Dopo circa un anno di sostanziale inattività, sono ripresi i lavori di bonifica nell’ex sito I.A.O. di Giardinetto, considerato una delle principali emergenze ambientali della provincia di Foggia e dell’intera Capitanata.
Il cantiere era fermo dal luglio 2025 e la ripresa delle attività rappresenta un passaggio significativo per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, oltre che un segnale atteso dal territorio.
Nel corso degli ultimi mesi, l’attivista troiana del M5S Grazia Manna ha promosso numerose iniziative per mantenere alta l’attenzione sullo stato dell’intervento. Tra queste figurano richieste di accesso agli atti, segnalazioni agli enti competenti, sollecitazioni per una maggiore trasparenza, interventi pubblici e attività di sensibilizzazione che hanno contribuito a riportare il caso al centro del dibattito.
“Al di là di qualche nervosismo e di qualche permalosità fuori luogo, che nulla hanno avuto a che vedere con l’obiettivo comune – dichiara Grazia Manna – desidero ringraziare tutti coloro che hanno scelto di metterci la faccia e di non voltarsi dall’altra parte.”
L’attivista ha inoltre rivolto un ringraziamento al consigliere comunale di Orsara di Puglia Giuseppe Zullo, alla consigliera regionale Rosa Barone e alle associazioni che hanno sostenuto le richieste di trasparenza e di accelerazione dell’intervento: Casa della Salute e dell’Ambiente di Manfredonia, Centro Studi Naturalistici – Pro Natura, Club Alpino Italiano – Sezione di Foggia, ISDE – Medici per l’Ambiente, La Società Civile Foggia, Legambiente – Circolo GAIA Foggia, LIPU Capitanata, Touring Club Italiano – Club di Territorio di Foggia e WWF Foggia.
Pur accogliendo con favore la riapertura del cantiere, Manna sottolinea che il percorso non può considerarsi concluso.
“Continuerò a seguire con attenzione l’evolversi dell’intervento affinché venga portato a termine nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza, della tutela dell’ambiente e della salute pubblica.”
L’attenzione resta alta anche in relazione al finanziamento di 19 milioni e 850 mila euro del PNRR, destinato alla bonifica definitiva dell’area. Le risorse dovranno essere impiegate entro il 31 dicembre 2027, termine oltre il quale esiste il rischio di perdere il finanziamento o di dover restituire le somme non utilizzate secondo le modalità previste.
“La partecipazione civica, quando è seria, documentata e perseverante, può contribuire concretamente a cambiare le cose. Questa vicenda dimostra che i cittadini, esercitando i propri diritti con competenza e determinazione, possono svolgere un ruolo importante nella tutela dell’interesse pubblico.”



