Cinema

La cosa – M. van Heijningen Jr., 2011


Di:

Matthijs van Heijningen Jr. (fonte: movieplayer.it)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: The Thing
Nazione: Stati Uniti, Canada
Genere: horror

DOPO un incredibile numero di rinvii, tra i buchi del palinsesto estivo, la distribuzione italiana lascia approdare nelle sale, poche, il rischiosissimo prequel del cult di John Carpenter, La cosa, dal titolo omonimo. Alla regia, come ormai da prassi e senza timore reverenziale – forse un pizzico sarebbe il caso di averne -, un signor sconosciuto, tale Matthijs van Heijningen Jr., che usa l’eredità di un classico per le sue prove da regista alle prime armi.
Contrariamente ad un’inspiegabile voce diffusasi, The Thing del 2011 non è un remake dell’originale, neanche nella forma, e, pur essendo il soggetto vicino a quello del lontano film dell’82, in realtà ne ripercorre i fatti antecedenti di tre giorni raccontando gli atroci avvenimenti occorsi alla base norvegese a seguito del ritrovamento alieno.

La cosa - Poster

Scevri dagli stupidi pregiudizi di nostalgici che non vogliono deturpati i propri ricordi d’infanzia – cosa c’entra col cinema tout court? – così come di chi confonde probabilità con determinismo e crede che qualità sia un’impossibile attributo per sequel, prequel e remake, si avvia la visione accolti da una titolazione che riporta amorevolmente indietro nel tempo al vecchio cult di Carpenter per scelta di font e grafica. La stessa devozione non mancherà sulla sequenza finale, perfettamente collegata a quanto già si conosce dall’incipit dell’opera originale, accompagnata dall’inquietante tema di Ennio Morricone. Tra i due momenti è l’esercizio di van Heijningen Jr., che prova, lodevolmente, a non essere sguaiatamente referenziale, a firmare un prodotto personale, pur vincolato da una traccia troppo importante per eseguirvi variazioni azzardate.

Le intenzioni non diventano risultato quando la mano è debole ed è ciò che accade dopo trent’anni.
La cosa del 2011 si esaurisce nel raccontino, nel soggetto, mancandogli, in estrema sintesi, una sceneggiatura, film retto solo sul dettato di avvenimenti che, peraltro, non sorprendono e a tratti deludono. Attorno ad un’incapacità di creare tensione, mordente, novità, originalità fa da peso morto un cast di attori dalla fiacca interpretazione, che va di pari passo alla definizione psicologica dei personaggi, tutti anonimi, privi di spessore, uniformi come la neve che avvolge la base norvegese. Si seguono gli accadimenti avendo per unico traino la curiosità del fan spregiudicato del micidiale lavoro di Carpenter, nei modi di un bambino che vuol scoprire com’erano i protagonisti di una favola prima del suo inizio, ma tanto non basta e sovente subentra il fastidio della delusione nonostante le già basse aspettative.

La cosa - Dal film

Tutto quanto concerne la creatura non affascina più come una volta e non ne è colpevole il tempo e il ricordo. I mezzi tecnici non mancano, ma è nuovamente la sceneggiatura a togliere l’anima alla paura, che si deteriora in una performance da videogame. Il mostro diviene così un porting da uno degli ultimi capitoli su console di Resident Evil sia per resa grafica che per banalità di proposizione (azione, mutazione, dinamica) e tutto appare un già visto assolutamente dimenticabile. Non compensa, infine, la giusta dose di mistero che avrebbe dovuto caratterizzare l’alieno, il suo ritrovamento e la sua manifestazione. Tipico errore dei tempi moderni, si mostra troppo e subito senza giocare abbastanza sulla fantasia umana di costruzione da dettagli e da quanto non è visibile e non si vedrà. Ciò che vien messo sotto gli occhi dello spettatore, sin dalla liberazione della creatura dal ghiaccio, ha, inoltre, una normalità che non si sposa bene con la sua enigmaticità e informità: le movenze sono troppo familiari per la memoria, quelle di un aracnide alla Starship Troopers, affondando l’aura di straordinarietà, incollocabilità dell’alieno, che era uno dei punti forti del originale di Carpenter. Lo spiazzamento viene meno e la paura contenuta, controllata dal ridimensionamento a qualcosa di già visto sugli schermi, dunque avvertito come meno destabilizzante dall’emotività, meno agghiacciante, più routinario.
L’insieme di tali mancanze, pur senza essere devastanti come nei prodotti più beceri del genere, appiattisce questo prequel e lo rende assolutamente poco interessante, sia per contenuto che per proposizione, risultando, senza troppe elucubrazioni, in un lavoro costruito a tavolino da un dilettante che ha cercato di non omologarsi ma senza avere le competenze.

Un peccato, un vero peccato, per tutti quei fanciulli che dimorano ancora in molti figli di Carpenter e che da tempo chiedevano al padre cosa fosse accaduto prima di quella terribile fiaba.
Auspicando invano gli stessi brividi dei lontani anni 80.

Valutazione: 5/10
Spoiler: 7/10

altreVisioni

La casa muda, G. Hernández (2010) – thriller basato su una storia vera, presuntuoso che basti una lantena, del buio e un finale a sorpresa per vincere e spaventare. Pessimo * 3
La habitación de Fermat, L. Piedrahita & R. Sopeña (2007) – mistery story dove la matematica è solo sullo sfondo. Simpatico ma inferiore alle potenzialità * 6
Exam, S. Hazeldine (2009) – film a enigma ambientato in un’unica stanza. Intrigante per soggetto * 6
The Loved Ones, S. Byrne (2009) – torture movie con un soggetto non troppo originale ma ben gestito. Meglio delle apparenze * 6
Kynodontas, G. Lanthimos (2009) – soggetto singolare che si presta a metafore sociali. Oltre questo, appare un’opera solo ambiziosa * 6

In Stato d’osservazione

Marley, K. Macdonald (2011) – biografico su Bob Marley * 26giu
The Amazing Spiderman, M. Webb (2012) – fantastico * 4lug
The Way Back, P. Weir (2011) – drammatico, avventura * 6lug

La cosa – M. van Heijningen Jr., 2011 ultima modifica: 2012-06-30T20:14:28+00:00 da Alessandro Cellamare



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