Cronaca

Ilva, Tarantorespira: “con i lavoratori e la magistratura”


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Taranto, incendio Ilva (archivio)

Taranto – “TARANTO Respira scende in campo al fianco degli operai, per la tutela della salute e del posto di lavoro. Per questo chiediamo un lavoro diverso. Crediamo, infatti, che la tutela dei posti di lavoro passi per la riconversione dell’economia alla diossina, verso un processo di riappropriazione del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Il mantenimento dello status quo non salverebbe lo stabilimento dal mercato globale che registra l’avanzata inesorabile della Cina e dell’India nel settore siderurgico classico. Crediamo inoltre che la difesa della salute dei cittadini e degli operai sia un principio indispensabile. In questo appoggiamo e difendiamo il lavoro del G.I.P. Patrizia Todisco e riteneniamo assolutamente necessaria la chiusura dell’area a caldo a tutela di tutta la cittadinanza.

Durante questi giorni, qualcuno ha soffiato sul fuoco, ma la buona notizia e’ che gli operai si sono dimostrati molto attenti e hanno preso le distanze da chi provava a controllarli. Hanno aperto gli occhi e si sono accorti che sono stati trattati come burattini. Questa nuova consapevolezza ci avvicina. Infatti, fin dal primo momento, ci siamo schierati dalla parte degli operai e delle loro famiglie. La nostra preoccupazione maggiore è stata dettata dalla necessità di salvaguardare l’occupazione. Le nostre proposte sono chiare, nette e soprattutto pubbliche. Bonifiche subito, iniziando dalla messa in sicurezza d’emergenza della falda, formazione continua dei lavoratori e reinserimento lavorativo degli stessi per le bonifiche successive. Occorre un impegno del governo per attirare investimenti con benefici fiscali. Dobbiamo progettare la nostra città insieme.

Siamo quindi pronti a scendere in piazza con gli operai per difendere i diritti di tutti, e riteniamo altamente costruttive le dimostrazioni di conciliazione, contro coloro i quali hanno provato a mettere contro, l’uno con l’altro, i cittadini. Attendiamo il 3 agosto come una conferma della presenza della legalità a Taranto, e chiederemo a gran voce, insieme agli operai, giustizia, salute e lavoro per questa città.

(Taranto Respira, Alessandro Marescotti Gragorio Mariggio’ Fabio Millarte Roberto Missiani Annamaria Moschetti )

Ilva, Tarantorespira: “con i lavoratori e la magistratura” ultima modifica: 2012-07-30T23:13:29+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    Altamarea è fiera dei magistrati e dei lavoratori di Taranto
    Per sopravvivere oggi e progettare e realizzare il futuro di questa città serve conoscere la “verità” ed avere coraggio, responsabilità e lungimiranza
    30 luglio 2012 – Altamarea

    Per la parte che ci compete, rispondiamo subito all’invito rivolto ai tarantini dal dr. Giuseppe Vignola, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Lecce. Altamarea è fiera dei magistrati tarantini, e segnatamente della silenziosa ed operosa dr.ssa Patrizia Todisco, che stanno facendo il proprio lavoro di servitori della Giustizia nell’interesse della comunità tarantina. E’ fiera dei lavoratori dell’acciaieria, dei mitilicoltori, degli allevatori e di tutti quelli che lottano per il loro presente e il loro futuro. E’ fiera di questi lavoratori che scendono per le strade per difendere il loro diritto al lavoro ma allo stesso tempo per il diritto alla salute e a vivere in un ambiente più pulito Corteo Altamarea

    Il lavoro fin qui svolto dalla Magistratura segnerà veramente la svolta epocale per Taranto solo se cittadini, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati, studenti, professionisti, artigiani, imprenditori, operatori e volontari della sanità, malati, parenti dei morti, mitilicoltori, allevatori, agricoltori e commercianti si sentiranno “parte di una stessa comunità che mette al primo posto l’interesse comune”. Tutti insieme, così, faranno proprio il concetto espresso all’Ilva e alle Istituzioni da alcuni giovani lavoratori e da alcuni giovani cittadini: “Da oggi in questa città non si decide più nulla senza il nostro consenso”. E il consenso alle decisioni si forma attraverso la conoscenza della “verità”, l’esame in itinere degli atti e la partecipazione attiva.

    La Magistratura completerà la “verità giuridica” scandita dai propri tempi, ma l’ “emergenza Taranto” non può aspettare ancora e necessita di decisioni strategiche e di azioni immediatamente operative. La “comunità ionica”, finalmente coesa e consapevole, presa coscienza della attuale “verità giuridica” perfettamente corrispondente all’intimo comune sentire, pretende di conoscere subito, e riconoscere, la “verità economica” e la “verità sociale” entrambe indispensabili per trovare decisioni mediate ed appropriate. Al momento, invece, si è in presenza di un incredibile guazzabuglio di bugie, mezze verità, omissioni, mistificazioni e inganni che vanno spazzati via.

    Per sopravvivere oggi e progettare e realizzare il futuro di questa città serve conoscere la “verità” ed avere coraggio, responsabilità e lungimiranza.


  • Redazione

    Medicina Democratica su ILVA di Taranto
    Medicina Democratica ritiene che i lavoratori debbano essere impiegati, IN CONDIZIONI DI SICUREZZA, nelle operazioni di bonifica. Non è possibile fare solo piccoli aggiustamenti di facciata, come alcune parole del Ministro Clini lasciano presagire, magari alzando a livello normativo i valori limite delle sostanze
    30 luglio 2012 – Direttivo Nazionale di Medicina Democratica

    Di fronte alla gravissima situazione verificatasi all’ILVA di Taranto Medicina Democratica ritiene di dover prendere una posizione chiara e netta di appoggio alla decisione del GIP Patrizia Todisco di procedere al sequestro preventivo degli impianti in alcuni reparti della produzione “a caldo” altamente inquinanti per l’ambiente esterno.

    E’ il risultato questo di anni della volontà di profitto da parte delle direzioni aziendali che supera qualsiasi interesse per la salute e la vita dei lavoratori e dei cittadini. I dati sono impressionanti: i morti e i malati si contano a migliaia.

    Senza un’imposizione pubblica sia delle amministrazioni statali e regionali, siamo certi che l’azienda non si muove, soprattutto nel momento in cui il ricatto occupazione è fortissimo.

    Medicina Democratica ritiene CHE SALUTE DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI INQUINATI VENGA AL PRIMO POSTO, rispetto alle esigenze produttive e di profitto. Nessun lavoratore deve essere costretto a lavorare sotto ricatto occupazionale in luoghi di lavoro altamente inquinanti. Nello stesso tempo nessun cittadino deve ammalarsi per l’inquinamento prodotto dalla fabbrica.

    Le bonifiche dei reparti inquinanti dell’ILVA si devono fare e con i soldi aziendali; chi ha fatto enormi profitti deve ora rimediare, anche in relazione a quanto stabiliscono le direttive comunitarie (chi inquina paga): i soldi di stato e regione dovranno servire solo in via emergenziale, sui territori circostanti la fabbrica e con richiesta di rivalsa nei confronti di chi ha provocato il disastro ambientale doloso. Ilva di Taranto

    Medicina Democratica ritiene che debba essere salvaguardata l’occupazione e che i lavoratori stessi debbano essere impiegati, IN CONDIZIONI DI SICUREZZA, nelle operazioni di bonifica una volta avvenuto il dissequestro . Non è possibile fare solo piccoli aggiustamenti di facciata, come alcune parole del Ministro Clini lasciano presagire, magari alzando a livello normativo i valori limite delle sostanze.

    Medicina Democratica ritiene che le indagini epidemiologiche e ambientali che sono state fatte e che particolarmente hanno prodotto l’intervento della Magistratura sono più che sufficienti per iniziare il grande lavoro di bonifica che deve vedere impiegati per primi i lavoratori dello stabilimento e non meno le associazioni di cittadini che hanno lottato contro l’inquinamento di Taranto.

    MEDICINA DEMOCRATICA infine ritiene che la situazione tarantina è spia di una situazione di fondo che mette spesso i lavoratori contro i cittadini ( e in qualche caso le due situazioni coincidono, perché è proprio il lavoratore ad abitare nelle zone più inquinate).

    Ecco perché in prospettiva Medicina Democratica ritiene che si debba andare a una riconversione ecologica dell’economia attraverso un progressivo processo di fuoriuscita da tutti i CICLI LAVORATIVI GRAVEMENTE INQUINANTI. L’alternativa è data dall’investimento in altri settori: agricoltura biologica valorizzando le risorse locali (KM0), le piccole/grandi opere per difendere il territorio (rischio alluvioni, sismico etc), difesa dell’industria manifatturiera di qualità, le energie alternative, a partire dal fotovoltaico.

    Medicina Democratica ritiene che tale programma deve essere portato avanti con tutte le forme possibili, anche di autogestione dal basso, pretendendo anche l’impegno del Governo che si deve occupare dell’improcrastinabile programma proposto, invece di sostenere gli interessi della speculazione finanziaria e di salvaguardare comunque rendite e patrimoni.

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