Cultura

Aristotele contro Averroè – S. Gouguenheim, 2009


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L'autore di 'Aristotele contro Averroè', Sylvain Gouguenheim

L'autore di 'Aristotele contro Averroè', Sylvain Gouguenheim

Bologna – IL confronto tra Islam e Occidente è un argomento sempre attuale. Si discute spesso sulla superiorità di una civiltà rispetto all’altra, oppure sulle influenze reciproche o sulle presunte e vere ostilità. Ci sono secoli di storia a testimonianza di una tesi o del suo contrario. C’è un periodo, però, che viene generalmente definito “oscuro”, e cioè il Medioevo, durante il quale non si è prodotto molto a livello culturale, al punto da configurarsi come una vera e propria lacuna tra cultura “classica” e successivo rinascimento.

La tesi storica predominante sostiene che la cultura greca tornò all’Occidente, in quel periodo, grazie all’Islam. In questo interessante e documentato saggio il medievista francese Sylvain Gouguenheim ci dice esattamente il contrario, e cioè che a salvare dall’oblio i filosofi antichi sarebbe stato innanzi tutto il lavoro dei cristiani d’Oriente, caduti sotto il dominio musulmano e quindi arabizzati. Le tesi che l’autore cerca di confutare sono due: “La prima è quella del debito dell’Europa verso il mondo arabo-musulmano dell’epoca abbaside (a partire dal 751): l’Islam avrebbe ripreso la sostanza del sapere greco, l’avrebbe in seguito trasmessa agli europei e sarebbe dunque all’origine del risveglio culturale e scientifico del Medioevo, e quindi del Rinascimento. La seconda tesi è quella delle radici islamiche della cultura europea: il pensiero, la cultura e l’arte europei sarebbero stati generati, almeno in parte, dalla civiltà islamica degli Abbasidi. Tale insieme propone della storia d’Europa e della sua identità un’immagine che contraddice la visione classica, quella delle “radici greche” e della specificità cristiana del mondo occidentale. Queste due tesi opposte sono fondate su letture contrastanti di uno stesso periodo, in cui pare si sia giocato tutto, vale a dire la prima parte del Medioevo, tra il VI e il XII secolo”. Ed è proprio questo periodo storico che viene analizzato con cura dall’autore, e le fonti a sostegno della sua tesi sono numerose. Autori come Giacomo Veneto, per esempio, avevano già tradotto le opere aristoteliche direttamente dal greco e prima delle traduzioni dall’arabo effettuate in Spagna, a Toledo. Il testo è corredato da numerose “note” e da tre appendici: L’amica di Himmler e il “sole di Allah”, I dotti arabi cristiani dall’VIII all’XI secolo, Il corpus latino di Aristotele. Il saggio di Gouguenheim ha suscitato violente polemiche tra gli specialisti: da una parte è stato accusato di fomentare l’islamofobia, dall’altra è stata riconosciuta la validità della sua ricostruzione da storici del calibro di Jacques Le Goff.

L’AUTORE – Sylvain Gouguenheim è un medievista dell’Ecole Normale Supérieure di Lione, specializzato in storia delle Crociate. Tra i suoi saggi pubblicati sull’argomento Les fauste terreurs de l’an mil (2000) e Les chevaliers teutoniques (2008).

Il giudizio di Carmine

Sylvain Gouguenheim
Aristotele contro Averroè
2009, Rizzoli
336 pagine
Valutazione: 3/5

Aristotele contro Averroè – S. Gouguenheim, 2009 ultima modifica: 2010-05-30T20:10:11+00:00 da Carmine Totaro



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