CERIGNOLA – Un intervento di chirurgia mini-invasiva su una paziente di 87 anni, affetta da una lesione occludente del colon destro, si è concluso con successo al Presidio ospedaliero “Giuseppe Tatarella” di Cerignola. La donna è stata dimessa oggi, dopo essere stata sottoposta a un delicato intervento laparoscopico che ha consentito di rimuovere la porzione di intestino interessata e ripristinare la continuità intestinale attraverso una ricostruzione intracorporea, tecnica considerata tra le più avanzate nella chirurgia colorettale.
L’operazione assume particolare rilievo non soltanto per la complessità della patologia trattata, ma anche per l’età avanzata della paziente, elemento che ha richiesto una valutazione clinica approfondita e un’organizzazione assistenziale capace di coinvolgere più specialità mediche.
La donna era ricoverata presso l’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e, dopo gli accertamenti diagnostici, è stata affidata all’équipe della Chirurgia Generale del presidio ospedaliero cerignolano, che ha optato per un approccio laparoscopico. Si tratta di una tecnica mini-invasiva che permette di operare attraverso piccole incisioni, riducendo il trauma chirurgico, il dolore post-operatorio e i tempi di recupero rispetto alla chirurgia tradizionale.
Nel caso specifico, i chirurghi hanno eseguito la resezione del tratto di colon interessato dalla lesione e il successivo ripristino della continuità intestinale mediante una ricostruzione effettuata interamente all’interno della cavità addominale. Una procedura tecnicamente complessa che richiede elevata esperienza e competenze specialistiche.
L’aspetto che maggiormente caratterizza questo intervento è però il percorso multidisciplinare costruito attorno alla paziente. Prima dell’operazione il caso è stato valutato congiuntamente da diversi specialisti, considerata la fragilità clinica della donna e la presenza dei rischi legati all’età.
Accanto alla Chirurgia Generale hanno partecipato alla gestione clinica la Medicina Interna, il Servizio di Anestesia e Rianimazione e l’Unità Operativa di Cardiologia. La collaborazione tra le diverse équipe ha consentito di seguire la paziente in ogni fase del percorso assistenziale, dalla preparazione preoperatoria alla gestione successiva all’intervento, fino alle dimissioni.
Secondo il direttore della U.O.C. di Chirurgia Generale del Presidio “Tatarella”, Giovanni Bisceglia, affrontare chirurgicamente un paziente molto anziano rappresenta sempre una sfida che richiede competenze elevate e un costante confronto tra professionisti di discipline differenti. L’utilizzo della laparoscopia, sottolinea il responsabile del reparto, ha consentito di limitare l’impatto dell’intervento senza compromettere la radicalità del trattamento, garantendo quindi una risposta adeguata sia sotto il profilo chirurgico sia sotto quello oncologico.
Negli ultimi anni la chirurgia mini-invasiva ha modificato profondamente il trattamento delle patologie colorettali. Nei pazienti anziani, quando le condizioni cliniche lo consentono, questo approccio permette spesso una ripresa più rapida della funzionalità intestinale, una riduzione delle complicanze post-operatorie e tempi di degenza più contenuti. Risultati che assumono un valore ancora maggiore in presenza di pazienti fragili o con altre patologie concomitanti.
Per la Direzione generale della Asl Foggia il caso rappresenta un esempio concreto di come innovazione tecnologica e organizzazione sanitaria possano tradursi in un miglioramento dell’assistenza. La direttrice generale Tiziana Dimatteo evidenzia infatti come la qualità delle cure dipenda dalla capacità di integrare professionalità diverse, tecnologie moderne e percorsi clinici condivisi, garantendo risposte efficaci anche nelle situazioni più complesse. Un modello organizzativo che, secondo l’azienda sanitaria, conferma la volontà di rafforzare il ruolo degli ospedali del territorio e offrire ai cittadini prestazioni sempre più qualificate e sicure.
L’intervento eseguito a Cerignola testimonia dunque la crescente diffusione della chirurgia mini-invasiva anche negli ospedali della provincia di Foggia e conferma l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella gestione dei casi più delicati. Una strategia che mette al centro il paziente e punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza clinica e collaborazione tra specialisti, elementi sempre più determinanti nella medicina moderna.



