CANOSA DI PUGLIA (BAT) – Quattro persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato perché gravemente indiziate di aver preso parte all’assalto a uno sportello ATM della BdM Banca – Gruppo Mediocredito Centrale, avvenuto nella notte del 22 luglio a Cassano delle Murge, in provincia di Bari.
Gli indagati, allo stato delle indagini, devono rispondere di diversi reati, tra cui rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, ricettazione, fabbricazione, detenzione e porto di armi ed esplosivi.
L’operazione è il risultato di un’attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, insieme agli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Canosa di Puglia, che da tempo monitoravano un gruppo ritenuto coinvolto in assalti ai bancomat.
Nella notte del colpo, grazie al costante scambio informativo con le altre forze di polizia, gli investigatori hanno appreso che gli autori dell’assalto si stavano allontanando a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta amaranto diretta verso Canosa di Puglia.
L’auto è stata intercettata poco dopo dagli agenti, che hanno proceduto al controllo del veicolo e dei quattro occupanti. All’interno della vettura, risultata rubata, è stato trovato un sacco contenente oltre 35 mila euro in contanti, parte dei quali danneggiati dall’esplosione utilizzata per forzare lo sportello ATM. Rinvenuti anche frammenti metallici e stampe riconducibili al bancomat assaltato.
Le successive perquisizioni hanno permesso di sequestrare anche materiale espsloivo, componenti destinati alla realizzazione delle cosiddette “marmotte”, bilancini, candelotti svuotati e altro materiale ritenuto funzionale alla fabbricazione artigianale degli ordigni impiegati negli assalti agli sportelli automatici.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante il controllo gli indagati avrebbero opposto resistenza agli agenti, che sono comunque riusciti a bloccarli e ad arrestarli in flagranza.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, i quattro sono stati trasferiti nel carcere di Trani. Il Giudice per le indagini preliminari, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere.
Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva.



