La Corte dei Conti accende i riflettori sulle criticità del sistema sanitario pugliese, evidenziando una situazione definita grave per i cittadini, mentre il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, assicura interventi per migliorare l’efficienza del comparto e contenere la spesa.
In occasione della parifica del bilancio regionale 2025, Decaro ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel ridurre gli sprechi e ottimizzare i costi, anche attraverso una nuova Unità di crisi incaricata di monitorare i bilanci delle Asl. Inoltre, ha annunciato che da lunedì i medici di famiglia indicheranno ai pazienti i farmaci equivalenti, con l’obiettivo di favorire un risparmio per i cittadini.
La procuratrice regionale della Corte dei Conti, Carmela De Gennaro, nella sua requisitoria ha sottolineato le conseguenze del disavanzo sanitario di 349 milioni di euro, successivamente coperto con l’aumento delle addizionali regionali Irpef.
«Non posso non sottolineare la gravità della situazione – ha detto – anche per le conseguenze sulla collettività pugliese che sarà chiamata a concorrere al ripiano dello squilibrio mediante una maggiorazione del prelievo fiscale a proprio carico, peraltro, a fronte di prestazioni sanitarie che registrano ancora non poche criticità e di cui, le ancora lunghe liste di attesa, nonostante gli apprezzabili sforzi posti in essere dalla nuova amministrazione, rappresentano solo la punta dell’iceberg».
Tra gli aspetti più critici evidenziati figura l’aumento della mobilità passiva sanitaria, con molti pugliesi costretti a curarsi fuori regione. Secondo la magistratura contabile, nel 2025 la spesa è cresciuta soprattutto per le Asl di Foggia, Lecce e Bari, incidendo in maniera significativa sui ricoveri ospedalieri.
Ulteriori criticità riguardano l’incremento della spesa farmaceutica, la mancata applicazione delle sanzioni previste per i direttori generali delle Asl e l’assenza del Piano operativo triennale di contenimento della spesa, non presentato dal 2024.
Decaro ha assicurato che il Piano sarà predisposto a breve, ribadendo inoltre che il sistema sanitario regionale risente anche dell’insufficiente finanziamento statale.
«Non voglio scaricare le inefficienze su un sistema nazionale – ha dichiarato – però non posso nemmeno tacere su quello che manca o che spetta in termini di diritti e quindi in termini di risorse per assicurare quei servizi che poi assicurano il rispetto dei diritti dei cittadini».
Il presidente della Regione ha anche criticato la decisione dell’Aifa di trasferire 154 specialità farmaceutiche dalla distribuzione ospedaliera a quella delle farmacie, sostenendo che ciò comporterà un incremento dei costi per le Regioni.
«È vero che così i cittadini potranno ritirarli in farmacia, ma salterà il sistema degli acquisti centralizzati e ci saranno ulteriori aumenti di spesa», ha affermato.
Secondo i giudici contabili, parte del deficit deriva anche da maggiori spese autonome della Regione, tra cui 25 milioni destinati alle Rsa, 15 milioni alle Sanitaservice, 10 milioni per i noleggi e ulteriori 35 milioni accantonati nel fondo rischi.
La procedura di parifica ha comunque certificato una gestione contabile complessivamente regolare, pur lasciando aperte alcune questioni ereditate dalla precedente amministrazione, come quelle relative all’ospedale Covid della Fiera del Levante e ad alcuni investimenti dell’Apulia Film Commission.
Sul piano politico, la relazione della Corte dei Conti ha alimentato un duro confronto tra maggioranza e opposizione. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno attribuito il deficit a una gestione inefficiente della sanità regionale, mentre il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, ha replicato:
«Mentre perfino il ministro della Salute si è accorto che il Fondo sanitario nazionale è insufficiente, il centrodestra pugliese non smette i paraocchi della propaganda e continua ad accusare la giunta».
Lo riporta retegargano.it, fonte gazzettamezzogiorno.it.



