento di Manfredonia da parte della casa madre veneta. “Lo stabilimento di Manfredonia rappresenta un appendice per la ditta – dice la segretaria generale Filomena Campodipietro – noi abbiamo proposto le nostre soluzioni alternative (che la segretaria comunque non svela “per cautela” ndR) attendiamo ma di questo passa la ditta potrebbe decidere la chiusura dello stabilimento di Manfredonia entro dicembre 2010″. Si ricorda che la Comemsud srl ha goduto degli sgravi fiscali del Contratto d’Area e non più soggetta (probabilmente dal 2008) da vincoli contrattuali, che la spingerebbero a rimanere nella zona industriale della città di Manfredonia.

DALLA DIRIGENZA DI MONTEBELLO VICENTINO – “Ci dispiace non siamo tenuti a rilasciare dichiarazioni alla stampa, ci dispiace non siamo tenuti a rilasciare dichiarazioni alla stampa, ci dispiace..”. Ma 25 operai rischiano di perdere la propria occupazione: “ci dispiace..click“. E piange il telefono. “Ma il Contratto d’Area è stata un’occasione vinta o una scommessa perduta ?”. Un’occasione vinta secondo la passata e presente amministrazione di Manfredonia, grazie “ai 1300 occupati”, grazie “all’indotto”, grazie agli occupati che continuano ad essere messi in mobilità dalle stesse aziende (dopo il classico percorso della cassa integrazione ordinaria e a zero ore); questo mentre le ditte, scevre da vincoli e limitazioni fiscali, possono continuare ora ad operare nelle case madri del Veneto (con linee di produzioni al seguito).

CONTRATTO D’AREA, LA COMEM SEGUE LA REI, L’ICOMA, LA TUBOPLAST – Lavoro e interruzioni: Rei ferma da gennaio con scioperi a febbraio, accordo Simav

C’era una volta il Contratto, truffa e falso: sequestrato capannone Tuboplast

Salva la Gbs di Padova, risvolti sulla Icoma, relazione di Bonivento

DISOCCUPAZIONE: DATI ISTAT ALLARMANTI – Sarebbero oltre 500mila i senza lavoro. Per Biagio Malorgio, “sono risultati evidenti gli effetti della crisi su lavoratori e giovani. Esiste il rischio concreto che una parte della disoccupazione attuale diventi strutturale” . L´Istat ha rilevato il tasso di disoccupazione 2009 nel ns Paese al 7,8%, in crescita dell´ 1,1% rispetto al 2008, soprattutto tra i giovani e nel Mezzogiorno. L’Ires Puglia ha elaborato i dati sul tasso di attività e di disoccupazione nella nostra Regione. Sono risultati evidenti gli effetti della crisi sui lavoratori e sui giovani che cercano lavoro. Esiste il rischio concreto che una parte della disoccupazione attuale diventi “strutturale”. Inoltre, i dati sulla disoccupazione non colgono il forte effetto “scoraggiamento” acuito dalla crisi. Ad essere penalizzati sono i lavoratori precari, i lavoratori soggetti ai tanti e diversi rapporti di lavoro precario e non tutelato, con professionalità e livelli di istruzione medio – alti. Nel 2009 il tasso di disoccupazione in Puglia calcolato dall´Istat è del 12,6%; il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15/24 anni è del 32,6%; il tasso di inattività nella fascia di età 15/64 anni è del 48,5%.

Istat, occupati in Puglia meno dela metà

L´Ires Puglia, precedentemente, ha evidenziato il tasso di disoccupazione ricalcolata nella nostra Regione aggiungendo, nelle persone in cerca di occupazione, coloro che cercano lavoro non attivamente e coloro e che non cercano lavoro ma sono disponibili a lavorare. Secondo questi parametri l´Ires Puglia ha ricalcolato il tasso reale di disoccupazione in Puglia al 17% circa, con un dato macro di oltre 500 mila disoccupati. È importante valutare il lavoro delle donne nel 2009. Il tasso ricalcolato della disoccupazione femminile in Puglia è del 41,1%, considerando anche il calcolo delle perone in CIG e mobilità e i riferimenti al lavoro sommerso e irregolare.

SAN SEVERO: PROTESTE COMMERCIANTI PER IL PRIMO MAGGIO – “Evidentemente la lobby dei commercianti rappresenta in consiglio comunale a San Severo conta più di centinaia di lavoratori e del rispetto per una festa sacra per il mondo del lavoro qual è quella del primo maggio”. E´ il commento della Filcams Cgil e della Camera del Lavoro Comunale di San Severo alla decisione presa a Palazzo Celestini di derogare dal giorno di festa e consentire ai negozi di tenere alzate le serrande nella giornata del Primo Maggio. Senza dimenticare, denuncia la Cgil, “la condizione di lavoro nero e sottopagato cui sono costretti la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici di attività commerciali in questa provincia”. L´invito della Filcams e della Camera del Lavoro di San Severo, “è che in seguito alla decisione arrogante assunta dal Comune sanseverese, il Primo Maggio possa essere un giorno utile per verificare le posizioni lavorative da parte delle forze preposte al controllo del rispetto delle norme amministrative e contrattuali”. Storie di lavoratori col fiato sospeso sul proprio futuro, dunque, proprio a pochi giorni dalla festa che dovrebbe celebrare i loro diritti. Se festa si può ancora chiamare.

Fallimento CdA, fugge la Comemsud, silenzio della dirigenza ultima modifica: 2010-04-29T18:48:15+00:00 da Giuseppe de Filippo



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • giuseppe

    dal 14 di giugno che sono in cassaintegrazione e sino a oggi 31/10/10 non ho preso ancora un euro. dal’inps vorrei vedere i giampreti come stanno mangiando?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This