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Legge 40, Bagnasco: bisogna ripensarci; verso ricorso

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Agosto 2012
Cronaca // Scienza e Tecnologia //

Legge 40, Bagnasco: bisogna ripensarci; verso ricorso (fonte image: pdsulbiate)
Roma – “E’ singolare che la magistratura italiana sia stata superata”. Così il presidente del Cei, Angelo Bagnasco, dal santuario genovese della Madonna della Guardia, sul dibattito relativo alla fecondazione assistita dopo la sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo che ieri ha bocciato la Legge 40.

Come riferito, la Corte Europea aveva accolto il ricorso di una coppia italiana alla quale la Legge 40 (la procreazione assistita nell’ordinamento civile italiano è disciplinata dalla legge n. 40 del 19 febbraio 2004, recante “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”) ha impedito l’accesso alla diagnosi preimpianto degli embrioni nonostante i due fossero “portatori sani di fibrosi cistica”. Come risaputo, la legge 40 è sin dalla sua nascita al centro di articolati dibattiti poiché pone una serie di limiti alla procreazione assistita e alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni.

La Corte di Strasburgo ha ritenuto il sistema “incoerente” poiché “un’altra legge permette l’aborto terapeutico se il feto è affetto da fibrosi cistica”. L’Italia è stata quindi condannata a risarcire la coppia con 15mila euro.

“Bisogna ripensarci un attimo a livello nazionale, a livello di esperti, sia per il merito sia anche per il metodo, perché non si è passati attraverso la magistratura italiana. Bisogna pensarci. C’è stato un superamento della magistratura italiana, è singolare”, ha detto Bagnasco.

Balduzzi. In base a quanto riferito dal ministro per la Salute Renato Balduzzi, il governo italiano “e’ orientato a fare ricorso” contro la sentenza della Corte di Strasburgo sulla Legge 40 al fine di promuovere un “chiarimento giurisprudenziale”. “Credo che sia forse opportuna una richiesta di un punto giurisdizionale fermo per quanto riguarda la Corte europea dei diritti dell’uomo e che dunque un ricorso da parte del nostro Paese valga proprio a consolidare un punto di riferimento. Ci sono poi dei profili di carattere processuale – ha aggiunto – che andrebbero attentamente monitorati”, ha detto tra l’altro il ministro italiano.


Redazione Stato

3 commenti su "Legge 40, Bagnasco: bisogna ripensarci; verso ricorso"

  1. Ma se gli uomini di chiesa non possono avere figli o una famiglia, perché parlano? Non lo so e non lo capirò Mai!!!

  2. Il giudizio chiaro, lucido e competente di Emma Bonino sulla sentenza della Corte Europea di ieri. Espresso peraltro senza bisogno di denigrare, offendere, considerare falliti quelli della controparte e chi ha ritenuto singolare
    che la Corte Europea abbia, semplicemente, rilevato le incoerenze della legge 40 e i tanti vincoli proibizionistici in essa contenuti.

    Emma for president (l’anno prossimo)!

    http://video.repubblica.it/dossier/legge-40-fecondazione-procreazione/bonino-ora-il-parlamento-deve-rispettare-la-sentenza-europea/103768/102148

  3. Per arrabbiato io credo che gli uomini di chiesa abbiamo tutto il diritto di esprimersi, e di esprimere la propria posizione di Fede e Speranza nella vita sociale del Paese.
    Non conta “che non siano sposati o non abbiano famiglia”, non è quello. Sono votati ad una missione familiare “allargata”, piuttosto che particolare, non meno importante.
    Ciò che è incongruo è quando la chiesa ingerisce, in modo condizionante, nelle questioni e nelle leggi dello stato italiano. Sarebbe possibile che lo stato italiano vada a condizionare e invadere direttamente “le questioni della chiesa”? Io credo proprio di no! E’ solo questo che fa differenza secondo me.

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