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MARIANNA LAPADULA Muore a 22 anni dopo il parto cesareo: eseguita l’autopsia su Marianna Lapadula

La Procura affida un articolato accertamento tecnico per chiarire le cause del decesso e verificare ogni eventuale profilo di responsabilità: il marito chiede verità

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Giugno 2026
Prima pagina //

È stata eseguita nei giorni scorsi, all’ospedale di Melfi, l’autopsia sulla salma di Marianna Lapadula, la giovane mamma di appena 22 anni di Rionero in Vulture tragicamente deceduta lo scorso 22 giugno, poche ore dopo aver dato alla luce, con parto cesareo, il suo secondogenito.

Una tragedia che ha profondamente colpito l’intera comunità lucana e che ha suscitato vasta eco in tutta Italia, lasciando nello sconforto il marito, Lillo Simone, i due figli della coppia e tutti i familiari, ancora increduli per una perdita tanto improvvisa quanto devastante.

L’esame autoptico rappresenta il primo fondamentale passo dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Potenza, che procede, allo stato, contro ignoti. Nell’ambito dell’accertamento tecnico non ripetibile disposto dal Pubblico Ministero, dott. Giacomo Esposito, il Consulente incaricato dalla Procura stessa, dott. Giovanni Zotti, dovrà non soltanto accertare causa, epoca e mezzi del decesso, ma anche verificare se siano ravvisabili eventuali responsabilità di terzi, accertando l’eventuale sussistenza di condotte omissive, la correttezza del percorso diagnostico e terapeutico seguito dai sanitari e se un diverso intervento medico avrebbe potuto impedire il verificarsi dell’evento. Per il deposito della relazione tecnica sono stati concessi novanta giorni.

In questo delicatissimo momento, il marito della giovane, Lillo Simone, ha deciso di affidarsi, attraverso l’Area Manager Puglia e Basilicata Luigi Cisonna, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, unitamente all’avv. Daniele D’Elia. L’avvocato D’Elia ha quindi provveduto a depositare la nomina, quale Consulente tecnico di parte, del medico legale dott. Andrea Molino, che ha partecipato alle operazioni peritali, seguendo tutte le attività disposte dall’Autorità giudiziaria.

La famiglia di Marianna Lapadula non cerca colpevoli a ogni costo né intende anticipare valutazioni che spettano esclusivamente agli inquirenti e ai consulenti tecnici. Chiede, però, che venga fatto tutto il necessario per ricostruire con precisione quanto accaduto durante quelle drammatiche ore e comprendere se la morte della giovane mamma potesse essere evitata. È questo il solo obiettivo che oggi accompagna il dolore del marito e dei familiari: conoscere la verità, qualunque essa sia, affinché una tragedia tanto sconvolgente trovi risposte certe e venga fatta piena giustizia nel rispetto della memoria di Marianna e dei diritti di chi le voleva bene.

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