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Rapporto Caritas: oltre quattro milioni in Italia di cittadini stranieri regolari

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Ottobre 2009
Regione-Territorio //

oltreilmuro-liviosenegallesiRoma – OLTRE quattro milioni i cittadini stranieri che risiedono regolarmente in Italia. Quattro milioni e 330 mila persone, per l´esattezza. Che poi potrebbero diventare oltre quattro milioni e mezzo se si contassero anche le 300 mila persone tra badanti e colf regolarizzate a settembre. Il 7,2% della popolazione italiana. Uno straniero ogni 14 italiani. L´affluenza di stranieri nel 2008 è stata il doppio di quanto prevedeva l´Istat: circa 460 mila persone (+13,4%), tra ricongiungimenti familiari e uomini e donne in cerca di lavoro o in fuga da uno dei tanti inferni del mondo. Questo significa che mezzo milione di persone sono arrivate in Italia nonostante la crisi economica, la contrazione occupazionale, il pugno duro del governo Berlusconi e chissà quale altra sciagura. Questo significa, in sintesi, che non si sono fermati.

Il punto sul fenomeno migratorio lo possiamo fare grazie al tradizionale Dossier Caritas/Migrantes, giunto alla sua diciannovesima edizione e presentato lo scorso 28 ottobre. Un voluminoso e prezioso Rapporto dal quale si evince, come si scriveva sopra, che “anche nello scenario di crisi economica e occupazionale, delineatosi alla fine del 2008 e rafforzatosi nel corso del 2009, l´immigrazione non ha arrestato la sua crescita”. Forse anche perché – sottolineano i curatori del Rapporto – nonostante si ripeta “lo slogan di ‘aiutare gli immigrati a casa loro´, con l´intento di far passare per sagge politiche restrittive alle quali corrisponde il disimpegno sul piano degli aiuti”, le promesse dei paesi avanzati non sono state mantenute. E molti paesi ricchi “in particolare l´Italia, sono ben lontani dal devolvere per lo sviluppo lo 0,7% del Prodotto interno lordo, stabilito come obiettivo minimo a livello internazionale”.

Dal  rapporto: “i cittadini stranieri residenti erano 2.670.514 nel 2005 e sono risultati 3.891.295 alla fine del 2008, ma si arriva a circa 4.330.000 includendo anche le presenze regolari non ancora registrate in anagrafe. Incidono, quindi, tra il 6,5% (residenti) e il 7,2% (totale presenze regolari) sull´intera popolazione; ma il dato arriva al 10% se si fa riferimento alla sola classe dei più giovani (minori e giovani fino ai 39 anni)”.

Una progressione che mette l´Italia nella “scia della Spagna (oltre 5 milioni)” e non tanto distante dalla Germania (dove gli stranieri sono circa 7 milioni).

Il Rapporto avverte anche che “risulta fortemente attenuato il policentrismo delle provenienze, che per molti anni è stato una spiccata caratteristica dell´immigrazione italiana”. Il che significa: meno gruppi nazionali, e più consistenti. “Le prime 5 collettività – si legge infatti nel Rapporto Caritas/Migrantes – superano la metà dell´intera presenza (800 mila romeni, 440 mila albanesi, 400 mila marocchini, 170 mila cinesi e 150 mila ucraini)”.

A livello territoriale il Centro (25,1%) e il Meridione (12,8%) sono molto distanziati dal Nord quanto a numero di residenti stranieri (62,1%), così come il Lazio (11,6%) lo è dalla Lombardia (23,3%), tra l´altro preceduto, seppure di poco, dal Veneto (11,7%).

Nel 2008 gli occupati stranieri sono stati 200 mila in più, e un milione di loro è iscritto ai sindacati (vedi l´approfondimento su immigrati e lavoro)

La domanda di occupazione e l´evoluzione demografica spiegano la crescita degli stranieri, mentre il Rapporto sottolinea come gli sbarchi sulle nostre coste abbiano influito “in misura veramente minima”, pari a meno dell´1% della presenza regolare. “Nel 2008 sono state 36.951 le persone sbarcate sulle coste italiane, 17.880 i rimpatri forzati, 10.539 gli stranieri transitati nei centri di identificazione ed espulsione e 6.358 quelli respinti alle frontiere. Non si tratta neppure di un cinquantesimo rispetto alla presenza di immigrati regolari in Italia – sottolineano i curatori del Rapporto -, eppure il contrasto dei flussi irregolari ha monopolizzato l´attenzione dell´opinione pubblica e le decisioni politiche; tanto più che il rapporto tra allontanati e intercettati è di 34 ogni 100 (il più basso dal 2004) e si registra una crescente confusione tra immigrati ‘clandestini´, irregolari, richiedenti asilo e persone aventi diritto alla protezione umanitaria”.

Più di un quinto della popolazione straniera è costituito da minori (862.453), 5 punti percentuali in più rispetto a quanto avviene tra gli italiani (22% contro 16,7%). L´età media degli stranieri è di 31 anni, contro i 43 degli italiani. Tra i cittadini stranieri gli ultrasessantacinquenni sono solo il 2%. “L´immigrazione – sottolinea il Rapporto – è dunque anche una ricchezza demografica per la popolazione italiana, che va incontro al futuro con un tasso di invecchiamento accentuato; e lo è specialmente per i Comuni con meno di 5.000 abitanti, molti dei quali senza questo supporto sarebbero in prospettiva a rischio di spopolamento”.

Gli alunni figli di genitori stranieri, nell´anno scolastico 2008/2009, sono saliti a 628.937 su un totale di 8.943.796 iscritti, per un´incidenza del 7%. L´incidenza più elevata si registra nelle scuole elementari (8,3%) e, a livello regionale, in Emilia Romagna e in Umbria, dove viene superato il 12%, mentre si scende al 2% al Sud e nelle Isole.

Molto diversa, invece, la situazione nelle università italiane: negli atenei dello Stivale è straniero solo uno studente su 35. (fonte: rassegna.it)

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