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Nichi: stop all’eolico, si passa al fotovoltaico. Blocco della Consulta

AUTORE:
Agostino del Vecchio
PUBBLICATO IL:
30 Aprile 2010
Lavoro //

Il Governatore della Puglia Nichi Vendola (puglianews.org)
Il Governatore della Puglia Nichi Vendola (puglianews.org)
Manfredonia – INTERVENENDO all’inaugurazione della 61esima Fiera internazionale dell’Agricoltura di Foggia, il riconfermato governatore della Puglia Nichi Vendola si è chiesto come si faccia a pensare che “il petrolio in Adriatico sia una risorsa, quasi fossimo tornati alla ricerca dell’Eldorado dell’800”. Ma ha anche aggiunto che “la Puglia ha già raggiunto livelli d’eccellenza nelle energie rinnovabili, è ora che i campi restino alle colture: ci sono da solarizzare le città, con i loro edifici pubblici, i condomini privati, le aree di parcheggio, gli ipermercati, le pensiline dei benzinai. Il mio sogno è che un giorno ospedali e scuole non debbano più pagare la bolletta”.

ENEFICI E POSTI DI LAVORO – Secondo il primo Irex Annual Report “L’industria italiana delle rinnovabili, tra convenienza aziendale e politiche di sistema”, messo a punto da Althesys e presentato mercoledì scorso a Milano alla Camera di commercio fino al 2020 è previsto un beneficio netto per l’Italia compreso tra 23,6 e 27 miliardi di euro, con 86mila nuovi posti di lavoro. Si aggiunga anche che l’indice Irex, che traccia l’andamento delle società che trattano le rinnovabili quotate alla Borsa Italiana, evidenzia infatti performance superiori al mercato in generale e, nonostante la limitata capitalizzazione, una maggior stabilità rispetto al petrolio.

UN QUARTO DELL’ENERGIA TOTALE E’ PUGLIESE – La Puglia si riconferma la prima regione in Italia per potenza generata da impianti eolici istallati su tutto il territorio. Il 31 dicembre 2009 Terna ha stimato in 1158 MegaVoltAmpere (MVA), la potenza eolica istallata in tutta la regione. La provincia di Foggia si è dimostrata la più virtuosa in assoluto. Un dato ancora più importante considerato che la potenza totale sviluppata da tutti gli altri impianti eolici italiani, sempre alla stessa data, è stata pari a 4880 MVA. Il report di Legambiente conferma poi che la provincia italiana che, ha saputo investire più di tutte con successo nell’eolico è stata quella di Foggia, con 9 comuni eolici “virtuosi” su 50, che da soli producono circa 686,9 MW.

FOGGIA PRIMA – Questa provincia si è poi distinta anche per alcune nuove buone pratiche nel campo dell’eolico. A segnalarlo sempre il rapporto “Comuni Rinnovabili” 2010, in cui vengono riportati gli esempi seguiti dai comuni di Poggio Imperiale e Candela. Nel primo comune sono state installate 15 turbine da 2MW, ciascuna in un’area di pianura accanto all’autostrada e alla linea ferroviaria adriatica. La particolarità di quest’impianto sta proprio nella sua connessione alla linea elettrica delle Ferrovie dello Stato. Nel comune di Candela, invece, l’amministrazione ha dato il via libera all’investimento delle royalties derivanti dagli impianti istallati per promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici per edifici privati e pubblici e per finanziare altri progetti di innovazione e valorizzazione ambientale, come l’adozione di lampade a basso consumo, l’ampliamento delle zone di raccolta differenziata, la realizzazione di nuove aree verdi oltre all’acquisto di impianti a Gpl e metano per le automobili dell’Amministrazione e per quelle private. L’eolico richiama capitali privati, crea posti di lavoro, è una fonte energetica rinnovabile e sicura, incentivata profumatamente dell’Unione Europea.

TUTTI CONTENTI? NON PROPRIO – Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le critiche verso l’eolico ed il fotovoltaico mosse, paradossalmente, anche da alcune associazioni ambientaliste, specie nel territorio del Salento. “Sembra assurdo ma una tecnologia utile e da favorire come l’energia fotovoltaica, assecondata da leggi regionali deregolanti e carenti di indicazioni come è il P.E.A.R. varato dalla Regione Puglia, ha dato il via ad una forsennata corsa verso attività speculative a discapito dell’agricoltura e dell’allevamento locali, distruggendo tragicamente flora, fauna e paesaggio, ma questo è quanto sta succedendo in molti paesi del leccese” (Lettera dell’Ass. Cult. “Nuova Messapia”).

CONCLUSIONI – Tra le critiche mosse contro le energie rinnovabili, le più comuni riguardano il fatto che, soprattutto l’eolico, “deturperebbe” il paesaggio senza portare veri vantaggi pratici nella bolletta energetica dei cittadini interessati. In più una recente sentenza della Corte Costituzionale ha, di fatto, bloccato la realizzazione di impianti fotovoltaici in determinate parti del territorio regionale, precisamente nelle zone agricole considerate di particolare pregio. Nel frattempo le strenne degli incentivi statali per l’installazione di centrali nucleari potrebbero lusingare qualche amministrazione locale pugliese.

2 commenti su "Nichi: stop all’eolico, si passa al fotovoltaico. Blocco della Consulta"

  1. Stop all’eolico, si passa al fotovoltaico?

    Di Vendola, osannato politico nulla da dire, se non complimentarmi per la sua dialettica.

    Ma la dialettica, non deve farci dimenticare il senso delle sue dichiarazioni:
    “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioé del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione”.

    La dialettica, non raramente nasconde verità scomode.

    STIPENDIO leggo 24.619.94 euro!
    Dal CANNOCCHIALE l’articolo:
    Nikki Vendola il re degli sprechi…alla faccia dei gonzi che l’hanno votato.

    Ha aumentato stipendi annui rispetto alla precedente legislatura, aumentando gli assessori al numero massimo dello statuto, elevato al numero massimo le commissioni consiliari, pari al numero delle liste che lo sostenevano alle regionali.

    Gli stipendi dei Consiglieri Regionali sono i più alti d’Italia: il doppio di un parlamentare.

    Ovviamente aumentata del 140%(da 50’ooo a 120’000) la liquidazione di fine mandato.

    Ma affrontiamo il “TEMA” dell’articolo.

    Dunque.
    Sono 62 le centrali nucleari sui nostri confini, entro duecento km..

    In Europa sono attive 196 centrali nucleari (per un totale di oltre 170.000 megawatt), 12 attualmente in costruzione.

    In Nord America sono 124 e nel continente asiatico 110 (29 in via di realizzazione).
    Infine 4 in Sudamerica e 2 in Africa.

    COSA COSTA L’ENERGIA?

    Riferimento prezzi anno 2005
    http://www.qualenergia.it/UserFiles/Files/El_Co_Zorzoli_prezzi%20elettrici.pdf

    Italia
    7 MWh/anno*132 €/MWh=924 €/anno

    Francia
    7 MWh/anno*68 €/MWh=476 €/anno

    Germania
    7 MWh/anno*115 €/MWh=805 €/anno

    L’Italia ha il più altro prezzo finale dell’energia elettrica delle utenze domestiche fra tutti i paesi europei.

    In Italia, diverse amministrazioni locali, stanno predisponendosi ad installare impianti fotovoltaici per la produzione elettrica.

    Vendola in testa, come vediamo.

    Inutilità tecnica e disastro economico?
    Nessuna potenza installata fotovoltaica potrà sostituire alcuna potenza convenzionale.

    Serve, in media, una potenza di 40 GW elettrici e, nelle ore di picco, arriva ad assorbirne anche 60 GW, che devono essere disponibili, tutti, pena blackout.

    GW disponibili, grazie alla potenza elettrica convenzionale installata, sia essa a gas, a carbone, idroelettrica o nucleare (installata, quest’ultima, Oltralpe).

    Nulla vieta l’apertura di un impianto da 1 GW a carbone e la chiusura di un analogo impianto a gas.

    Ma non è possibile sostituirli con fonti “ALTERNATIVE” solare o eolico che siano.

    Di notte certo il fotovoltaico non produce e la variabilità dell’insolazione, così come per l’eolico vincolato alle bizze del vento, impone che di essi non se ne tenga alcun conto, come se non ci fossero.

    Esaminiamo ora il disastro economicamente, installare un impianto convenzionale che eroghi 1 GW-anno all’anno di energia elettrica costa €1/3 miliardi, secondo la tipologia.

    Un impianto fotovoltaico di pari capacità produttiva richiede un impegno economico superiore a €50 miliardi!

    Economicamente, la tecnologia fotovoltaica, è fallimentare.

    Ma anche quantitativamente, il suo contributo alla produzione elettrica mondiale è inferiore allo 0.001%.

    Grazie al “Conto-energia”, PAGHIAMO, fino a 48 c€ il kWh fotovoltaico.

    “OTTO” volte il prezzo di mercato ?

    Il kWh è quotato circa 6 c€ alla Borsa elettrica).

    Naturalmente il costo è spalmato – grazie al Conto-energia –su tutti i contribuenti, contribuendo essa ad elevare il costo dell’energia elettrica che, nel nostro Paese, è già il più elevato del mondo.

    Incidendo negativamente sulla occupazione quanto sulla stabilità delle aziende più energivore.

    Non bastasse questo, molte amministrazioni locali sovvenzionano con fino al 20% il costo degli stessi impianti.

    Le stesse amministrazioni, promuovono le “ALTERNATIVE” su edifici e spazi pubblici.

    Spesso a causa delle notevoli dimensioni dell’onere economico, ad esso si fà fronte con l’intervento di mutui bancari, il cui capitale viene alle Banche restituito (raddoppiato dagli interessi) sempre tramite, il Conto-energia.

    Conto-energia che trasferisce denaro dalle tasche dei contribuenti a quelle dei produttori/installatori di questi inutili impianti, per metà, e delle Banche, per l’altra metà.

    La Spagna esempio per la “green economy”?
    Secondo uno studio condotto dal Prof. Gabriel Calzada, professore di economia presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid, ogni nuovo posto di lavoro “verde” è andato a discapito di almeno due vecchi posti di lavoro nel settore privato.

    Ma altri studi, parlano di un rapporto di 1 a 6/7.

    Inizialmente quando Calzada e il suo team pubblicarono lo studio in questione, furono denunciati come anti-patriottici per essersi schierati contro la “rivoluzione solare”.

    Lo stesso governo spagnolo però ammise tranquillamente, il 20 aprile, che il crescente deficit creato dalle sovvenzioni per il solare aveva messo a repentaglio la stabilità finanziaria del settore dell’energia spagnolo.

    STRANO!

    Quando il governo fu poi costretto a ridurre le sovvenzioni del 30 per cento e a mettere un tetto alla costruzione di nuovi impianti solari, l’intero settore è crollato.

    Senza le sovvenzioni, ha spiegato Calzada, l’industria delle energie rinnovabili spagnole semplicemente non esisterebbe.

    Anche dopo aver ricevuto l’equivalente di 43 miliardi dollari in sussidi, l’energia solare rappresenta ancora meno dell’1 per cento del totale dell’energia elettrica spagnola.

    Il problema ora è che le bollette elettriche stanno salendo, e le industrie ad alta intensità energetica hanno iniziato a spostare i loro impianti in Malaysia e in Brasile per sfuggire gli alti costi dell’energia elettrica e la disponibilità di potenza sempre meno affidabile.

    La Spagna ha la peggiore prestazione dell’economia nell’Unione europea e, nonostante il suo sostegno massiccio alle energie rinnovabili, rimane il più grande violatore del Protocollo di Kyoto.

    Il tasso di disoccupazione – tra cui migliaia di ex lavoratori “verdi” – è ora arrivato al 20 per cento e aumenta velocemente.

    Questa è la nazione che vogliamo emulare?

    Questa signori è l’unica maniera per rendere economicamente valida la scelta “VERDE”, il famoso “SOLARE DIESEL”!

    SPAGNA: TRUFFA, PANNELLI SOLARI PRODUCEVANO ANCHE DI NOTTE

    (ANSA) – MADRID, 12 APR – La Commissione nazionale per
    l’energia (Cne) spagnola ha scoperto che tra novembre e dicembre
    vari impianti fotovoltaici avrebbero prodotto 6 mila megawatt di
    energia durante le ore notturne e sospetta che i proprietari
    abbiano collegato generatori diesel per riscuotere premi di
    produzione di 2,6 milioni di euro, riferisce oggi El Mundo.

    La truffa avrebbe apportato alla rete elettrica 4,5 mila megawatt/ora tra mezzanotte e le 7 della mattina ed altri 1,5 megawatt tra le 19 e le 23 di notte ed in pieno inverno.

    Visto che i pannelli solari non possono produrre energia in assenza di
    sole, la Cne non ha ancora scoperto da dove proveniva questa energia.

    Fonti del settore pensano che si possano essere usati grandi generatori a diesel per incassare i 436 euro a megawatt prodotto pagati dal governo ai proprietari dei cosiddetti ‘orti solari’.
    Questa istallazioni fotovoltaiche, che generano il 2% del totale
    dell’energia prodotta in Spagna, ricevono gli incentivi piu’ alti di tutto il settore elettrico: nel 2009 sono stati 2,3
    miliardi di euro, su un totale di 6 miliardi.

    Le istallazioni fotovoltaiche della regione Castiglia la
    Mancia hanno prodotto il 65% dell’energia tra mezzanotte e l’una della notte, mentre in pieno giorno, tra le 12 e le 13, hanno immesso in rete solo i l5,9% della loro produzione totale.

    Ognuno è libero di scegliere, di votare il poliitico che più gli aggrada.

    Per la “dialettica” necessariamente dovrete necessariamente votare ancora VENDOLA.

    Io non potrò mai competere con lui..

    Cordialmente.

    PIERO IANNELLI

    — Segretario XI Municipio. “ La Destra ”—
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
    pieroiannelli@gmail.com -–
    N”.Cell. : 339’8513962

  2. Dimenticavo..

    Le varie associazioni ambientaliste, cosa dicono?

    Come vedo in articolo:
    Il report di Legambiente conferma che la provincia italiana che, ha saputo investire più di tutte con successo nell’eolico è stata quella di Foggia, con 9 comuni eolici “virtuosi” su 50, che da soli producono circa 686,9 MW.

    Italia Nostra sempre comunque critica nei confronti dell´eolico, arrivando a uno scontro aperto con la Legambiente, più ATTENTA allo sviluppo delle rinnovabili.

    LEGAMBIENTE ATTENTISSIMA!

    I motivi comprendeteli leggendo:
    Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio in Lucania, si è preso la briga di pubblicare una lettera in cui il presidente regionale e consigliere nazionale di Legambiente, Gianfranco Di Leo, chiedeva all’amministratore delegato della Fri-el S.p.a. (industria che realizza centrali eoliche) 5 7 . 0 0 0 e u r o! (più Iva OVVIAMENTE)
    «per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che delle attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio».

    E CHE TUTTI SAPPIANO ALLORA IL “VOSTRO IMPEGNO” PER IL PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA! SIETE CONTENTI? Chissà quante adesioni e offerte riceverete anche per merito mio, che DIFFONDO quanto semplicemente leggo!

    Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese sera, il 7 maggio 1969, scriveva: “Gli INTELLETTUALI, guarda caso sempre di SINISTRA, sono gli unici, assieme ai POLITICI guarda caso sempre di sinistra, che dicono la verità”.

    SENECA avrebbe da dire: “imago animi est sermo”
    Il parlare rispecchia l’animo di chi parla!
    Ora OVVIAMENTE la MARAINI non avrebbe detto SINISTRA!
    NO DI CERTO! ORA SAREBBE FUORI MODA?
    AVREBBE DETTO “DEMOCRATICI”, ESCLUDENDO “DI sinistra”!

    Cordialmente.

    PIERO IANNELLI

    — Segretario XI Municipio. “ La Destra ”—
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
    pieroiannelli@gmail.com -–

    N.cell.:3398513962

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