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ALBANIA Albania: cosa trovi davvero sulla Riviera quando arrivi fuori stagione

L'Albania turistica degli ultimi anni ha costruito un'immagine su spiagge affollate, cocktail bar sul lungomare e prezzi bassi rispetto alle destinazioni vicine. È un'immagine vera, ma parziale. Chi arriva fuori stagione trova qualcosa di diverso, e in certi casi più interessante di quello che ci si aspettava.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Luglio 2026
Attualità //

La Riviera albanese si sviluppa lungo circa cento chilometri di costa ionica, tra Vlorë e Sarandë. I nomi dei villaggi sono diventati noti rapidamente: Dhërmi, Himara, Palasë, Borsh. Le spiagge hanno una qualità del mare che in molte destinazioni mediterranee più celebrate non si trova più, grazie a una pressione turistica ancora contenuta rispetto ai numeri di Croazia o Grecia. Ma fuori dai mesi di luglio e agosto la dinamica cambia in modo radicale. I servizi si riducono, certi locali chiudono, e la costa torna a una dimensione più vicina a quella quotidiana degli abitanti.

Questo non è necessariamente uno svantaggio. Chi viaggia in maggio o ottobre trova prezzi bassissimi sugli alloggi, spiagge quasi deserte e una possibilità di contatto con il territorio che l’alta stagione non permette. I villaggi dell’interno della Riviera, come Palasë e Kudhës, conservano architetture tradizionali e una vita di comunità che nei mesi estivi viene sommersa dal movimento turistico costiero.

Saranda, la città più a sud, è a pochi chilometri da Butrinto, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo orientale. L’insediamento è greco, poi romano, poi paleocristiano, poi veneziano: stratificazioni che si leggono ancora nell’impianto urbano e nei muri che si sovrappongono l’uno all’altro. Il sito è inserito nella lista UNESCO e si trova su una penisola lacustre che si affaccia sul Canale di Corfù. Vale almeno mezza giornata, meglio una intera se si vuole visitare con attenzione. Dall’altra parte del canale, a quarantacinque minuti di traghetto locale, c’è Corfù: molti visitatori fanno questa escursione di giornata partendo da Saranda.

La rotta da Bari a Durazzo è il collegamento principale per chi arriva dall’Italia via mare. La traversata dura circa otto ore, in genere con partenza serale e arrivo mattutino, il che permette di ottimizzare i tempi senza perdere una giornata di viaggio. TraghettiLines è la piattaforma più usata in Italia per ricercare rotte come questa, con la possibilità di confrontare le compagnie di navigazione operative e le tipologie di sistemazione disponibili, che si rivela essere un sistema di confronto che aggrega tutto in un posto particolarmente utile.

Tirana merita una sosta che molti rimandano o saltano del tutto, e che invece si rivela una delle sorprese migliori dell’Albania. La città ha cambiato faccia nell’arco di pochi anni. Il Blloku, ex quartiere riservato alla nomenclatura comunista e oggi zona di bar, gallerie e ristoranti, è uno di quei luoghi dove la storia recente si legge ancora nell’architettura e nella memoria delle persone più anziane. Il museo Bunk’Art, ricavato in un bunker nucleare costruito dal regime di Hoxha, è uno dei musei più originali della regione balcanica. L’ingresso costa pochi euro.

L’entroterra albanese è quasi completamente fuori dai circuiti turistici di massa. Il lago di Ohrid, condiviso con la Macedonia del Nord, è Patrimonio UNESCO per la sua biodiversità lacustre, con specie endemiche di trota che non esistono in nessun altro posto al mondo. Il Parco Nazionale di Theth, nelle Alpi Albanesi al nord, sta diventando una destinazione di trekking con sentieri ben segnalati e alloggi nei villaggi. Sono ambienti che richiedono una certa autonomia e spirito di adattamento, ma che offrono paesaggi e silenzio difficili da trovare altrove in Europa.

Un aspetto pratico da considerare: la rete stradale albanese ha migliorato molto negli ultimi anni grazie a investimenti infrastrutturali significativi, ma alcune aree dell’interno hanno ancora strade non asfaltate o in condizioni variabili. Chi vuole esplorare la Riviera in autonomia con la propria auto portata in traghetto ha tutto da guadagnarci: la flessibilità di movimento sull’altipiano e lungo la costa è un vantaggio reale rispetto ai trasporti pubblici, ancora discontinui fuori dai centri principali.

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