Finito sotto processo e giudicato dal Tribunale di Pescara

A processo per un presunto furto di “22 euro”, assolto ferroviere del Foggiano

Il trasgressore sosteneva di aver pagato una cifra superiore ovvero 30 euro e per cui era stato derubato di 22 euro


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Vi è molto da dire sulla lentezza della macchina giudiziaria del nostro Paese, dei processi che inevitabilmente finiscono in un nulla di fatto ovvero nella prescrizione – e quindi nell’estinzione del reato -, sia perché lo Stato non riesce a celebrare tutti i processi, sia poiché il nostro sistema giustizia è sempre più ingolfato di procedimenti che le esigue risorse dell’apparato non possono affrontare con la dovuta solerzia che meritano.

Eppure se tutto ciò ha un fondamento, di contro sovente a rendere inefficiente i tribunali concorrono veri e propri scartafacci giudiziari che hanno davvero dell’incredibile.

La storia di un ferroviere della provincia di Foggia, L. A., sessantenne, finito sotto processo e giudicato dal Tribunale di Pescara, è uno dei predetti emblematici casi che tracimano nell’assurdo e impegnano gli operatori del diritto in esasperate quanto faticose controversie che si svelano inutili e soprattutto dannose.

Tutto inizia nell’aprile del 2015 quando il controllore in servizio sul treno Trenitalia Termoli-Pescara rilevava che un passeggero era senza biglietto e per venire in contro allo stesso, così come far recuperare il costo del titolo di viaggio di 15 euro alla propria società, emetteva un biglietto di cambio treno di 8 euro, l’unico da poter stampare a bordo di un treno senza emettere una sanzione. Da qui l’accusa, trasformatasi in denuncia, del trasgressore, il quale invece sosteneva di aver pagato una cifra superiore ovvero 30 euro e per cui era stato derubato di 22 euro.

A tale notizia di reato la Procura di Pescara formulava in data 02.05.2015 richiesta di archiviazione “perché il fatto non sussiste”.

Tuttavia di diverso avviso era il Giudice per le indagini preliminari che fissava, 12.11.2015 una prima udienza per decidere in merito alla richiesta di archiviazione avanzata.

 

L'avvocato del foro di Foggia Pierpaolo Fischetti

L’avvocato del foro di Foggia Pierpaolo Fischetti

Successivamente il Gip disponeva l’imputazione coatta per l’indagato e per cui la Procura di Pescara era obbligata a richiedere per il ferroviere, in data 15.11.2016 il rinvio a giudizio con l’accusa grave di peculato (da quattro a dieci anni e sei mesi di reclusione).

Sicché veniva celebrata l’11.04.2017 l’udienza preliminare, dove il difensore dell’imputato, avv. Pierpaolo Fischetti, nel dolersi delle imprecise ed errate indagini svolte a carico del suo assistito, eccepiva la nullità di tutti i verbali di perquisizione e di sequestro operati sino ad allora.

Ciononostante, il nuovo Giudice (il secondo) della udienza preliminare, Gup, pur rilevando la fondatezza della eccezione difensiva, e quindi accogliendola, disponeva il rinvio a giudizio del ferroviere e questa volta dinanzi al Tribunale in composizione collegiale (altri tre giudici: 5 in tutto dall’inizio), di Pescara.

Non solo: dopo ben 6 udienze sino alla data del 28.11.2018, ed una consulenza tecnica di parte su una conversazione trascritta in maniera frettolosa dalla Polizia ferroviaria, i giudici chiamati a decidere su una presunta appropriazione di 22 euro, hanno assolto l’imputato perché “il fatto non sussiste”.

Sul senso di tale vicenda avrà modo nel futuro di interrogarsi il suo povero protagonista, nel frattempo andato in pensione.


Pierpaolo Fischetti
Avvocato

A processo per un presunto furto di “22 euro”, assolto ferroviere del Foggiano ultima modifica: 2018-11-29T21:22:14+00:00 da Redazione



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