Aveva 14 anni Giuseppe Bruno quando, nella notte dell’11 settembre 2022, aggredì un militare al quale aveva sottratto un bracciale d’oro e che lo aveva inseguito per chiedergli la restituzione del monile. Il giovane, oggi diciottenne, è stato riconosciuto colpevole dalla sezione minori della Corte d’Appello di Bari per i reati di rapina e tentato omicidio.
I giudici di secondo grado hanno ridotto la pena inflitta in primo grado, condannando Bruno a 6 anni e 2 mesi di reclusione. Il militare venne colpito da due fendenti, uno dei quali gli perforò il polmone.
Dopo averlo raggiunto, il soldato si era visto minacciare con un coltello. Bruno lo aveva avvertito: “se non vai via in tre secondi, ti accoltello”. Poco dopo aveva sferrato due coltellate, riuscendo a colpirlo all’altezza dell’ascella e provocandogli una grave lesione al polmone.
Bruno fu arrestato alcuni mesi dopo, il 21 marzo 2023. All’epoca, ancora minorenne, confessò le proprie responsabilità: “voglio ammettere le mie colpe del grave reato che ho fatto perché non è una cosa da niente, me ne rendo conto: mi pento di quello che ho fatto”.
La riduzione della pena in appello
La condanna di primo grado era stata pronunciata il 23 febbraio 2025 dal gup del Tribunale per i minorenni, al termine del giudizio abbreviato: Bruno era stato condannato a 7 anni, 8 mesi e 20 giorni.
In appello, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza. L’avvocata Manuela La Cava, invece, aveva sollecitato la derubricazione dell’accusa di tentato omicidio in lesioni e di quella di rapina in furto, chiedendo inoltre il minimo della pena.
La difesa ha annunciato il ricorso in Cassazione.
In precedenza, l’avvocata La Cava era riuscita a ottenere per il ragazzo la messa alla prova, con la sospensione del processo e l’inserimento in un percorso di recupero seguito da educatori e assistenti sociali, che prevedeva anche attività di volontariato.
Bruno aveva ottenuto la messa alla prova per due volte, ma in entrambe le occasioni aveva abbandonato il programma. Dopo la seconda violazione, il beneficio era stato revocato e si era proceduto con il processo, arrivato ora alla conferma della responsabilità in appello e alla riduzione della pena.
L’aggressione nella movida di Foggia
L’episodio risale alla notte dell’11 settembre 2022 ed è considerato uno degli episodi più gravi avvenuti durante la movida foggiana. Il militare, un ventiduenne libero dal servizio, venne aggredito in via Arpi, davanti a un locale.
Secondo la ricostruzione, tre minorenni si avvicinarono al soldato: uno lo colpì con un pugno, mentre un altro gli sottrasse il bracciale d’oro del valore di circa 2mila euro. I tre si diedero quindi alla fuga a piedi verso la zona dei Tre Archi.
Il militare inseguì Bruno e riuscì a raggiungerlo, chiedendogli di restituire il gioiello. Il ragazzo estrasse però un coltello e lo minacciò: “se non via via in tre secondi, ti accoltello”. Il primo fendente non andò a segno perché il militare riuscì a scansarsi. La seconda coltellata lo raggiunse invece all’ascella, perforandogli il polmone.
Nonostante la ferita e la perdita di sangue, il militare riuscì a disarmare il giovane, che fuggì a piedi. La vittima fu trasportata in ospedale e sottoposta d’urgenza a un intervento chirurgico per una lesione al polmone potenzialmente letale.
Le indagini portarono, il 21 marzo 2023, all’arresto di tre ragazzi sulla base di altrettante ordinanze del gip del Tribunale per i minorenni di Bari. Due di loro, accusati di concorso nella rapina, sono stati successivamente condannati in primo e secondo grado a 3 anni e 6 mesi ciascuno.
Per Bruno, invece, la condanna comprendeva anche il tentato omicidio del militare ed è stata ora ridotta in appello a 6 anni e 2 mesi.
Una nuova vicenda giudiziaria
Attualmente Bruno si trova nel carcere di Bari per un’altra vicenda giudiziaria. Il 25 marzo è stato fermato insieme ad altri tre foggiani con l’accusa di tentata estorsione aggravata dalla mafiosità ai danni di un commerciante.
L’accusa riguarda un episodio collegato al ferimento a colpi di arma da fuoco del commerciante, gambizzato il 14 marzo precedente, nell’ambito di un presunto ricatto per recuperare un orologio del valore di 160mila euro oggetto di una rapina.
Per questa vicenda, Bruno, il presunto boss emergente Daniele Barbaro, Ciro Spinelli e Luca Pompilio saranno processati dal 12 novembre al Tribunale di Foggia.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



