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La Consulta blocca “l’energia verde” della Puglia


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Immagine tratta da www.ecoo.it

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Manfredonia – UNA sentenza della Corte Costituzionale, depositata pochi giorni fa, ha, di fatto, bocciato la Legge regionale 31/08 della regione Puglia in materia di installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili. La norma ha bloccato, di conseguenza, la realizzazione di impianti fotovoltaici in determinate parti del territorio regionale, precisamente nelle zone agricole considerate di particolare pregio (anche individuate dai Comuni con delibera consiliare), nei siti della Rete Natura 2000 (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale), nelle aree protette nazionali e in quelle regionali, nelle oasi regionali e nelle zone umide tutelate a livello internazionale. Inoltre in Puglia era possibile, grazie alle deroghe contenute nella L. 31/08, costruire impianti fotovoltaici, eolici e biomasse ricorrendo alla sola DIA. In origine la legge regionale prevedeva che la semplificazione delle richieste fosse adottabile solo per quegli impianti che rientravano entro certi limiti: 60 kW per l’eolico, 20kW per il fotovoltaico, 200 kW per la biomassa. Dopo le deroghe i limiti furono spostati a 1 MW per tutti gli impianti.

LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE – Secondo quanto riportato dalla Consulta “pur non trascurandosi la rilevanza che, in relazione agli impianti che utilizzano fonti rinnovabili, riveste la tutela dell’ambiente e del paesaggio, occorre riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali

BUSINESS INARRESTABILE: L’esecutivo dell’Unione Europea, nel frattempo ha stabilito in questi giorni che entro il 2020 il 20 per cento del consumo energetico totale sarà costituito da energie rinnovabili. Tra i paesi virtuosi vi sono la Slovenia, la Grecia, la Romania e la Bulgaria, che rispetteranno i rispettivi target nazionali. Cinque paesi membri, compresa l’Italia, tuttavia, riusciranno a raggiungere il loro obiettivo solo facendo ricorso a importazioni di energia verde (sole, vento e biomasse) da Stati terzi.

IN PUGLIA, secondo quanto comunicato dal governo italiano, sarebbe già stata ottenuta l’autorizzazione per la costruzione di un’interconnessione, di una capacità di cinquecento megawatt, tra Brindisi a Valona. Un secondo progetto da mille megawatt, appena avviato, collegherà Manfredonia, in provincia di Foggia, a Kalmet, a nord di Tirana. Un terzo cavo da cinquecento megawatt, infine, unirà Casamassima, in Puglia, a Durazzo. In totale queste tre interconnessioni permetterebbero all’Italia di importare, a partire dal 2016, circa tre terawatt di elettricità prodotta da fonti rinnovabili, equivalenti a 0,258 Mtep annui. Tra le Province ‘100 per cento rinnovabili elettriche’ figura anche Foggia, con 13.716,02 KW di fotovoltaico, 893.970 di eolico e 1.070 di biogas. I Comuni con il più alto numero di MW installati di eolico sono tutti pugliesi: quello con la maggiore potenza installata è Troia (Fg), con i suoi 171,9 MW; seguito da Minervino Murge (BT) con 116,4 MW e da Sant’Agata di Puglia (Fg) con 97,2 MW. Tra i 192 i Comuni ‘autosufficienti’, cioè che producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti, c’è Lecce con 36 MW di impianti eolici e 3,5 MW di fotovoltaico che permettono di produrre energia elettrica per il fabbisogno di circa 31mila famiglie, pari al 111 per cento.

CONCLUSIONI – La norma della Corte Costituzionale ha posto, di fatto, un serio vincolo alla diffusione di fonti energiche di scarso impatto ambientali, dopo che l’introduzione del nucleare nel regione Puglia è stata bloccata dal governo centrale poiché percepita, dalla politica, come “troppo impopolare”. Questo avviene nel momento di maggiore incentivo alle energie rinnovabili da parte dell’Unione Europea. Incentivo che porterà anche l’Italia a importare energia dall’estero e costruire relativi mezzi di interconnessioni. Molte associazioni ambientaliste hanno evidenziato, inoltre, come le limitazioni imposte dalla sentenza della Corte siano “sproporzionate” rispetto a quelle adottate per l’istallazione di impianti con impatto inquinante ben più consistente. “Con la legge regionale 31/08, d’altronde, la Puglia stava per diventare l’El Dorado delle rinnovabili in Europa- commenta Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti- Un rischio troppo grande per la conservatrice Italia, ancora affezionata alle vecchie abitudini, troppo indaffarata ad inquinare i fiumi e ad imbottire i sui campi di rifiuti”.

La Consulta blocca “l’energia verde” della Puglia ultima modifica: 2010-03-30T22:33:21+00:00 da Agostino del Vecchio



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