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Manfredonia, cade gru in comparto Ca1: muore il tecnico montatore. Un conoscente: inesperienza

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
29 Ottobre 2009
Manfredonia //

cantiereManfredonia – ANCORA in corso gli accertamenti, al commissariato sipontino, per stabilire la reale dinamica dell’incidente che ha causato stamane il decesso di un titolare edile: Giuseppe de Cata, nativo di San Giovanni Rotondo, classe 1959, occupato da tempo in un cantiere, nel comparto CA1, in località Posta del Fosso.

L’incidente sarebbe avvenuto verso le ore 10, nell’area territoriale dinnanzi alla sede dello stesso commissariato. La zona, all’ingresso della località Siponto, porta infatti a nord verso lo stabilimento Silac, oggetto di recente di numerose opere di urbanizzazioni.

Sulla destra invece della stessa area vi sono altri cantieri edili, paralleli alla rotatoria a nord di viale di Vittorio. L’ingresso che porta verso il cantiere dove stamane è avvenuto l’incidente (comparto CA1) si trova sulla prima strada a destra, superato lo stabilimento Silac, a circa 400 metri dalla via principale (che conduce ad ovest verso un bar-ristorante e dei campi da tennis).

Secondo una ricostruzione, De Cata sarebbe morto a seguito di una caduta dei contrappesi in cemento dell’asta superiore (orizzontale) della gru di tipo edile, che hanno determinato il crollo della struttura praticamente su se stessa (generalmente la funzione di una gru è quella di sollevare o spostare merci e materiali, solitamente in presenza di dislivelli, barriere o ostacoli al suolo che rendono difficile o impossibile movimentarle in altro modo. Di solito si usano le gru per coprire distanze brevi, dato che  lo spostamento con mezzi di terra è più pratico, più veloce e meno rischioso. Oltre che nell’ambito edile, le gru si usano nei trasporti, nelle officine metalmeccaniche, nelle fabbriche. Sono insostituibili nel carico e scarico delle navi nei porti, nei cantieri edili e navali).

Come funziona pertanto una gru, quali soprattutto la possibile dinamica dell’incidente: la forma più semplice di gru è quella di una carrucola azionata a braccia, fissata in alto ad una trave, con un gancio all’altra estremità della corda in basso. Partendo da questa semplicissima struttura sono state create diversi tipi di gru: a bandiera, ad antenna, a torre, a portale, ovvero quelle inserite in un telaio, spesso a forma di “U” rovesciata, in grado di agganciare un carico dall’alto.

De Cata sarebbe morto durante le opere di smontaggio dei vari bulloni posti all’estremità posteriore del braccio orizzontale di una gru di colore grigio metallico, con parte finale in blu marino. L’uomo non avrebbe fatto in tempo neanche ad accorgersi dell’accaduto e sarebbe precipitato da una altezza di circa 10 metri.

Secondo una probabile ricostruzione dei fatti, De Cata era il tecnico adibito al montaggio/smontaggio della gru. Proprietaria invece dello strumento meccanico la ditta Sdanga Ciro di San Marco in Lamis. Impresa edile aggiudicataria dell’appalto dei lavori, nel comparto ca1 in località Posta del Fosso, la Uno b immobiliare srl, del rappresentante legale Salvatore Borgia.

Il cantiere sarebbe stato allestito da poco meno di un anno. De Cata era il titolare di una ditta di San Giovanni Rotondo dedita al montaggio/smontaggio di gru (Nuova TecnoGru), un’attività chel’uomo svolgeva da circa 7 mesi, dopo passate occupazioni in Germania.

L’uomo avrebbe caricato eccessivamente il carro della gru (“eccessiva zavorra”, in gergo), così sbilanciando l’asse dello strumento meccanico. “Un errore dettato dall’inesperienza – secondo un addetto del settore, che ha preferito conservare l’anonimato – o forse dall’eccessiva grandezza della gru“. In passato De Cata si sarebbe infatti occupato solo di gru di “piccole dimensioni”.

Sul posto, al momento dell’incidente, erano presenti altri uomini. Come altri uomini erano presenti a nord e a sud dell’area, dato che diversi sono i cantieri in costruzione nella zona. Per tutti si è trattato soltanto di una “disgrazia”.

Al momento gli agenti del commissariato stanno ascoltando alcune persone, per una versione ufficiale della dinamica dell’incidente. Il sostituto procuratore di Lucera, Antonio Laronga, ha aperto un´inchiesta sull´accaduto. Lauriola e i suoi uomini hanno interrogato gli operai presenti nel cantiere al momento della tragedia.

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