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OMICIDIO PORDENONE Lite con l’ex moglie finisce in tragedia, ucciso il suocero intervenuto per difendere la figlia

Il dramma si è consumato nel pomeriggio di venerdì, davanti ai tre figli minorenni della coppia, all’interno di una villetta di via Zuccolo

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
30 Maggio 2026
Cronaca // Primo piano //

Una discussione legata alla separazione sarebbe degenerata in una tragedia familiare a Porcia, in provincia di Pordenone, dove un uomo di 50 anni avrebbe aggredito l’ex compagna e ucciso il padre di lei, intervenuto per difendere la figlia. Il dramma si è consumato nel pomeriggio di venerdì, davanti ai tre figli minorenni della coppia, all’interno di una villetta di via Zuccolo.

Secondo le prime ricostruzioni, Fabrizio Barberini, originario di Latina e residente nella frazione di Rorai Piccolo, si sarebbe recato nell’abitazione dell’ex compagna, Andra Florina Dorobantu, per affrontare un confronto sulla fine della relazione. La situazione sarebbe però rapidamente degenerata: la donna, 39 anni, sarebbe stata colpita con una bottiglia durante la lite.

Dopo una prima aggressione, l’uomo avrebbe lasciato temporaneamente l’abitazione, mentre la donna si sarebbe chiusa in casa insieme ai figli di 16, 7 e 4 anni. La situazione sarebbe precipitata con l’arrivo del padre della donna, Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, residente poco distante.

Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe intervenuto per difendere la figlia, ma sarebbe stato colpito violentemente, presumibilmente anche con una pietra, riportando ferite gravissime alla testa. Alcuni residenti della zona avrebbero sentito urla provenire dalla villetta prima dell’arrivo dei soccorsi.

La chiamata al 112 è arrivata intorno alle 15.30. Gli agenti della Squadra Volante, intervenuti sul posto in pochi minuti, hanno trovato il 59enne esanime sul vialetto dell’abitazione. I tentativi di rianimazione effettuati da poliziotti e sanitari si sono rivelati inutili.

Nel frattempo, secondo gli investigatori, Barberini avrebbe simulato uno stato di malessere, pronunciando frasi come «mi ha massacrato», pur non mostrando evidenti segni di aggressione. Trasportato in elicottero all’ospedale di Udine, gli esami diagnostici non avrebbero evidenziato anomalie neurologiche.

A coordinare le indagini è la sostituta procuratrice Federica Urban, presente sul luogo insieme al procuratore Pietro Montrone. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto e valutando tutti gli elementi raccolti.

«C’è anche una pietra — ha confermato il procuratore Montrone — dovremo verificare se è quella usata per colpire la vittima e se è stato utilizzato anche dell’altro», ha spiegato il magistrato. Sul posto sono stati sequestrati una bottiglia in frantumi e diversi cocci di vetro, mentre il medico legale ha effettuato un primo esame esterno sul corpo della vittima.

Particolarmente delicata la situazione dei tre figli della coppia, presenti durante la tragedia. «I bambini stanno bene», ha assicurato il procuratore. I due più piccoli sono stati subito affidati a un contesto protetto, mentre la figlia maggiore avrebbe assistito agli eventi vivendo momenti di forte angoscia.

La famiglia, secondo quanto emerso, non risultava seguita dai servizi sociali, né sarebbero mai stati registrati precedenti interventi per tensioni domestiche.

«La famiglia non era seguita dai servizi sociali. Si tratta di una grande tragedia, la seconda a distanza di pochi mesi che colpisce la nostra piccola comunità», ha dichiarato l’assessora comunale al benessere sociale Adriana Checchin.

Sgomento anche tra i residenti della zona, che descrivono la famiglia come molto riservata. «Non conosciamo questa famiglia», è una delle frasi più ricorrenti raccolte tra i vicini della villetta di via Zuccolo.

Lo riporta leggo.it.

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