SAN SEVERO – Per poter accedere liberamente ai propri terreni, coltivarli e raccoglierne i prodotti avrebbe dovuto pagare. Sarebbe andato avanti così per oltre un decennio il presunto sistema estorsivo denunciato da un imprenditore agricolo di San Severo.
Nella mattinata del 28 agosto i Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di due persone del posto: un uomo di 61 anni e una donna di 27. Entrambi sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, dei reati di estorsione e tentata estorsione.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’articolata attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa dei Carabinieri di San Severo.
Le richieste iniziate dopo l’acquisto dei terreni
L’indagine ha preso avvio dalla denuncia dell’imprenditore, che ha raccontato ai militari di essere sottoposto fin dal 2014 a continue richieste di denaro. Le pretese economiche sarebbero cominciate poco dopo l’acquisto di alcuni fondi agricoli.
Secondo la ricostruzione investigativa, uno degli indagati avrebbe inizialmente presentato quei pagamenti come somme “normali”, necessarie per consentire all’imprenditore di lavorare e “stare tranquillo”.
La vittima, però, avrebbe percepito fin dall’inizio un significato ben più grave. Dietro quelle richieste avrebbe intravisto la minaccia di possibili ostacoli nell’accesso alle proprietà, problemi per lo svolgimento dell’attività agricola o danneggiamenti alle coltivazioni.
Per evitare conseguenze, l’imprenditore avrebbe quindi accettato per anni di versare periodicamente il denaro richiesto.
La svolta nell’aprile del 2026
La situazione sarebbe cambiata nell’aprile scorso, quando le pretese economiche avrebbero raggiunto importi molto più elevati. Le nuove somme sarebbero state calcolate anche in relazione all’estensione dei terreni e alle coltivazioni praticate.
Di fronte all’ennesima richiesta, l’imprenditore avrebbe deciso di non pagare più. Si è così rivolto ai Carabinieri, raccontando una vicenda che, secondo la sua denuncia, si trascinava ormai da oltre dieci anni.
Gli accertamenti avrebbero permesso agli investigatori di raccogliere diversi elementi a sostegno delle dichiarazioni della persona offesa. I militari avrebbero ricostruito il contesto nel quale sarebbero maturate le richieste di denaro, il loro presunto collegamento con la possibilità di utilizzare liberamente i fondi agricoli e i differenti ruoli attribuiti ai due indagati.
L’inchiesta avrebbe inoltre consentito di documentare una successione di episodi protrattisi nel tempo, fino alle richieste più recenti che hanno spinto l’imprenditore a denunciare.
Un indagato in carcere, l’altra ai domiciliari
Dopo le formalità di rito, il 61enne è stato trasferito nella Casa circondariale di Foggia, dove si trova in regime di custodia cautelare. Per la 27enne sono stati invece disposti gli arresti domiciliari.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del processo e, in base al principio di presunzione d’innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



