MONTE SANT’ANGELO, 29 settembre 2026 — La difesa della sanità pubblica e l’appello a fermare il riarmo si incontrano nel messaggio dell’arcivescovo Franco Moscone per la festa di San Michele Arcangelo. Dal Santuario di Monte Sant’Angelo, il presule pone al centro della propria riflessione la tutela della vita, contestando la riduzione dei servizi di emergenza a Manfredonia e chiedendo alle istituzioni di orientare le proprie scelte verso la pace e il bene comune.
L’intervento arriva in occasione della solenne celebrazione dedicata a San Michele, patrono della Polizia di Stato e custode spirituale del Gargano, alla presenza di autorità civili e militari e di numerosi pellegrini.
A suscitare la preoccupazione dell’arcivescovo è soprattutto la soppressione della seconda postazione del 118 e della relativa ambulanza a Manfredonia, che il comunicato diffuso dall’Arcidiocesi presenta come sancita da recenti disposizioni. Moscone esprime «profonda preoccupazione e sconcerto» per una scelta che, nella sua valutazione, indebolisce un presidio essenziale per la sicurezza dei cittadini.
Il richiamo riguarda il rapporto tra esigenze di bilancio e diritto alla salute. Per l’arcivescovo, la ricerca dell’equilibrio economico non può giustificare decisioni che riducano la capacità di soccorso del territorio. Privare una comunità di servizi sanitari di emergenza significa, sottolinea, compromettere uno degli strumenti fondamentali di protezione della vita.
Dalla vicenda locale, la riflessione si allarga alle scelte politiche italiane ed europee. Moscone denuncia quella che considera un’inversione delle priorità: mentre la sanità pubblica subisce tagli, risorse ed energie vengono destinate agli armamenti e al sostegno dei conflitti.
Nel messaggio vengono richiamate la guerra tra Ucraina e Russia, le crisi in Medio Oriente e nel Golfo, oltre agli scenari bellici che ricevono minore attenzione. L’arcivescovo cita anche il gruppo Leonardo nel passaggio dedicato agli interessi economici dell’industria delle armi. La sua critica investe una politica che, a suo giudizio, alimenta le guerre anziché costruire percorsi di soluzione attraverso il disarmo.
È nella figura di San Michele che Moscone individua il significato spirituale del proprio appello. Lo definisce un «guerriero disarmato e disarmante», associando la vittoria sul male alla capacità di sottrarre forza all’egoismo, alla sopraffazione e alla ricerca del profitto a ogni costo.
«Alla pace non esiste alcuna alternativa», afferma il presule. Il disarmo che invoca riguarda anche i cuori, i pensieri e le scelte quotidiane: gesti di fraternità e cura diventano così parte di una responsabilità che coinvolge istituzioni e comunità.
Dal Gargano arriva dunque una richiesta che unisce la protezione dei servizi sanitari alla costruzione della pace. Il messaggio dell’arcivescovo richiama chi governa e l’intera società al valore della vita, indicando nel perdono, nella misericordia e nel bene comune la direzione da seguire.




Siamo alla follia a Manfredonia! Ma così come si fa a lasciare un territorio enorme e tanti abitanti e tanta gente malata e anziani con una sola autoambulanza? Siamo già in una situazione drammatica per altri motivi, inflazione, caro, carburanti, trasporto extraurbani vergognosi, penuria di case in affitto, carenza di lavoro stabile questo case con prezzi capestro, tanti giovani fuggono da Manfredonia! Tutti dobbiamo lottare affinché questa città non muoia