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SAN GIOVANNI ROTONDO Fibrillazione atriale, a Casa Sollievo della Sofferenza arriva il “clippaggio esterno” dell’auricola sinistra

L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo introduce una nuova tecnica mininvasiva per il trattamento della fibrillazione atriale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Luglio 2026
Manfredonia // Medicina //

L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo introduce una nuova tecnica mininvasiva per il trattamento della fibrillazione atriale, una procedura innovativa che permette di escludere l’auricola sinistra del cuore attraverso un intervento chirurgico meno invasivo rispetto alle metodiche tradizionali.

La nuova tecnica, chiamata “clippaggio esterno” dell’auricola sinistra, è stata sviluppata dall’Unità di Cardiochirurgia dell’ospedale garganico, diretta da Mauro Cassese. Negli ultimi mesi sono già stati trattati con successo otto pazienti, sei provenienti dalla Puglia, uno dalla Calabria e uno dalla Campania.

La procedura è stata eseguita dall’équipe composta dai cardiochirurghi Maurizio Braccio, Michele Palladino e Francesco Campanini, con il supporto diagnostico dell’ecocardiografista Rossella Alemanni, dei cardio-anestesisti guidati da Francesco Greco e del personale della sala operatoria.

La fibrillazione atriale è una delle più comuni patologie del ritmo cardiaco e provoca un battito irregolare e accelerato. Nel tempo può favorire lo sviluppo di scompenso cardiaco e rappresenta anche una delle principali cause di ictus, perché la ridotta contrazione dell’atrio sinistro può favorire la formazione di coaguli all’interno dell’auricola sinistra, con il rischio che entrino nel circolo sanguigno e raggiungano il cervello.

Per ridurre questo rischio, molti pazienti devono assumere farmaci anticoagulanti. Tuttavia, in alcune situazioni cliniche, come cirrosi epatica, precedenti episodi emorragici o insufficienza renale grave, queste terapie possono risultare rischiose o non praticabili.

In questi casi l’esclusione dell’auricola sinistra rappresenta una possibile alternativa. Presso Casa Sollievo della Sofferenza sono già disponibili diverse metodiche, comprese quelle transcatetere, ma il nuovo approccio chirurgico introduce alcuni vantaggi.

“La tecnica più recente di ‘clippaggio esterno’, invece, consiste nell’utilizzo di un dispositivo a forma di ‘molletta’ che viene posizionato in visione diretta attorno all’auricola sinistra per escluderla dal circolo sanguigno – sottolinea Maurizio Braccio, cardiochirurgo –. A differenza delle tecniche transcatetere, questa metodica consente la sospensione immediata della terapia anticoagulante e ha un tasso di successo del 100%”.

L’intervento viene effettuato in anestesia generale attraverso una piccola incisione di circa 3-4 centimetri, con una mini-toracotomia sinistra. La durata complessiva è inferiore a un’ora e il paziente può essere dimesso già nella prima o seconda giornata dopo l’operazione.

“L’intervento si esegue in anestesia generale con tecnica mininvasiva, attraverso una piccola incisione di 3-4 cm. La durata complessiva dell’intervento è inferiore a un’ora e il paziente viene estubato già in sala operatoria, con possibilità di dimissione in prima o seconda giornata post-operatoria”, aggiunge Braccio.

Il dispositivo utilizzato, prodotto da Medtronic, è dotato di un sistema orientabile che permette di adattare il posizionamento della clip all’anatomia del singolo paziente e di correggerne la posizione durante la procedura fino al raggiungimento del risultato ottimale.

Il nuovo trattamento si inserisce in un percorso multidisciplinare che comprende diagnostica avanzata con ecografia transesofagea e TAC preoperatoria, oltre alle altre tecniche già disponibili per la cura della fibrillazione atriale, comprese quelle di elettrofisiologia.

“La nuova metodica si inserisce in un percorso diagnostico-terapeutico completo che comprende l’ecografia transesofagea e la TAC per lo studio pre-operatorio dell’anatomia dell’auricola, ed affianca tutte le altre metodiche già disponibili per il trattamento della fibrillazione atriale, incluse quelle di elettrofisiologia”, spiega Mauro Cassese, direttore dell’Unità di Cardiochirurgia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.

Secondo Cassese, il “clippaggio esterno” può rappresentare un importante miglioramento soprattutto per quei pazienti più fragili che non possono assumere anticoagulanti a lungo termine.

“Il ‘clippaggio esterno’ dell’auricola può davvero cambiare in modo sostanziale la vita di quei pazienti che si trovano in una condizione delicata: sono spesso anziani e la terapia anticoagulante può non essere tollerata in quanto aumenta significativamente il rischio emorragie, ad esempio a livello cerebrale e dell’apparato gastroenterico. In questi casi poter sospendere in sicurezza la terapia anticoagulante rappresenta un beneficio non solo in termini di qualità della vita, ma anche di sopravvivenza”, conclude Cassese.

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