Macondo

Macondo – la città dei libri


Di:

href=”https://www.statoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/02/icona-macondo2.jpg”>“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
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∞Umanità ghiacciata∞
di PieroFerrante

Vite. Vite positive, vite diverse, vite difficili, vite emotive, vite scoraggiate, vite rabbiose, vite scosse come casupole di paglia nel gorgo del tifone. Vite tormentate dai sensi di colpa, consumate da passati che attendono risposta, vite nel cuore della Groenlandia dei ghiacci. Vite di cacciatori, vite viandanti, vite migranti, vite sulle slitte. Sono queste, le vite, le componenti essenziali di “Viaggio a Nanga”, piccola ennesima perla del principe (letterario) di Danimarca John Riel, pubblicato da poco, in Italia, dalla sempre sorprendente Iperborea.

“Viaggio a Nanga” è una collettanea di biografie umili, racconti di antieroi alle prese con una natura imperiosa e selvaggia, freddo polare, ghiacci quasi perenni e notti senza fine. Riel è il loro menestrello, un cantore che gioca a beffarli, deriderli, agitarli. Li fa azzuffare e scapigliare, lottare e litigare. Ma che li coccola e li redime, regalando ad un ognuno di loro altre strade diverse che non prenderanno, e quella seconda opportunità che ognuno di loro cerca. E la cerca là dove il tempo non è tempo, ma l’illusione di un attimo, dove la percezione del suo scorrere è alterata dallo scompenso di giorni sempre uguali, passati nelle dimore dei villaggi di caccia al tepore necessario d un camino e dove anche il fumare una pipa è un atto di resistenza.

Una sfida narrativa immane, quella di Riel. Raccontare di vita dove la vita non c’è, ricercare l’azione dove l’azione non è che la picchiata della colonnina del termometro. Uno sforzo inventivo da maestro, spinto da pura fantasia scandinava, né fredda né formale, anzi intimista e delicata, umana e riflessiva. “Viaggio a Nanga” è un libro inconsueto, strano, forte, divertente, imprevedibile quanto l’animo umano, quanto la combinazione di corpi e cuori, quanto una rondine che a Natale vola sull’abete nel centro del paese di montagna. Lì, basterebbe alzare lo sguardo. E stupirsi. Qui, gli occhi vanno abbassati (sulla pagina). Ma lo stupore è identico.

John Riel, “Viaggio a Nanga”, Iperborea 2012
Giudizio: 3,5/ 5 freddo tepore umano
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∞Bucarest/ Wonderland∞
di Roberta Paraggio


Avere 43 anni ed essere single, preda di innamoramenti platonico letterari, precarie e bistrattate da sedicenti colleghe “inminigonnite”, vivere alla periferia di una Bucarest sempre più incattivita non sarà di certo un festino continuo, anzi.
Laura Iosa, è tutto questo, vive tra il bigio austero e immalinconente dei palazzi postsovietici che hanno fatto spazio a Mac Donald e Pizza Hut, più che single sta per passare all’incombente status di zitellona, non è una donna in carriera, non è una donna di successo, non è neanche bella.

E’ la protagonista de ”L’omino rosso”, romanzo della scrittrice rumena Doina Rusti, appena tradotto in Italia e pubblicato dalla casa editrice Nikita, nata con lo scopo di dare voce e parole agli autori fino a pochi anni fa celati dietro la cortina di ferro.
Da Berlino a Fiume, da Bucarest passando da Belgrado e Vladivostok per conoscerne storie e contraddizioni, normalità, quotidianità e stravaganze.
Che ci fa un omino rosso adagiato sulla stampante in piena notte? Perché irradia tutta quella luce? E poi perchè sa sempre cosa dire e non dire?

L’omuncoluccio del titolo compare all’improvviso nella vita di Laura, proprio mentre lei è innamorata persa di un tale Andrei, americano, conosciuto in una chat room dove ognuno dice la sua.
Laura è un’intellettuale seria, si illude di poter vivere di libri, di vedere pubblicata la sua opera, combatte contro le lolite sgomitatrici e illetterate e alla fine si arrende, si asserraglia in casa, si aliena al pc, si affaccia ogni tanto alla finestra per assistere a qualche ruberia per strada, aspetta che Andrei chiami, preferisce donare alla rete la sua storia quotidiana. In questo clima reso surreale dall’annichilimento riesce addirittura ad entrare nel mondo tutto particolare dell’Alazar.

Ed è a questo punto che si legge la bravura di Doina Rusti, nel creare mondi usciti dalle più vaste divagazioni oniriche che si possa immaginare. Personaggi che nella loro normalità sconvolgono, che non hanno senso compiuto ma che si lasciano leggere. Qualcuno ha parlato di Alice nel paese delle meraviglie, chi è riuscito a coglierne il potenziale angosciante e claustrofobico lo ritroverà di sicuro in questo romanzo straniante, nel nonsense delle situazioni. A volte si perde il filo tra le entrate e le uscite dall’universo alternativo dell’Alazar, che forse è lo scherzo di un hacker, forse un allucinazione da dipendenza da internet non si sa. Un romanzo consistente, con un pizzico di mistero che fino alla fine ottiene alla perfezione l’obiettivo di lasciare basito il lettore.

Doina Rusti, “L’omino rosso”, Nikita 2012
Giudizio: 2, 5 / 5 l’alienazione non è più quella di una volta
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SCELTO DA MAMMEONLINE
di Donatella Caione

“I LONDOSTANI” (di Gautan Malkami, Guanda)
I Londonstani sono i ragazzi indiani o pakistani di seconda o terza generazione. Paradossalmente spesso figli di genitori che sono più inglesizzati di loro, e rifiutano di rinunciare ad alcune loro tradizioni. In realtà il vero paradosso è che figli e genitori accettano o rifiutano una parte diversa del loro loro patrimonio di cultura e tradizioni. Insomma, un ingrediente in più che si aggiunge al conflitto genitori-figli.
Al di là poi del riflettere su quanto possa essere giusto mantenere alcune tradizioni, o una certa cultura dell’onore, quel che è interessante in questo libro è la valutazione diversa che a determinati aspetti di questa cultura dei giovani e dei loro genitori.
Mi piace molto poi il linguaggio gergale, reso molto bene in italiano, cosa immagino non facile.

LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI DELLA SETTIMANA (Libreria STILE LIBERO FOGGIA, pagina fb: qui)
1.John K. Tool, “La banda degli idioti”, Marcos y Marcos 2012
2. Marilu Oliva, “Mala suerte”, Elliot 2012
3. Ayar Pallavi, “L’incredibile storia di soia e tofu”, Einaudi 2012

LA CLASSIFICA DEI LIBRI PIU’ VENDUTI IN ITALIA (fonte: ibs.it)
1. Ken Follet, “L’inverno del mondo. The century trilogy vol.2”, Mondadori 2012
2. E. L. James,“Cinquanta sfumature di grigio”, Mondadori 2012
3. E. L. James,“Cinquanta sfumature di rosso”, Mondadori 2012
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BUON COMPLEANNO MAFALDA



PER SAPERNE DI PIU’
Quino, “Tutta Mafalda“, Bompiani
Quino, “Mafalda“, Bompiani
Quino, “Il mondo di Mafalda“, Bompiani

[In collaborazione con la Libreria StileLibero di Foggia]
Per consigli, precisazioni, indicazioni, suggerimenti, domande, curiosità, collaborazioni, dubbi, potete scrivere a macondolibri2010@gmail.com

Macondo – la città dei libri ultima modifica: 2012-09-29T09:48:48+00:00 da Redazione



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