MANFREDONIA – Padre Franco Moscone lascerà la guida della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza – Opera di San Pio da Pietrelcina”. Lo ha annunciato lo stesso arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo in un comunicato diffuso oggi, 30 luglio 2026.
La decisione arriva al termine del percorso avviato con il chirografo del Santo Padre, che ha istituito la Commissione di Indirizzo e Vigilanza con il compito di accompagnare il rinnovamento della Fondazione. La Commissione ha concluso i propri lavori definendo il nuovo Statuto e il nuovo Consiglio di Amministrazione.
Moscone spiega che, una volta completata la vidimazione del nuovo Statuto da parte dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, non ricoprirà più l’incarico di presidente della Fondazione né quello di direttore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio. Contestualmente cesseranno anche tutti gli impegni istituzionali già assunti, sia in Italia sia all’estero.
Nel messaggio conclusivo, l’arcivescovo rivolge un ringraziamento “di cuore” a quanti hanno condiviso con lui gli anni di servizio e il percorso svolto alla guida delle due realtà.




Bene, ora ha più tempo da dedicare ai comunisti e alle religioni orientali.
Lettore
Commento vuoto allusivo e senza un ragionevole senso.
Vasco vorresti un pastore fascista? Vorresti una chiesa cattolica e un pastore locale che ignorasse le necessita’ di decine di milioni di cittadini che sono residenti o apolidi In Italia che sono dediti a religioni orientali? Boh😥
È una bella notizia perché il nostro amato Arcivescovo saprà gestire nella zona di sua competenza l’arrivo entro il 2028, di almeno 100 mila nordafricani, una piccolissima parte considerando le decine milioni di arrivi previsti in Europa con sbarchi e arrivi nei paesi del Sud Europa. Spero nella gestione di milioni di nuovi arrivi da parte di Santa Romana Chiesa cattolica. Addirittura, parrebbe che vorrebbero impiegare i milioni di profughi in una legione straniera “europea” per mandarli a morire come mosche nella guerra che sta per scatenarsi in Europa, impiegare come carne da cannone e in prima linea in (Polonia, Ucraina e parti Baltici, gli immigrati).