La pesca italiana resta un pilastro della sovranità alimentare e dell’economia costiera, ma vive una fase complessa segnata dall’aumento dei costi, dalle tensioni internazionali e dalle politiche europee degli ultimi anni.
In un’intervista a L’Identità, a cura di Marco Montini, l’onorevole Giandiego Gatta, responsabile nazionale del Dipartimento Pesca di Forza Italia e componente della Commissione Agricoltura alla Camera, sottolinea il peso del comparto ittico nazionale: la flotta italiana rappresenta oltre il 17% di quella europea e più del 18% in termini di potenza motore.
Secondo Gatta, tuttavia, vent’anni di politiche comunitarie hanno ridotto imbarcazioni e redditività, lasciando il prodotto nazionale a coprire appena il 15% della domanda interna. Per questo, spiega, è necessario “cambiare passo” e difendere il settore in sede europea.
Tra le sfide più urgenti, l’esponente di Forza Italia indica il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, con il rischio di un forte taglio dei fondi destinati alla pesca. Un ridimensionamento che, secondo Gatta, comprometterebbe la transizione ecologica e tecnologica delle imprese.
La ricetta proposta passa anche da una maggiore presenza italiana nei ruoli chiave della Commissione europea, in particolare nella DG MARE. “Solo presidiando i luoghi in cui si scrive la burocrazia comunitaria — afferma — potremo far valere il peso della nostra marineria e difendere il lavoro delle comunità costiere”.
Fonte: L’Identità, intervista a cura di Marco Montini.



