Manfredonia
"L’ospedale è a pochi passi da qui, eppure l’ambulanza non arrivava"

“Una Manfredonia che ha funzionato”: quando il defibrillatore salva una vita

"In giro si dice che qui io abbia assunto sostanze particolari per l’attività fisica… ma non è vero"


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Manfredonia, 30 gennaio 2018. Tra le tante notizie tristi che infestano i nostri media oggi, le storie a lieto fine sono quelle che fanno meno scalpore e cadono nell’indifferenza generale o, nei peggiori dei casi, sono guardate con sospetto dalla collettività. È per questo che i protagonisti di questa storia hanno deciso di raccontare la propria esperienza, uniti dallo stesso scopo: sensibilizzare tutti su un tema importante quale la salvaguardia della salute e, nello specifico, nell’utilizzo del defibrillatore.

«Adesso che il peggio è passato, possiamo raccontare quello che è successo»:a parlare è Giuseppe Troiano, anello iniziale di una lunga catena cominciata cinque anni fa, quando questi ha venduto al titolare della palestra Sport Village di Manfredonia un defibrillatore chiamato DefibTech. Una catena che ha portato al soccorso di Attilio, 45 anni, padre di due figli. Una mattina di ottobre, recatosi in palestra, il protagonista di questa vicenda è stato colpito da un improvviso malore: si è trattato di fibrillazione ventricolare, un caso di arresto cardiaco che colpisce 60.000 persone all’anno.

«In giro per Manfredonia si dice che qui io abbia assunto sostanze particolari per l’attività fisica… ma non è vero: ero iscritto in palestra da pochissimo. Se sono vivo oggi è merito di chi ha saputo soccorrermi e soprattutto del defibrillatore presente nella struttura»: non solo fortuna, ma soprattutto un esempio di efficienza, quella raccontata dall’uomo vittima del malore.

A salvarlo, infatti, è stato Matteo Borgia, OSS e volontario del Corpo militare della Croce Rossa Italiana, che con il massaggio cardiaco e l’uso del defibrillatore è riuscito ad evitare il peggio.

«L’ospedale è a pochi passi da qui, eppure l’ambulanza non arrivava. Abbiamo dovuto aspettare che ne arrivasse una da Mattinata.» L’uomo, dopo essere stato trasferito nel reparto di Cardiologia di Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, ha subito un delicato intervento (5 bypass, un defibrillatore interno) e oggi sta bene. Il caso ha destato particolare interesse dei medici, in particolare del dottor Di Stolfo Giuseppe, per aver avuto a disposizione i dati precisi calcolati dal defibrillatore sulla condizione del paziente. L’uomo racconta di ricordare pochissimo di quel giorno: si trovava sul tapis roulant, poi il vuoto. La fortuna di essere circondato da tante persone e soprattutto la presenza di un esperto che ha saputo gestire il caos, unite ovviamente alle strumentazioni presenti, hanno fatto sì che la tragedia venisse solamente sfiorata.

«Dopo quello che è successo, il nostro obiettivo è diffondere quanto successo principalmente per una causa sociale: vogliamo dire a tutti che l’uso del defibrillatore salva le vite, e Attilio ne è testimone diretto. Quando succede una tragedia, ad esempio nel calcio, perché mancano i defibrillatori nelle strutture sportive, subito si diffonde la notizie e si grida all’inefficienza. È giusto raccontare invece questa storia, una Manfredonia che ha funzionato. »

A cura di Carmen Palma
Redazione StatoQuotidiano.it

“Una Manfredonia che ha funzionato”: quando il defibrillatore salva una vita ultima modifica: 2018-01-30T12:59:26+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Donata

    Ma perché l’Asl non mette un’altra ambulanza del 118 a Manfredonia, Cerignola e San Severo? Per legge ogni 20.0000 dovrebbe esserci un’ ambulanza del 118! Ma dove viviamo e chi ci comanda? Ribbelliamoci


  • ezio

    COMPLIMENTI.
    UN’ATTENZIONE ANDREBBE FATTA ANCHE ALL’USO DELLE CHIAMATE 118,
    SE L’INDISPONIBILITA’ DELL’AMBULANZA FOSSE LA CONSEGUENZA DELL’USO IMPROPRIO O SE NE FOSSE FATTO ABUSO, ANDREBBE PERSEGUITO PENALMENTE IL CHIAMANTE.


  • cittadino

    Devono prendere vigore i calci in …..


  • Alfredox

    Non è la prima volta che si sente dire che l’ autombulanza deve venire da Mattinata.
    Bisognerebbe prevenire, come si vuole dire, che qualche infartuario paghi per colpe non sue, e denunciare il responsabile amministrativo sanitario, che forse non prevede la disgrazia di qualsiasi malcapitato.
    I cittadini di Manfredonia pagano le stesse tasse sulla sanità di quelli degli altri Comuni, dove sono concentrati dai 4 a 6 ospedali, con decine di autombulanze sul posto.


  • Giuseppe

    Scusante ci stiamo dimenticando di dire
    un grande grazie a Sport Village che aveva a disposizione il defibrillatore,un grazie a Matteo Borgia. Forza Attilio


  • cittadino

    Potrebbero essere di ausilio anche le automediche che sicuramente costano meno con medico ed ausili utili per far fronte all’immediato soccorso. Razionalizzare la spesa ma sempre garantire l’intervento.


  • Salvatore Manfredi

    La cosa davvero importante e che, evidentemente, è necessario rimarcare è che la presenza del DAE (Defibrillatore semi Automatico Esterno, uno strumento davvero semplicissimo da usare tanto che il corso di abilitazione dura poche ore), è obbligatoria, dall’agosto dello scorso anno (2017) in tutte le strutture in cui si svolga attività sportiva (palestre, piscine, campi di calcio e calcetto, ecc.), in applicazione del cosiddetto Decreto Balduzzi. Voglio sperare che almeno in questo non ci siano dubbi o ridicoli scarichi di responsabilità. In caso di arresto cardiaco la percentuale di successo nelle manovre rianimative senza DAE si aggira intorno al 4-5 %. Con lo strumento a disposizione si può arrivare al 54-56 %!!! Non mi pare poco. La scusa della spesa necessaria non regge: l’acquisto del DAE è, in moltissimi casi, detraibile al 140 %!!!! Diamoci tutti da fare. Una enorme pacca sulla spalla a Matteo Borgia da un Ufficiale Medico del Corpo Militare della Croce Rossa.


  • Nullo

    Ottimo intervento Salvatore Manfredi, condivido pienamente


  • Michele

    Una medaglia all’ufficiale medico del Corpo Militare della Croce Rossa e gia’ che siamo anche al fratello
    Medaglie a go go

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