"A un certo punto lo Stato interviene"

Bolzoni “Con la strage di San Marco i criminali si sono fregati da soli”

"Forse non abbiamo capito come si è evoluta la mafia in Italia. Quando la mafia non si manifesta, quando la mafia non spara, oggi la devi cercare"


Di:

Foggia. 29 gennaio 18. “Di mafie in Italia ne abbiamo tantissime, purtroppo. Ma di una piccola mafia come quella presente su questo territorio non si era mai parlato. Lo Stato Italiano ha risorse infinite. Posso immaginare che questo dirotti tali risorse dove si presenta un’emergenza. Ritengo però che sia stata data priorità ad altre emergenze. Tuttavia, con i fatti del 9 agosto 2017 [accaduti nel Gargano, ndr.] i criminali della mafia garganica si sono fregati da soli perché ad un certo punto lo Stato interviene. E quando lo Stato interviene non ce n’è per nessuno“.

Queste parole, tra le varie significative pronunciate dal giornalista Attilio Bolzoni all’Ubik di Foggia, nel corso della presentazione del suo libro “La mafia dopo le stragi – cosa e come è cambiata dal 1992“.

Gremita la sala della libreria foggiana. Tutti i presenti, a rappresentare il mondo dei giovani ma anche quello degli adulti, hanno mostrato un interesse vivo.

Attilio Bolzoni risulta essere tra i massimi esperti di mafia in Italia e scrive per il quotidiano “la Repubblica”.

Sua l’idea del blog “Mafie” sul portale di repubblica.it a cui è seguita il progetto della pubblicazione di ben sei volumi, editi da “Melampo editore” primo dei quali proprio il testo presentato presso Ubik.

Nel blog Bolzoni ha curato un percorso narrativo fatto di testimonianze e resoconti firmati da esponenti delle Istituzioni quali magistrati, giornalisti, docenti e scrittori. Nel corso di un anno questi hanno contribuito alla conoscenza dei diversi fenomeni criminali presenti in Italia.

Un’intera sezione è stata dedicata nel blog anche alla mafia del Gargano. Recenti sono gli interventi sul blog dell’ex capo della squadra mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini, dell’ex questore Piernicola Silvis e dell’avvocato Michele Vaira (tutti presenti in sala) attraverso i quali Bolzoni ha potuto avere cognizione della ferocia che da anni caratterizza le organizzazioni criminali di Capitanata. Tatiana Bellizzi, giornalista foggiana, ha coordinato i racconti afferenti tale sezione.

La presenza a Foggia del giornalista Bolzoni è stata voluta dall’Ufficio Diocesano per la Scuola e l’Università, in collaborazione con Unione Giuristi Cattolici di Foggia, Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e Consulta provinciale degli studenti e rientra nella serie di iniziative in preparazione alla Giornata contro le mafie che si terrà a Foggia il 21 marzo 2018.

La giornalista e docente Monica Gigante e la giornalista Tatiana Bellizzi hanno moderato l’incontro.

“Forse non abbiamo capito come si è evoluta la mafia in Italia. Quando la mafia non si manifesta, quando la mafia non spara, oggi la devi cercare. Ed è difficile trovarla.

L’Antimafia è rimasta un po’ indietro riguardo a questo, a mio avviso. Noto poco studio, pochi ragionamenti” dice ancora Bolzoni “Ho cercato testimonianze per approfondire cosa è successo dal 23 maggio 1992 [data della cd. Strage di Capaci in cui perse la vita il giudice Falcone, ndr.] in poi.

Il Blog è nato dopo quell’attentato ed è rivolto principalmente ai giovani.” E ancora “L’Agenzia delle Confische non funziona. C’è il sospetto – io ce l’ho – che qualcuno non vuole che funzioni.” E poi “Da Roma in su i giornalisti vengono minacciati oggi più di quelli del Sud. Si apre così il capitolo delle mafie del Nord in Piemonte, in Liguria, in Lombardia. E mi piacerebbe parlare anche di Roma dove, secondo me, non c’è una sola mafia, ma ce ne sono tante. Questo nei prossimi volumi. Come mi piacerebbe parlare anche della Chiesa che, a mio avviso, non ha una sola faccia; delle carceri; dei porti”.

A cura di Daniela Iannuzzi
Redazione StatoQuotidiano.it

Bolzoni “Con la strage di San Marco i criminali si sono fregati da soli” ultima modifica: 2018-01-30T09:00:15+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Share This