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RICCIO PUGLIA Riccio di mare, la Puglia proroga il fermo pesca fino al 2029

Scelta per rafforzare le misure di tutela della specie e avviare un nuovo piano per il ripopolamento degli stock e la sostenibilità del comparto ittico

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Giugno 2026
Economia // Politica //

La Regione Puglia ha prorogato il fermo biologico del riccio di mare fino al 30 giugno 2029, rafforzando le misure di tutela della specie e avviando un nuovo piano per il ripopolamento degli stock e la sostenibilità del comparto ittico.

La decisione arriva con l’approvazione in Giunta di un disegno di legge che modifica la normativa regionale del 2023, confermando il percorso di salvaguardia già avviato negli ultimi anni sulla base dei dati del monitoraggio scientifico. Le rilevazioni indicano un miglioramento delle popolazioni di riccio di mare e una crescita delle classi dimensionali, ma evidenziano anche la necessità di proseguire con le misure di protezione per consolidare i risultati raggiunti.

Tra le principali novità è previsto un sistema permanente di monitoraggio scientifico lungo le coste pugliesi, con il coinvolgimento anche dei pescatori professionisti. Sarà inoltre istituito un Tavolo tecnico-scientifico regionale composto da istituzioni, università, ARPA Puglia, operatori del settore e autorità di controllo. Rafforzati anche i sistemi di tracciabilità del prodotto e le azioni di contrasto alla pesca e alla commercializzazione illegale.

Il provvedimento introduce anche la possibilità di autorizzare, solo in presenza di evidenze scientifiche favorevoli, programmi sperimentali di prelievo contingentato riservati ai pescatori autorizzati, subordinati comunque al parere vincolante del Tavolo tecnico-scientifico e a rigidi sistemi di controllo.

È una scelta condivisa e fondata sulle evidenze scientifiche, necessaria per completare il percorso di ricostituzione degli stock e garantire un futuro sostenibile alla pesca pugliese”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca, Francesco Paolicelli.

Il disegno di legge prevede infine l’introduzione del marchio “Riccio di Puglia”, con l’obiettivo di valorizzare la filiera regionale, e il coinvolgimento delle università pugliesi nelle attività di monitoraggio, finanziate anche tramite risorse del FEAMPA.

Lo riporta ilfattodelgargano.it.

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