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MAFIA AMBIENTE “Terra dei fuochi sotto casa”, Orizzonti Futuri: “Servono verità, controlli e tutela della salute pubblica”

Un appello alle istituzioni affinché venga affrontata con urgenza la questione ambientale legata alla presunta “terra dei fuochi sotto casa” nel territorio di Lucera e dell’agro circostante

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
30 Maggio 2026
Capitanata // Capitanata-territorio //

Un appello alle istituzioni affinché venga affrontata con urgenza la questione ambientale legata alla presunta “terra dei fuochi sotto casa” nel territorio di Lucera e dell’agro circostante. A lanciarlo è il movimento civico “Orizzonti Futuri”, che chiede interventi immediati in materia di controlli, trasparenza e tutela della salute pubblica, dopo le notizie emerse da un’inchiesta sulla gestione illecita dei rifiuti.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa locali, la Direzione Antimafia di Bari avrebbe ricostruito una filiera criminale dei rifiuti, con mezzi provenienti soprattutto dalla Campania e diretti verso aree della Capitanata, del Tavoliere e del territorio di Lucera, utilizzando formulari apparentemente regolari ma ritenuti falsificati.

Tra i materiali oggetto di smaltimento illecito figurerebbero rifiuti industriali, scarti tessili, plastica, gomma, rifiuti urbani indifferenziati e materiali potenzialmente pericolosi, abbandonati in campagne, tratturi, cave dismesse e capannoni inutilizzati. In alcuni casi, secondo la ricostruzione giornalistica, i rifiuti sarebbero stati anche incendiati, con possibili dispersioni di sostanze tossiche nell’aria.

Sempre secondo quanto emerso dall’inchiesta, i Carabinieri del NOE avrebbero documentato oltre 120 episodi in circa un anno e mezzo, individuando almeno 70 siti utilizzati per gli sversamenti e oltre 3.500 tonnellate di rifiuti abbandonati illegalmente.

Per il movimento civico si tratta di elementi che non possono lasciare indifferente la comunità, considerando i possibili rischi per terreni agricoli, falde acquifere, qualità dell’aria e salute dei cittadini.

“Non si tratta soltanto di degrado ambientale, ma di una possibile compromissione del territorio e della sicurezza sanitaria della comunità”, si legge nella nota.

Tra le richieste avanzate da Orizzonti Futuri, figura innanzitutto una mappatura completa e urgente dei siti inquinati o potenzialmente contaminati, con il coinvolgimento di Comune, ARPA Puglia, ASL, Provincia, Regione, Prefettura, Carabinieri NOE e Forze dell’Ordine, per individuare le aree interessate da sversamenti, roghi, interramenti sospetti e scarichi abusivi.

Il movimento chiede inoltre l’aggiornamento e la pubblicazione del registro dei tumori relativo a Lucera e all’area interessata, nel rispetto della normativa sulla privacy, per consentire alla popolazione di avere dati epidemiologici chiari e aggiornati.

“Non si tratta di creare allarme, ma di fondare ogni valutazione su dati scientifici”, sottolineano dal movimento, evidenziando come un monitoraggio sanitario possa aiutare a verificare eventuali anomalie o correlazioni territoriali.

Tra le proposte avanzate anche un report annuale del sindaco sulla situazione ambientale del territorio, con informazioni pubbliche riguardanti controlli, monitoraggi, bonifiche, dati ambientali e criticità ancora aperte, così da garantire maggiore trasparenza ai cittadini.

Un ulteriore punto riguarda la richiesta al Prefetto di intensificare i controlli, soprattutto nelle ore notturne, considerato che gli sversamenti, secondo le ricostruzioni, sarebbero avvenuti spesso di notte attraverso una logistica organizzata con camion, staffette e vedette per eludere verifiche e posti di blocco.

“Le campagne, i tratturi, le aree periferiche, le cave dismesse e i capannoni inutilizzati non possono diventare luoghi invisibili dove scaricare illegalmente il costo ambientale di attività criminali”, afferma il movimento.

Nelle conclusioni, Orizzonti Futuri sollecita l’istituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza ambientale, con il coinvolgimento di enti pubblici, forze dell’ordine, rappresentanti del mondo agricolo e associazioni civiche.

“Servono dati, controlli, responsabilità e risposte pubbliche. La tutela dell’ambiente e della salute non può essere affidata alla sola indignazione del momento. Deve diventare una priorità istituzionale stabile. Ora è il tempo degli atti concreti”, conclude il movimento civico.

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