Una bottiglietta d’acqua minerale pagata sei euro in un locale storico del quartiere Brera, a Milano, ha scatenato la polemica sui prezzi della ristorazione. A denunciare l’episodio è stata la giornalista di SkyTg24 Stefania Pinna, che ha pubblicato sui social lo scontrino con l’importo contestato.
“Un’acqua a Milano 6 euro”, ha scritto la giornalista mostrando la ricevuta della consumazione. La cifra, inizialmente, le era sembrata un errore di battitura o un problema del conto, tanto da aggiungere: “Pensavo si fossero sbagliati, invece era tutto vero”.
La segnalazione, però, non sarebbe un caso isolato. Diverse recensioni online relative allo stesso locale riporterebbero infatti episodi simili, con clienti che avrebbero pagato cifre elevate per la stessa bottiglietta d’acqua.
In particolare, una cliente avrebbe raccontato che il prezzo indicato sul menù era di 2,50 euro, ma al momento del pagamento il costo sarebbe risultato superiore. Alla richiesta di spiegazioni, il personale avrebbe risposto che “la sera costa di più”.
Una motivazione che la cliente avrebbe contestato, definendola una pratica scorretta e lamentando una differenza tra il prezzo comunicato e quello effettivamente applicato.
Le critiche rivolte al locale non riguarderebbero soltanto il costo dell’acqua. Tra le recensioni raccolte emergerebbero anche altre lamentele legate ai prezzi e al servizio. Un cliente avrebbe riferito di essersi lamentato con il titolare per il conto elevato e di aver ricevuto come risposta che in piazza San Marco a Venezia una bottiglia d’acqua simile avrebbe potuto costare anche 20 euro.
Un’altra segnalazione riguarda invece una bruschetta da 9 euro, giudicata dal cliente troppo piccola rispetto al prezzo e accompagnata, secondo il racconto, da ingredienti non all’altezza delle aspettative. La stessa recensione riferirebbe inoltre di un’attesa di circa quaranta minuti per il piatto e per un’insalata caprese descritta come composta semplicemente da pomodoro e mozzarella.
Sempre secondo la testimonianza riportata, la discussione con la responsabile del locale sarebbe poi degenerata davanti agli altri clienti, con toni accesi e la minaccia di far allontanare il tavolo dal ristorante.
Il caso ha riacceso il dibattito sul rapporto tra prezzi applicati nei locali, trasparenza dei menù e aspettative dei clienti, soprattutto nelle zone turistiche delle grandi città.
Lo riporta leggo.it.



