La Regione Puglia ha deciso di prorogare il fermo pesca del riccio di mare fino al 30 giugno 2029, estendendo di ulteriori tre anni il divieto già previsto dalla normativa regionale del 2023. La misura si basa sui risultati dei monitoraggi scientifici che, negli ultimi anni, hanno evidenziato un miglioramento e un incremento delle popolazioni di riccio di mare lungo la costa pugliese.
La decisione rappresenta una modifica al precedente disegno di legge firmato nel 2023 dal consigliere Paolo Pagliaro, che aveva introdotto il blocco della pesca fino al 2026 con l’obiettivo di tutelare la specie e l’equilibrio dell’ecosistema marino, oltre che il comparto ittico regionale.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, la proroga è stata definita “una decisione coraggiosa ma necessaria e ponderata”, scelta per consolidare i risultati raggiunti e garantire la continuità del percorso di ripopolamento della specie.
Tra le principali novità del provvedimento figurano l’istituzione di un monitoraggio scientifico permanente lungo tutta la costa pugliese, la creazione di un tavolo tecnico-scientifico regionale con Regione, università, ARPA, rappresentanti del settore ittico e autorità di controllo, oltre a nuovi sistemi di tracciabilità del prodotto.
La normativa introduce anche misure più severe per il contrasto alla pesca abusiva e alla commercializzazione illegale, considerate ancora una minaccia per la tutela della risorsa. Allo stesso tempo, viene prevista la possibilità di attivare programmi sperimentali e temporanei di prelievo contingentato, riservati esclusivamente ai pescatori professionisti autorizzati e subordinati a dati scientifici favorevoli sullo stato della popolazione.
Sul piano della programmazione economica e di filiera, la Regione Puglia ha inoltre annunciato l’istituzione del marchio “Riccio di Puglia”, con l’obiettivo di valorizzare e strutturare nel tempo un comparto ittico sostenibile e regolamentato.
L’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca, Francesco Paolicelli, ha sottolineato la visione alla base del provvedimento: «La tutela ambientale e la sostenibilità economica non sono obiettivi contrapposti, ma due facce della stessa strategia».
La misura si inserisce quindi in un percorso di lungo periodo che punta a conciliare la salvaguardia dell’ecosistema marino con la valorizzazione economica della pesca pugliese, rafforzando controlli, ricerca scientifica e legalità nel settore.
Lo riporta telesveva.it.



