Si parla spesso di giovani violenti, di bullismo, di disagio educativo e di famiglie assenti. È un dibattito necessario, ma rischia di raccontare solo una parte della realtà. Esiste infatti un altro problema, meno discusso ma altrettanto preoccupante: quello degli adulti che, con i loro comportamenti, finiscono per diventare un cattivo esempio.
A sollevare la riflessione è una mamma, educatrice e docente, che racconta il proprio disorientamento di fronte a episodi in cui persone adulte arrivano perfino a minacciare ragazzi e sacerdoti, mettendo in discussione quei valori di rispetto e convivenza che ogni giorno si cerca di trasmettere alle nuove generazioni.
«Ci troviamo davanti a ragazzi che dedicano il loro tempo agli altri, che fanno volontariato, che aiutano i più piccoli. Ragazzi educati, provenienti da famiglie che insegnano il rispetto delle regole: tornano a casa entro le 23 o le 23.30, non bevono, non fumano, hanno persino timore quando vedono una pattuglia delle forze dell’ordine o quando un genitore li richiama. Eppure sono proprio loro, spesso, a diventare bersaglio di adulti arroganti e aggressivi».
Una riflessione che pone interrogativi profondi sul ruolo educativo della società. Se ai giovani viene insegnato a non rispondere alle provocazioni per rispetto dell’adulto, cosa accade quando è proprio l’adulto a usare minacce, prepotenza e intimidazione?
«Mi chiedo quale sia oggi la giusta via educativa. Dobbiamo continuare a insegnare ai ragazzi a rispettare sempre gli adulti, anche quando questi non meritano rispetto per il loro comportamento? Oppure è arrivato il momento di educare anche gli adulti al senso civico, al dialogo e alla responsabilità?».
Il dubbio è anche su come reagire: affidarsi alle vie legali, denunciare pubblicamente gli episodi o cercare ancora il confronto? «Sono combattuta – conclude – perché ho la sensazione che stiamo sbagliando qualcosa. C’è troppa aggressività, troppa indifferenza, troppa mancanza di rispetto. Se non recuperiamo il valore dell’esempio, quale futuro stiamo costruendo per i nostri ragazzi?».
La domanda finale resta aperta e riguarda l’intera comunità: l’educazione non può essere un dovere riservato ai giovani. Perché una società cresce davvero solo quando anche gli adulti sono capaci di essere un esempio di rispetto, equilibrio e responsabilità.




EDUCARE LA FAMIGLIA
L’educazione è una cosa trasversale. Tutti devono rispettare tutti a prescidere dall’etá, dal genere e qualsiasi altra caratteristica genetica o sociale. Basta con l’odio e l’aggressivitá nelle case, nelle strade, nelle piazze e nei luoghi pubblici.
Anche Gesú diceva “ama il prossimo tuo come te stesso”.
È quello è il problema se non si ama se stessi come si può amare il prossimo?
Per amare se stessi e il prossimo bisogna cambiare il cuore. PERCHÉ???
GEREMIA 17:9
“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno;
chi potrà conoscerlo?”
ECCO PERCHÉ DIO DICE:
EZECHIELE 36:26
“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.”
Il mondo dice
PURTROPPO DICONO:
SE DIO ESISTESSE, NON CI SAREBBE ΤΑΝΤΟ MALE SULLA TERRA.
MA DIO DICE:
SE LA GENTE OBBEDISSE AI MIEI COMANDAMENTI NON CI SAREBBE TANTO MALE SULLA TERRA
2 Cronache 7:14
In conclusione:
Caro genitore
Se a 6 anni consenti a tuo figlio di fare quel che vuole, se lo difendi quando è indifendibile, se ridi quando fa il maleducato, se lo giustifichi quando risponde male ad un’insegnante o ad un amico allora, se non ti informi quali compagnie frequenta, non hai capito nulla nè sull’educazione nè sul rispetto del prossimo.
Se tuo figlio è maleducato
è colpa tua!
Gli adulti anzi tutti, sono diventati cosi perché si è preso lo stile dei social.
lo scorbuto comportamentale negli anziani è spesso un sintomo di sofferenza fisica, isolamento o inadeguatezza dell’ambiente circostante, piuttosto che semplice maleducazione. Questi atteggiamenti sono il risultato di ciò che abbiamo prodotto in questi anni, classismo nascosto tra le pieghe, una libertà più votata all’egoismo, possibile solo dove continua ancora a dividere più che a legare.
C’è perversione mentale, maleducazione, assenza di valori, puttanizio, provocazione, falsità, disonestà, malaffare e delinquenza menefreghismo, sete di danaro, cattivi esempi dai genitori e anche dagli altri settori. I giovani sono agnellini sacrificali non scaricate tutte le colpe su di loro, anzi sono coloro che pagheranno con il sangue con gli orrori che verranno dalla imminente guerra.
Ma ch’ij succiss?
Mi fate capire pure a me?