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Fuoricorso, record a Torino e Foggia, Volpe: ma no misure punitive


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Esterno ingresso Università di Foggia, sede centrale (ST)

Foggia – “IN questa graduatoria l’Università di Foggia è in buona compagnia. Subito dopo il Politecnico di Torino, che però (mistero) poi è al primo posto nella graduatoria delle Università stilata dallo stesso Sole 24 Ore, mentre Unifg è relegata nelle posizioni in basso”. Lo ha detto il rettore dell’università di Foggia Giuliano Volpe in una nota, dopo un articolo sui fuoricorso nelle università del Sole24ore.

La presenza di molti fuori corso a Foggia rappresenta indubbiamente un problema, che richiederebbe analisi un po’ più approfondite: bisogna infatti considerare il contesto economic-sociale di ogni territorio, il numero altissimo di studenti lavoratori e soprattutto di studenti che effettuano vari lavori precari in nero (e che quindi non possono neanche risultare come studenti lavoratori), la presenza di studenti iscritti all’università in mancanza di reali alternative lavorative. Trovo comunque assurdo che per risolvere un problema di questo tipo si debba ricorrere solo a misure punitive come l’aumento delle tasse”.

“Nell’attuale sistema di tassazione della nostra Università, oltre a prevedere la categoria degli studenti lavoratori per i quali si prevede una durata doppia rispetto a quella ‘normale’, ci sono sia misure di incentivazione per chi è regolare negli studi, con significativi sconti, sia un progressivo aumento dei costi per i fuori corso ma a partire dal secondo anno fuori corso”. “Con queste misure il Governo continua nella politica di costringere gli Atenei ad aumentare indiscriminatamente le tasse studentesche per far fronte ai drammatici tagli del finanziamento statale”.

“Credo che anche su questo tema sarà necessaria presto una riflessione attenta da parte degli Organi di Governo e dell’intera comunità accademica”, ha detto il rettore Volpe.

Dai dati del Sole24ore, i recordmen della permanenza in università sono gli studenti dei corsi di laurea in Beni culturali, fuoricorso nel 52,5% dei casi, seguiti da Architettura (40,5%), Ingegneria e Lettere (pari merito al 38,5%); tra i più puntuali nell’appuntamento con la laurea, invece, ci sono gli iscritti a chimica industriale (11,2% di fuoricorso), battuti solo da mini-facoltà come quella in Scienze gastronomiche di Bra (fuoricorso solo 11 iscritti su 236).

Chi si trattiene troppo sui libri, sforando la «durata legale» del proprio corso di studi, viene ora messo nel mirino dal decreto legge sulla spending review che sarà approvato in settimana dal Parlamento. Per gli studenti “lenti”, c’è in serbo dall’anno prossimo un rischio di super-aumenti nelle tasse universitarie, fino al raddoppio. A decidere saranno le singole università, e dopo la legge un regolamento attuativo fisserà le modalità di applicazione, ma il provvedimento in arrivo, dopo il passaggio in Commissione Bilancio al Senato che ha aggiunto parecchi tasselli, è già molto chiaro: agli studenti delle famiglie con un indicatore Isee (reddito e patrimonio familiare) fino a 90mila euro si potrà chiedere fino al 25% in più delle tasse prelevate a chi è in corso, se l’Isee della famiglia si attesta fra i 90mila e i 150mila euro si potrà arrivare a un rincaro del 50%, mentre per chi supera la soglia dei 150mila euro ci potrà essere fino al raddoppio secco.

Dietro alle medie, però, ci sono situazioni molto diverse fra loro, e il pacchetto di facoltà offerto da ogni ateneo influisce in modo diretto sul tasso di “ritardatari” registrato negli uffici iscrizioni.

I frutti maggiori delle super-tasse per i fuoricorso, in base agli ultimi dati dell’Ufficio statistico del ministero dell’Istruzione, potranno arrivare al Politecnico di Torino, dove il 51,4% degli studenti ha già visto sfumare i tempi previsti dalla legge per la propria laurea. Appena dietro si piazza l’Università di Foggia, con il 45,4% di fuoricorso, tallonata dall’ateneo di Salerno (43,4%).

Tra le migliori le università non statali, a partire dalle milanesi San Raffaele (dove il 93,8% degli iscritti è in corso) e Bocconi (qui i “puntuali” sono l’89,1%), mentre tra le statali il dato migliore si incontra a Roma Tor Vergata (79,7% gli iscritti in corso). Tra le università più grandi, la condizione più critica si incontra alla Federico II di Napoli, dove i fuoricorso sono il 38,8% degli iscritti, mentre la Statale di Milano (29,1% gli studenti oltre i tempi) fa meglio della Sapienza (36%) di Roma.


Redazione Stato@riproduzione riservata

Fuoricorso, record a Torino e Foggia, Volpe: ma no misure punitive ultima modifica: 2012-07-30T16:02:30+00:00 da Redazione



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Commenti

  • sempe a tutelare i parassiti a danno dei meritevoli:
    i rettori non li vedremo mai muoversi alla stessa maniera in favore dei più meritevoli, ma solo ed esclusivamente dei parassiti che intasano e rendono improduttive le università, con grande paicere di chi vede tarsferimenti e finanziamenti in base al numero degli iscritti e dei docenti …. spese comprese.
    Ecco perché i paesi del nord europa guardano a quelli del sud europa con disdegno ed affibiano epiteti del tipo PIGS.
    E nelle classifiche delle università mopndiali, sempre ultimi nei paesi europei ed occidentali, in specie nelle università PUBBLICHE.
    Andate a lavoarare.
    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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