Foggia, 30 aprile 2023. C’è un pianto generale intorno alla Fiera dell’agricoltura di Foggia che non ha più quegli standard di una volta. Corre la desolazione lungo i suoi stand e noi di StatoQuotidiano ne abbiamo parlato già qualche anno fa, con un monito della Cia a dare un impulso al rinnovamento. Roberto: “La fiera di Foggia va rilanciata in tempo, il mondo gira veloce”
Dopo che La Regione ha fatto sapere della ripresa dei lavori per il parcheggio e l’ingresso monumentale, suona ancora più stonato questo clima di decadenza. Fiera di Foggia, sbloccati dal Ministero 17 milioni destinati ai lavori
Ma vediamo cosa dicono gli addetti ai lavori oltre l’accorata nostalgia per i tempi che furono.
In una trasmissione di Telefoggia, intervistato da Carmine Troisi, il nuovo commissario della fiera Onofrio Giuliano ha parlato della questione: “Mi è stato chiesto di prendere le sorti di questo ente e traghettarlo verso un futuro migliore. La fiera è stata assente per tre anni causa Covid, che è una sorta di ‘sudicio assistito’perché i contesti cambiano oggi in maniera così veloce che a distanza di 12 mesi non sono più attuali”.
Cambia anche il business delle macchine agricole, che quest’anno è stato il grande assente della manifestazione, come annunciato da Capobianco prima di aprire i battenti della fiera. “Questo business – ha continuato Giuliano- avrebbe bisogno di una campionaria diversa, di una vetrina specifica, specializzata”.
Circa il suo nuovo ruolo ha detto: “Non facciamo però l’errore consueto di confondere l’ente fiera con la fiera dell’agricoltura che di questo ente è stata l’espressione più alta ma non l’unica. Chiedo l’ausilio del cda per il mio lavoro”.
L’avvocato Fedele Cannerozzi, già presidente dell’ente fiera, ha chiarito: “Ma come si fa a paragonare la fiera di De Meo (presidente dell’ente dal 1955 per 40 anni, ndr), finanziata in tutto e per tuto dal Ministero, Comune e Regione con quella attuale? Oggi gli enti pubblici non possono sovvenzionare fiere per non violare norme comunitarie, devono essere gli imprenditori a investire ma non ne hanno mai avuto la capacità”.
La fiera non è più un’attività di promozione pubblica perché è un’ attività industriale, perché a fronte di investimenti ingenti mette insieme le imprese e prpduce un risultato d’impresa, questo è lo scenario nuromativo in cui siamo costretti muoverci.
La fiera è al servizio degli imprenditori, ma se questi non investono vuol dire che non ne riconoscono un’utilità”. Ha poi ricordato la sua proposta di privatizzazione delle fiera di Foggia.




Chiudetela, dopo che lo Stato e i vari ministri e ministeri hanno distrutto l’agricoltura la fiera non ha più motivo di esistere. A questo bisogna sommare la mancanza di resa economica in agricoltura, strozzata dai commercianti e ulteriormente impoverita dagli aumenti di tutti i prodotti necessari per le varie coltivazioni. Tutti implicati e tutti buoni a mungere i poveri agricoltori.
Giusto ha perfettamente ragione ma come si può vendere il grano a questa quotazione di ogg , siamo nel ridicolo!
In TV si parla del ritorno dei giovani in agricoltura, ma qui in provincia di Foggia c’è il fuggi fuggi sia dei giovani che i meno giovani perché non c’è più reddito,quindi si meravigliano perché non va nessuno😔
Bravissimo. La provincia di Foggia per la regione Puglia non esiste.
Non è giusto chiudere la fiera e non è giusto che la Coldiretti negli stessi giorni abbia organizzato una “specie “di fiera a Bari mettendo a disposizione delle persone dei pullman gratuiti per traghettare a Bari.Questo è indecente!!
Bari ci ha “rubato” tutto. Ora ha anche la cittadella della coldiretti che è una grande fiera.. Bari non è riuscita nell’intento di non far aprire il Gino Lisa ma tenterà di farlo chiudere nuovamente …I nostri politici non valgono nulla, si continua a votare per clientelismo.
Quando cambierà l’atteggianento dei foggiani allora Foggia risorgerà. Dobbiamo capire che solo un progetto come la Moldaunia ci può salvare dall’ingordigia dei baresi.