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C’è Aria (democratica) nuova a Cerignola

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Ottobre 2010
Politica //

Dario Franceschini, coordinatore Nazionale A.D.
Cerignola – NON sarà l’ennesimo tentativo di nettare, all’interno, i confini tra correnti, posizioni, postazioni. Le battaglie campali del congresso sono alle spalle. Paolo contro Aldo, Aldo contro Paolo; Guglielmo contro Michele contro Sergio. Amici in guerra, collaboratori-oppositori, sfide a suon di tessere. Vere o presunte. Accuse, scambi di ingiurie, battibecchi, folle da un lato e militanti dall’altro. Caporali a mettere i punti, patti, spartizioni, giochi di potere. Nasce Area Democratica, a Cerignola. Nasce a strascico concluso. E nasce per mettere insieme un gruppo che, insieme, già lo è. Senza, di contro, andare ad incidere nella carne molle del ventre piddino. Organizzazione sì, sconvolgimento no.

LE DIFFICOLTA’ – Tanto più adesso che l’imperativo è serrare le file e tirare la carrozza alla meno peggio. Tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani è scoppiata la pace anche per sottolineare questa urgenza. Insomma, c’è bisogno di uomini di fatica. Indipendentemente dal ruolo all’interno dello scacchiere di Via Nazionale. Ogni iniziativa non centrifuga e tesa ad unire è ben accetta, quindi. Tanto più perché, le amministrative dell’ultimo biennio, hanno palesato un ritardo di condizione del partito rispetto alle postazioni locali. Laddove la sinistra aveva la forza, ora pecca in consensi. E, finanche nelle tradizionali regioni rosse, Lega e PdL da un lato e SeL dall’altro, stanno minando il terreno elettorale pd.

CERIGNOLA – Cerignola ne è un chiaro esempio. Eccettuato lo strapotere di Elena Gentile, il partito di Paolo Campo giace a letto con un febbrone da cavallo da cui non riesce a guarire. Sconfitto alle comunali, si è scoperto fragile e debole, dopo la parentesi di governo aperta e chiusa da Matteo Valentino. “Dobbiamo ripartire da qui – ammette a Stato Tonino Lapollo, coordinatore Ad nel centro divittoriano –, dalla sconfitta. E, nella sconfitta costruire qualcosa di nuovo, di sano, di robusto e duraturo”. Guai a metter su un partito parcellizzato in piccoli frammenti personalistici. Guai a ricascare negli stessi errori. Ed anche se errare è umano e perseverare è, spesso, pd, è il momento di virare per la strada più sicura. “La nostra area ha ottenuto, in sede congressuale, oltre il 40%”, ricorda Lapollo. Ma “basta appellarsi alle cifre”. E, soprattutto, vivere di passato e di ricordi. “Abbiamo aperto un cantiere. Messo mano ad un progetto, che è organico al Partito Democratico”, e che “non nasce in contrapposizione con chicchessia”. Un’affermazione che dissipa, preventivamente, le nebbie di un’opposizione cittadina nei confronti della Gentile. “Non esiste”, ribatte Lapollo. “Con Elena siamo insieme, un solo partito”.

NOMI SOTTO SILENZIO – Top secret, per ora, sui nomi degli aderenti alla componente centrista del Pd. “Siamo in una fase delicata. Molti nutrono stima per Franceschini e per noi, ma stiamo ancora discutendo”. Come in ogni transizione, prevalgono riserbo e cautela. L’unico nome certo è quello del consigliere provinciale Rino Pezzano, vicinissimo, come d’altronde Lapollo, a Dario Franceschini e Franco Marini. Marini che, preceduto dalla senatrice Patrizia Pinotti, sarà a Cerignola il mese prossimo per benedire il progetto.

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